Marina Sereni
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05-11-2014
USA-EUROPA RAINEWS24
"DOPO LA CRISI 2007-8 LA POLITICA NON HA TROVATO UN EQUILIBRIO"
Dopo la grande crisi finanziaria del 2007-2008 la politica mondiale non ha trovato un nuovo equilibrio. Allora tutti sostenevano che niente sarebbe stato più uguale, che bisognava cambiare profondamente le regole del gioco finanziario ed economico,  che non si sarebbe potuti tornare a come eravamo prima, né negli Usa, né in Europa. Eppure oggi, mentre la crisi non è ancora alle nostre spalle, ho la sensazione che invece abbiamo tutti cercato di tornare a come eravamo, spesso utilizzando i vecchi strumenti che hanno determinato la crisi. La sconfitta di Obama non è e non sarà soltanto un problema degli Stati Uniti. Non possiamo ancora sapere quale sarà l’atteggiamento dei Repubblicani, se cercheranno di trovare o meno accordi con il Presidente sui problemi più spinosi. Certo avere un leader americano così indebolito è un problema per il mondo.”.

Così Marina Sereni, partecipando a DiMattina su Rainews24 e commentando insieme a Davide Giacalone, Angelo Panebianco e Gianni Riotta gli avvenimenti del giorno, dal responso delle urne americane al botta e risposta Juncker-Renzi.

” Non voglio soffermarmi sulle battute polemiche – ha spiegato a proposito dello scambio a distanza tra il presidente della Commissione Ue e il presidente del Consiglio italiano – quello che è certo è che Renzi sta cambiando il rapporto Italia- Unione Europea sotto due punti di vista.  Non andiamo più a Bruxelles con un atteggiamento subalterno e remissivo, come spesso in passato è sembrato, ma anche agli italiani stiamo facendo un discorso diverso. Come Renzi ripete spesso, noi dobbiamo fare le riforme – a cominciare dal Jobs Act – non  perché ce lo chiede l’Europa ma perché servono al Paese e ai nostri figli e nipoti.  D’altra parte Juncker sa di essere Presidente della Commissione sulla base di un accordo tra il Ppe e il Pse e di un impegno per un piano straordinario di investimenti di  300 miliardi, che ha annunciato al momento della nomina e che ha determinato il voto favorevole dei socialdemocratici. Se vogliamo guardare seriamente  ai limiti di questa Europa dobbiamo cambiare le politiche, orientandole più sulla crescita e sul lavoro, e riprendere il tema dell’assetto istituzionale. Non può bastare lo sforzo, essenziale, della BCE. L’Europa sarà sempre debole se non sapremo dare più peso alla dimensione comunitarie rispetto a quella intergovernativa.”

Marina Sereni, 2009-2015