Marina Sereni
Marina Sereni
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Pensieri & parole

La legge elettorale uscita dalla Camera e ora al Senato fa ancora discutere. La metto così: non sarà questa legge che potrà farci dire la sera delle elezioni chi avrà vinto e chi governerà. D'altra parte certo sarebbe stato molto peggio affrontare il voto con due regole elettorali difformi uscite dalla Consulta. Né credo sarebbe stato più efficace ai fini della governabilità approdare al modello tedesco su cui pure si è lavorato nei mesi scorsi e che è saltato per l'inaffidabilità del M5S al momento dell'esame in aula.

Insomma, si conferma che la legge elettorale perfetta non esiste e che più ci si avvicina alla data del voto più è oggettivamente difficile trovare una sintesi e un punto di equilibrio. Il voto di una buona parte delle opposizioni su questa proposta è la migliore dimostrazione dello sforzo positivo  fatto in Parlamento. La fiducia - di fatto tecnica - posta dal Governo sul testo della Commissione non toglie nulla, anzi, a questo risultato.  Proprio per questo, nelle condizioni date, considero il testo approvato alla Camera oltre che ragionevole, utile per cercare di uscire da una stagione di grande incertezza politica,  aggravatasi ahimè dopo la bocciatura della riforma costituzionale nel referendum del 4 dicembre. Impianto sostanzialmente proporzionale, collegi uninominali e brevi liste di partito: un mix che facilita, ma non obbliga la creazione di alleanze.

Ho letto oggi una lettera del candidato premier 5S Di Maio che lamenta una presunta incostituzionalità della legge proprio per la possibilità prevista per più liste o partiti di collegarsi allo stesso candidato nei collegi uninominali: ma volere, e sapere, costruire alleanze è una scelta squisitamente politica!   Non c'è nessun trucco e nessun intento penalizzante verso il M5S, come peraltro dimostrano, alla luce dei sondaggi disponibili, le numerose proiezioni sui possibili risultati tra i diversi schieramenti.

Per i due ‘gruppi’ di centrodestra e di centrosinistra si apre ora una bella partita. Berlusconi, Salvini, Meloni manifestano tra loro non poche differenze politiche e di visione (basti pensare al ruolo e alla configurazione dell'Unione Europea, o al tema dei referendum autonomisti del Nord) però mi sembra diano per scontato di poter trovare un accordo.

E dalla nostra parte? Con questa nuova legge elettorale - che, spero, sarà rapidamente confermata dal Senato - si potrà riaprire un cantiere programmatico togliendo alibi a tutti. Un cantiere programmatico, concreto, puntuale, che esca dai personalismi e si proponga di offrire agli elettori un ragionamento coerente.

 Sabato scorso all'Eliseo Paolo Gentiloni ha usato queste parole: "Apertura vs chiusura, Europa vs sovranismo, fiducia vs paura, equità vs privilegi. Questa è la mappa del futuro". Ecco io vorrei che il PD - forte di questa identità, per nulla appannata nei dieci travagliati anni della nostra giovane storia - possa chiamare tutti coloro che si dichiarano di sinistra e riformatori a confrontarsi su questa mappa e a trarne idee precise e realizzabili per il futuro.

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Stasera la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. A nome del Partito Democratico ho fatto la dichiarazione di voto favorevole. Oggi dedico l’editoriale della mia newsletter a questo tema. Ecco la sbobinatura del mio intervento

 

Signora Presidente. Colleghi, rappresentanti del Governo, consentitemi una considerazione prima di entrare nel merito del decreto: siamo alle prese con una situazione di eccezionale gravità. Io vorrei che noi avessimo tutti la stessa consapevolezza, siamo di fronte ad una dimensione straordinaria, sia sotto il profilo quantitativo, che sotto il profilo qualitativo: quattro regioni, 140 comuni, un’area molto vasta coinvolta da questa calamità naturale e delle aree interne che già prima del sisma avevano problemi di spopolamento e di difficoltà. Pensiamo al numero delle scosse: 59.000 scosse di cui nove pari o superiori al quinto grado. Pensiamo alla dinamica dei sopralluoghi 142 mila, alla durata da agosto e ancora in corso…Pensiamo al sovrapporsi di diverse calamità naturali: il terremoto, ma anche un’eccezionale ondata di maltempo, pensiamo alle migliaia e migliaia di persone che sono state e sono assistite ancora oggi dalla Protezione civile e dal commissario. Non c’è nessuno senza un tetto sopra la testa in questo momento: non c’è n’è nessuno in nessuna delle quattro regioni colpite dal terremoto.

Perché richiamo all’attenzione nostra, di tutti noi questa dimensione straordinaria del problema che abbiamo davanti? Perché questo non è il primo provvedimento e non sarà l’ultimo, cari colleghi, non potrà mai essere l’ultimo perché siamo di fronte ad un problema gigantesco con il quale dovremo fare i conti noi e chi tornerà in queste aule nella prossima legislatura. Perché il problema è molto grande, è molto serio, e ci sono migliaia di famiglie, migliaia di imprese, molti, moltissimi soggetti che sono coinvolti.

Non siamo stati fermi però e non siamo fermi. Ha lavorato la Protezione civile, ha lavorato il commissario, hanno lavorato i 140 sindaci coinvolti, hanno lavorato le regioni, ha lavorato il Parlamento, ha lavorato il Governo.

Se vogliamo guardare alle risorse con questo decreto-legge aggiungiamo poco (53 milioni di risorse aggiuntive) ma intanto con il primo decreto tra minori entrate, cioè tasse che non vengono pagate e maggiori spese abbiamo stanziato 922 milioni di euro; con la legge di bilancio per 2017 abbiamo messo 7 miliardi e 100 milioni di euro; con il decreto-legge n. 244 del 2016 abbiamo messo altri 32 milioni di euro; con cinque delibere del Consiglio dei ministri abbiamo messo altri 230 milioni di euro. Non sono pochi: non basteranno ma non sono affatto pochi. Perché dovete dire cose non vere ai cittadini? Lo dico a voi dei 5S, i cittadini non hanno bisogno di essere spaventati, hanno bisogno di soluzioni concrete. Le risorse ci sono: dobbiamo usarle bene e dobbiamo usarle nei tempi previsti, ma ne serviranno altri e serviranno altre norme perché scopriremo altri problemi strada facendo. Chiunque ha fatto l’amministratore perfino di un condominio, figuriamoci di un comune, sa che i problemi si scoprono camminando, si scoprono facendo le cose, non leggendo i blog, si scoprono andando per le strade e cercando di trovare momento per momento le soluzioni migliori. [segue...]

Marina Sereni, 2009-2015