Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>120</b> Interventi a Montecitorio
<b>114</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
18-11-2014
MISSIONE UIP IN USA/2
"SVILUPPO SOCIALE E AMBIENTALE SOSTENIBILE, E' L'OBIETTIVO"

Primo giorno di lavoro, nella sede delle Nazioni Unite a New York.

 La riunione del Comitato Preparatorio della IV Assemblea dei Presidenti dei Parlamenti aderenti alla Unione interparlamentare si concentra nella mattina sull'Agenda globale  post-2105. Il Presidente del Parlamento islandese illustra i risultati ottenuti rispetto agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio adottati nel 2000 per combattere la povertà assoluta, la fame, le malattie endemiche, la mortalità infantile e tutelare la salute delle madri.  Indubbiamente molti progressi sono stati fatti nella direzione indicata dai MDGs, anche se con forti differenze da Paese a Paese. La signora Amina Mohammed, Special advisor del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l'Agenda di Sviluppo post-2015, si sofferma invece sullo stato del negoziato per il futuro. Il processo avviato questa volta dalle Nazioni Unite è stato più aperto, mirato a raccogliere il contributo di soggetti diversi sia istituzionali che della società civile. Si è costituito un Open Working Group che ha consegnato un rapporto in cui si evidenziano 17 obiettivi e 169 target specifici: già questi numeri ci dicono quanto sia stato e sia complesso il confronto e quanto le posizioni tra tutti i Paesi partecipanti siano ancora distanti. Non è stato infatti possibile sin qui identificare obiettivi chiari, condivisi e comunicabili.     

D'altra parte molto è cambiato in questi ultimi decenni e oggi la dialettica non è più solo tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo. Innanzi tutto per il ruolo dei cosiddetti paesi emergenti, che sono diventati attori globali, e in secondo luogo per le contraddizioni e le diseguaglianze nuove che la crisi economica mondiale ha prodotto anche all'interno dei paesi sviluppati. Non è un caso quindi se anche il negoziato sulla sostenibilità ambientale - che avrà un primo appuntamento a breve a Lima per poi concludersi a Parigi nel 2015 - così come il confronto sul Finanziamento per lo Sviluppo che si sta sviluppando in parallelo faticano ancora a delineare una visione comune condivisa. 

 L'Unione interparlamentare dal canto suo ha inteso contribuire sottolineando in particolare due questioni cruciali. La prima, sulla quale anche io sono intervenuta, sulla necessità di mettere al centro dell'Agenda post-2015 una concezione innovativa dello sviluppo, capace di includere la sostenibilità ambientale e sociale. L'idea di sostituire i MDGs con i Sustainable Development Goals deve essere tradotta individuando obiettivi e target coerenti, che rendano misurabili i risultati che intendiamo ottenere. In questa direzione una buona notizia: le Nazioni Unite hanno costituito un Gruppo di esperti ad hoc per definire gli indicatori statistici capaci di misurare lo sviluppo sostenibile andando oltre il Pil chiamando il prof. Enrico Giovannini a co-presiederlo. Il secondo punto che la UIP ha giustamente sottolineato riguarda il tema della "governance democratica" dello sviluppo e dunque della necessità di coinvolgere nelle scelte i Parlamenti in quanto rappresentanti dei cittadini. 

Nel pomeriggio, dopo un pranzo di lavoro con il Presidente dell'Assemblea Generale,  altri due temi molto rilevanti. Il primo relativo alla distanza tra i Parlamenti e i cittadini, alla  sfiducia diffusa verso la politica e le istituzioni parlamentari. Mi colpisce una parte del documento preparatorio di questo incontro che recita: "... Una combinazione tossica di contrapposizione frontale, promesse non mantenute e percezione di incapacità a portare cambiamenti positivi mina la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti della sfera politica." E ancora: " la copertura mediatica genera e rafforza la percezione negativa concentrando l'attenzione sugli aspetti spettacolari, teatrali dei parlamenti, che sono più sensazionali del dibattito e della deliberazione che rappresenta la parte maggiore del lavoro parlamentare".

In poche parole, tutte le istituzioni politiche nazionali, spiazzate dalla dimensione globale dei problemi, appaiono inefficaci e ciò colpisce i Parlamenti ancora più dei Governi. Come dare risposte ai cittadini, dimostrare una capacità di ascolto ma anche di risoluzione dei loro problemi quotidiani?

 

Infine il terzo tema della giornata riguarda l'empowerment delle donne. Introdotto dalla Presidente del Parlamento dell'Uganda questa parte della giornata ha mostrato una grande adesione e sintonia da parte di molti colleghi, sia uomini che donne. Si registra ovunque un grande impegno a favorire una equilibrata rappresentanza tra i due generi. Racconto brevemente la nostra esperienza e la discussione in corso sulla nuova legge elettorale. Accenno, perché non era esattamente all'ordine del giorno, anche al tema - per noi prioritario - del contrasto alla violenza sulle donne che viene assunto come materia di approfondimento per il prossimo futuro. 

 

Concludiamo la giornata con l'inaugurazione, sempre nel Palazzo delle Nazioni Unite,  della mostra "Frate Francesco: Tracce, Parole, Immagini". Si tratta di materiali preziosi, alcuni dei quali per la prima volta fuori dall'Italia. Incontro qui il Padre Custode del Sacro Convento Gambetti, insieme a Padre Enzo Fortunato e al Sindaco di Assisi. È una grande emozione portare il saluto, di fronte a tanti amici italiani e umbri ma anche alle più alte autorità religiose qui a New York. Una felice coincidenza che mi rafforza nella convinzione che il messaggio di Francesco, per la pace, il dialogo, il rispetto della natura, sia oggi più attuale che mai.

 

Cena infine nella residenza del nostro Ambasciatore alle Nazioni Unite Sebastiano Cardi con alcuni ambasciatori di altri paesi: parliamo di moratoria sulla pena di morte, Libia, diritti umani, lotta al terrorismo di Isis, riforma del Consiglio di Sicurezza, ruolo dell'Italia - che presiede il comitato ECOSOC - nel lavoro che ci porterà all'Agenda di sviluppo post-2015. Come spesso accade in circostanze analoghe, ne esce l'immagine di un Paese che, grazie alla Rappresentanza italiana all'Onu, mostra una notevole la capacità di iniziativa e da' un contributo importante sui principali dossier. Forse in Italia ne dovremmo essere più consapevoli.

Marina Sereni, 2009-2015