Marina Sereni
Marina Sereni
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16-10-2014
RIENTRO CAPITALI
"NE' ANONIMI, NE' SCONTI: COSI' COMBATTIAMO L'EVASIONE"
 "La via italiana per l’emersione di capitali e il potenziamento della lotta all’evasione fiscale è ben tracciata dal provvedimento che abbiamo approvato che non permette l’anonimato e fa sì che al Fisco arrivi quanto era stato evaso. Cosa ne guadagna allora chi ha nascosto i soldi? Facilitazioni monetarie derivanti dall’abbattimento di sanzioni e interessi e riduzione del rischio di conseguenze penali per eventuali reati di tipo tributario. La legge introduce anche il nuovo reato di autoriciclaggio che punisce le condotte di occultamento dei proventi derivanti da reati non colposi da parte di chi ha commesso il reato e non soltanto, com’era previsto fin qui, da intermediari.

 Chi decidesse di continuare a tenere nascosti i soldi, fuori, ma anche in Italia o decidesse di spostarli dalla Svizzera, o dal Lussemburgo o da San Marino, ovvero da altri paesi che si stanno adeguando ai nuovi standard internazionali di trasparenza finanziaria, verso paradisi fiscali che mantengono il segreto bancario, non rischierà soltanto per gli eventuali reati tributari che stanno all’origine dell’esportazione dei capitali ma anche per il reato, ben più pesante, di riciclaggio.

 

Le stime  dicono che i capitali non dichiarati si aggirerebbero fra i 200 e i 250 miliardi, per questo il ministro Padoan ha spiegato, pur non azzardando alcuna previsione quantitativa che “ci attendiamo risorse” dall’approvazione di questo provvedimento. Risorse che sono destinate al pagamento dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione ad investimenti pubblici e al finanziamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Abbiamo fatto un buon lavoro, in particolare i colleghi delle commissioni Finanze e Giustizia e, trattandosi di un progetto di legge parlamentare, ne siamo particolarmente orgogliosi”.

Marina Sereni, 2009-2015