Marina Sereni
Marina Sereni
<b>941</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>140</b> Interventi a Montecitorio
<b>127</b> Impegni in Italia
<b>54 </B> Missioni e incontri internazionali
06-10-2014
ENERGIA - CONVEGNO ISIAMED
"TAP INFRASTRUTTURA STRATEGICA, NON SOLO RISPARMI"
Il progetto Tap, ovvero il gasdotto Trans Adriatico, conosciuto con l’acronimo inglese (Trans-Adriatic Pipeline) è per l’Italia un’infrastruttura strategica non soltanto per i nove miliardi di euro l'anno in meno sulla bolletta energetica nazionale, ma anche perché ci permette di differenziare le nostre fonti di approvvigionamento, il che significa avere più sicurezza. Lo ha sostenuto Marina Sereni nel suo intervento inaugurale  al convegno italo-azero promosso dall’ Isiamed: “20 Settembre prima pietra del TAP. Una nuova frontiera per l’Azerbaigian e l’Europa" che si è svolto stamattina alla Camera. L’Italia – ha detto - è oggi il primo partner commerciale dell’Azerbaigian. “Il paese caucasico infatti – ha spiegato -  non si propone solo come produttore ma, data la peculiare posizione geografica, anche come potenziale snodo per il transito degli idrocarburi centro-asiatici, fornendo una valida alternativa alle rotte russe, a nord, ed a quelle iraniane, a sud.  Il progetto TAP si colloca quindi in un quadro più ampio, caratterizzato da una naturale complementarità di interessi tra le parti”. “Secondo i dati forniti nel Focus trimestrale sulla sicurezza energetica dell’ISPI – ha aggiunto  - lo sviluppo del TAP sarà determinante non solo per consentire una diversificazione delle importazioni nazionali ed a ricadute benefiche sul livello dei prezzi interni, ma anche per permettere al nostro Paese di riesportare gas verso gli altri paesi europei, trasformando l’Italia nell’hub meridionale del gas dell’intera Unione europea”. Da qui le ricadute del progetto per l’economia italiana che  portano ad una riduzione dei costi energetici ed un progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. “In particolare – ha detto - è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a circa 70 miliardi).  Una maggiore sicurezza ed una minore dipendenza di approvvigionamento e maggiore flessibilità del sistema. La realizzazione dell’infrastruttura potrebbe infatti indurre una riduzione della fattura energetica estera di circa 14 miliardi di euro l’anno (rispetto ai 62 miliardi attuali, e --19 rispetto alle importazioni tendenziali 2020), con la riduzione dall’84 per cento al 67 per cento della dipendenza dall’estero. Ciò equivale a circa l’1 per cento di PIL addizionale e, ai valori attuali, sufficiente a riportare in attivo la bilancia dei pagamenti, dopo molti anni di passivo”. “Sulla capacità di creare le condizioni di realizzazione di questo progetto strategico si misura la credibilità della “buona politica” di cui parla il Presidente del Consiglio Renzi e la maggioranza che lo sostiene: è compito di una leadership politica responsabile garantire tempi certi di realizzazione del progetto, come si sta facendo con l’approvazione governativa della Valutazione d’impatto ambientale e con l’adozione delle misure contenute nel decreto-legge cosiddetto ‘Sblocca Italia’, che riconoscono il valore strategico di questa grande infrastruttura. Al tempo stesso – ha concluso - le classi di governo, nazionali, regionali e locali, sono chiamate a costruire una governance di consenso attorno al gasdotto che superi la visione localistica “nimby” che spesso condiziona i territori e al contrario punti alla realizzazione di un’infrastruttura a ridotto impatto ambientale ed ecologicamente sostenibile”.
Marina Sereni, 2009-2015