Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>120</b> Interventi a Montecitorio
<b>114</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
Pensieri & parole

Dieci giorni, solo dieci giorni di tempo per portare al massimo la mobilitazione verso le primarie del Pd. 

Cari amici e care amiche, cari compagni e care compagne, non perdiamo l'occasione!  Andiamo ai gazebo o nei circoli, se abbiamo disponibilità diamo una mano ad organizzare i seggi, pubblicizziamo le regole per partecipare, informiamo amici e conoscenti: il 30 aprile dalle 8 del mattino alle 20 tutti gli elettori e le elettrici (qui le regole)  hanno la possibilità di contribuire con il loro voto a scegliere il segretario del Partito Democratico, colui che dovrà guidare la più grande forza progressista italiana (e con ogni probabilità europea) verso le prossime prove elettorali. La mia scelta è per Matteo Renzi, perché gli riconosco il coraggio e la determinazione che servono oggi per candidarsi al governo del Paese con un programma riformista, con l'ambizione di continuare a cambiare l'Italia e l'Europa in un quadro internazionale carico di incertezze, tensioni e pericoli. 

Ma quale che sia la preferenza di ciascuno - tra Renzi, Orlando ed Emiliano - credo che il 30 aprile rappresenti un'opportunità per tutto il Pd e per tutto il campo progressista. Quali scenari possiamo prefigurare per il prossimo futuro? Quali riteniamo debbano essere scongiurati? Vediamo.  

Molti osservatori, guardando i sondaggi, ritengono possibile che alle prossime elezioni il M5S diventi il primo partito. Possibile non significa necessario. Personalmente ritengo che questo sia uno degli scenari da contrastare. Benché molta parte dell'establishment consideri questa eventualità con indulgenza (sottovalutando la portata di un'affermazione del partito di Grillo e forse pensando di poter condizionare questi "ragazzi") e benché certo in democrazia si debba mettere nel conto che possano vincere anche forze molto distanti dalle proprie convinzioni, non credo affatto che il M5S sia pronto per governare e soprattutto penso che abbiano un tale disprezzo per le regole democratiche da rappresentare una pericolosa avventura per un grande paese europeo come il nostro. Mi sembra questo il primo buonissimo motivo per recarsi a votare alle primarie del 30 Aprile,  perché il Pd, pur con tanti difetti, è l'unica formazione politica che crede nella partecipazione democratica reale affidando ai cittadini e alle cittadine la scelta del suo leader. 

Il secondo esito possibile delle prossime elezioni è quello per il quale, non essendoci nessun vincitore, si ripiombi il Paese o nell'ingovernabilità o in una riedizione di coalizioni innaturali. In casi e situazioni straordinarie le "grandi coalizioni" possono rispondere all'interesse generale di un Paese. Ma questa non può essere la fisiologia di una democrazia moderna, soprattutto se non si vuole alimentare l'antipolitica e la sfiducia verso le istituzioni democratiche. Allora, anche per questo, chi vuole evitare le larghe coalizioni non può che dare più forza al Pd, un partito che si è sempre impegnato - come dimostra anche la discussione sulla legge elettorale - per istituzioni democratiche efficienti, per un sistema dell'alternanza tra poli alternativi tra loro.

Infine, ultimo possibile scenario, quello di una riorganizzazione e di un'affermazione della destra. Ipotesi che ad oggi appare poco probabile data la distanza tra la Lega di Salvini e Forza Italia. Ma chi conosce Berlusconi sa che ha doti e fantasia a volte sorprendenti...

 [segue...]
Stasera la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. A nome del Partito Democratico ho fatto la dichiarazione di voto favorevole. Oggi dedico l’editoriale della mia newsletter a questo tema. Ecco la sbobinatura del mio intervento

 

Signora Presidente. Colleghi, rappresentanti del Governo, consentitemi una considerazione prima di entrare nel merito del decreto: siamo alle prese con una situazione di eccezionale gravità. Io vorrei che noi avessimo tutti la stessa consapevolezza, siamo di fronte ad una dimensione straordinaria, sia sotto il profilo quantitativo, che sotto il profilo qualitativo: quattro regioni, 140 comuni, un’area molto vasta coinvolta da questa calamità naturale e delle aree interne che già prima del sisma avevano problemi di spopolamento e di difficoltà. Pensiamo al numero delle scosse: 59.000 scosse di cui nove pari o superiori al quinto grado. Pensiamo alla dinamica dei sopralluoghi 142 mila, alla durata da agosto e ancora in corso…Pensiamo al sovrapporsi di diverse calamità naturali: il terremoto, ma anche un’eccezionale ondata di maltempo, pensiamo alle migliaia e migliaia di persone che sono state e sono assistite ancora oggi dalla Protezione civile e dal commissario. Non c’è nessuno senza un tetto sopra la testa in questo momento: non c’è n’è nessuno in nessuna delle quattro regioni colpite dal terremoto.

Perché richiamo all’attenzione nostra, di tutti noi questa dimensione straordinaria del problema che abbiamo davanti? Perché questo non è il primo provvedimento e non sarà l’ultimo, cari colleghi, non potrà mai essere l’ultimo perché siamo di fronte ad un problema gigantesco con il quale dovremo fare i conti noi e chi tornerà in queste aule nella prossima legislatura. Perché il problema è molto grande, è molto serio, e ci sono migliaia di famiglie, migliaia di imprese, molti, moltissimi soggetti che sono coinvolti.

Non siamo stati fermi però e non siamo fermi. Ha lavorato la Protezione civile, ha lavorato il commissario, hanno lavorato i 140 sindaci coinvolti, hanno lavorato le regioni, ha lavorato il Parlamento, ha lavorato il Governo.

Se vogliamo guardare alle risorse con questo decreto-legge aggiungiamo poco (53 milioni di risorse aggiuntive) ma intanto con il primo decreto tra minori entrate, cioè tasse che non vengono pagate e maggiori spese abbiamo stanziato 922 milioni di euro; con la legge di bilancio per 2017 abbiamo messo 7 miliardi e 100 milioni di euro; con il decreto-legge n. 244 del 2016 abbiamo messo altri 32 milioni di euro; con cinque delibere del Consiglio dei ministri abbiamo messo altri 230 milioni di euro. Non sono pochi: non basteranno ma non sono affatto pochi. Perché dovete dire cose non vere ai cittadini? Lo dico a voi dei 5S, i cittadini non hanno bisogno di essere spaventati, hanno bisogno di soluzioni concrete. Le risorse ci sono: dobbiamo usarle bene e dobbiamo usarle nei tempi previsti, ma ne serviranno altri e serviranno altre norme perché scopriremo altri problemi strada facendo. Chiunque ha fatto l’amministratore perfino di un condominio, figuriamoci di un comune, sa che i problemi si scoprono camminando, si scoprono facendo le cose, non leggendo i blog, si scoprono andando per le strade e cercando di trovare momento per momento le soluzioni migliori. [segue...]

Marina Sereni, 2009-2015