Marina Sereni
Marina Sereni
<b>904</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>33</b> Eventi da me promossi
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Pensieri & parole
Dai ballottaggi di ieri emerge un risultato tutt'altro che buono e tutt'altro che inaspettato: serve più unità per una riflessione seria nel Pd. 
Sintetizzerei così, ancora un po' a caldo, il giudizio sui ballottaggi di ieri. Risultati che meritano ovviamente una lettura più ravvicinata, città per città, ma di cui non si può non cogliere il dato nazionale: il Pd e il centrosinistra escono sconfitti in molte sfide, l'astensione aumenta, il centrodestra riesce a mettere in secondo piano le sue divisioni e porta a casa diverse vittorie. Nessuno può sottovalutare la difficoltà a mantenere tutte le amministrazioni che avevamo vinto nella tornata di cinque anni fa, nel pieno della crisi di Berlusconi che aveva appena perso il Governo nazionale, ma qui si tratta di sconfitte sia in luoghi tradizionalmente di centro-destra sia in città storicamente governate dalla sinistra. Il bacino elettorale del M5S - tutt'altro che sparito - in parte è rifluito nell'astensione e in parte ha preferito i candidati del centrodestra. 
Dobbiamo ragionare con più freddezza e rigore su questo dato, senza cercare scorciatoie. 
Con una premessa indispensabile: il congresso del Pd è concluso, Renzi è legittimamente il segretario del nostro partito e chiunque - dentro e fuori il Pd - pensi che si possa sovvertire questo dato della realtà contribuisce colpevolmente ad acuire le divisioni nella sinistra, che a mio avviso hanno pesato non poco anche in questo ultimo risultato. 
Ecco perché penso che nel Pd servirebbe un confronto più maturo tra tutte le sensibilità per gestire insieme i passaggi che abbiamo davanti. Il nostro partito - che lo vogliamo o no - è oggettivamente il perno del campo riformista ma da solo, o anche con alleanze tradizionali di sinistra, non convince la maggioranza degli elettori. C'è voglia di cambiamento, c'è una domanda di idee e progetti nuovi, che non riusciamo a intercettare e a rappresentare pienamente. Nel territorio c'è anche una richiesta di innovazione e di radicamento nella società, di un partito vero e rinnovato. Questo dovrebbe essere il banco di prova della nostra classe dirigente e di tutti coloro che invocano una stagione di nuova unità tra i riformisti e i progressisti. E non basta "sommare" i partiti del centrosinistra, serve una nuova spinta, capacità di elaborare, di includere, di coinvolgere forze ed energie disperse nella società. Possiamo partire da qui, riconoscendo anche alcuni errori ed un eccesso di tatticismi, per provare a creare le condizioni di un Pd e di un campo riformista più ampio e convincente?  Di personalismi e veti distruttivi la sinistra italiana ne ha conosciuti fin troppi, ora è urgente guardare al futuro, non ripetere errori del passato.
 [segue...]
Stasera la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. A nome del Partito Democratico ho fatto la dichiarazione di voto favorevole. Oggi dedico l’editoriale della mia newsletter a questo tema. Ecco la sbobinatura del mio intervento

 

Signora Presidente. Colleghi, rappresentanti del Governo, consentitemi una considerazione prima di entrare nel merito del decreto: siamo alle prese con una situazione di eccezionale gravità. Io vorrei che noi avessimo tutti la stessa consapevolezza, siamo di fronte ad una dimensione straordinaria, sia sotto il profilo quantitativo, che sotto il profilo qualitativo: quattro regioni, 140 comuni, un’area molto vasta coinvolta da questa calamità naturale e delle aree interne che già prima del sisma avevano problemi di spopolamento e di difficoltà. Pensiamo al numero delle scosse: 59.000 scosse di cui nove pari o superiori al quinto grado. Pensiamo alla dinamica dei sopralluoghi 142 mila, alla durata da agosto e ancora in corso…Pensiamo al sovrapporsi di diverse calamità naturali: il terremoto, ma anche un’eccezionale ondata di maltempo, pensiamo alle migliaia e migliaia di persone che sono state e sono assistite ancora oggi dalla Protezione civile e dal commissario. Non c’è nessuno senza un tetto sopra la testa in questo momento: non c’è n’è nessuno in nessuna delle quattro regioni colpite dal terremoto.

Perché richiamo all’attenzione nostra, di tutti noi questa dimensione straordinaria del problema che abbiamo davanti? Perché questo non è il primo provvedimento e non sarà l’ultimo, cari colleghi, non potrà mai essere l’ultimo perché siamo di fronte ad un problema gigantesco con il quale dovremo fare i conti noi e chi tornerà in queste aule nella prossima legislatura. Perché il problema è molto grande, è molto serio, e ci sono migliaia di famiglie, migliaia di imprese, molti, moltissimi soggetti che sono coinvolti.

Non siamo stati fermi però e non siamo fermi. Ha lavorato la Protezione civile, ha lavorato il commissario, hanno lavorato i 140 sindaci coinvolti, hanno lavorato le regioni, ha lavorato il Parlamento, ha lavorato il Governo.

Se vogliamo guardare alle risorse con questo decreto-legge aggiungiamo poco (53 milioni di risorse aggiuntive) ma intanto con il primo decreto tra minori entrate, cioè tasse che non vengono pagate e maggiori spese abbiamo stanziato 922 milioni di euro; con la legge di bilancio per 2017 abbiamo messo 7 miliardi e 100 milioni di euro; con il decreto-legge n. 244 del 2016 abbiamo messo altri 32 milioni di euro; con cinque delibere del Consiglio dei ministri abbiamo messo altri 230 milioni di euro. Non sono pochi: non basteranno ma non sono affatto pochi. Perché dovete dire cose non vere ai cittadini? Lo dico a voi dei 5S, i cittadini non hanno bisogno di essere spaventati, hanno bisogno di soluzioni concrete. Le risorse ci sono: dobbiamo usarle bene e dobbiamo usarle nei tempi previsti, ma ne serviranno altri e serviranno altre norme perché scopriremo altri problemi strada facendo. Chiunque ha fatto l’amministratore perfino di un condominio, figuriamoci di un comune, sa che i problemi si scoprono camminando, si scoprono facendo le cose, non leggendo i blog, si scoprono andando per le strade e cercando di trovare momento per momento le soluzioni migliori. [segue...]

Marina Sereni, 2009-2015