Marina Sereni
Marina Sereni
<b>941</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
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<b>128</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
20-11-2014
MISSIONE UIP IN USA/4
"L'ITALIA NELLE OPERAZIONI DI PACE E CONTRO LA PENA DI MORTE"

Hervé Ladsous è Under-Secretary per le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite ed è stato il primo incontro bilaterale che, insieme all'Ambasciatore Cardi, abbiamo avuto in queste giornate a New York, ai margini della riunione UIP. Ci accoglie nel suo ufficio e ci ringrazia per il il contributo italiano alle operazioni di pace ONU, prima fra tutte, come è naturale, la missione UNIFIL in Libano. L'Italia, con oltre 1200 uomini e donne impegnati, è il venticinquesimo Paese contributore in assoluto, ma il primo tra i Paesi occidentali, nonché il settimo contributore finanziario alle operazioni; la missione UNIFIL è nuovamente comandata da un italiano (dopo il generale Serra, ora il generale Portolano), di una azienda italiana i droni che l'Onu sta usando in Congo e che - ci dice Ladsous - hanno enormemente migliorato l'efficacia della presenza internazionale in quel Paese.

Entriamo subito nel vivo della discussione: da poche settimane Ban Ki-Moon ha nominato un panel indipendente di alto livello guidato dal premio Nobel ed ex Presidente di Timor-Est José Ramos Horta per predisporre una proposta di riforma delle operazioni di pace dell'Onu. "Una trasformazione della natura stessa delle operazioni - ci dice Ladsous - è sempre più necessaria. I Caschi blu si trovano sul terreno a dover fronteggiare situazioni in cui non basta 'mantenere la pace', piuttosto è indispensabile prevenire la guerra o 'costruire la pace'. Servono dunque missioni più attive, nuove regole di ingaggio che vadano in quella direzione, supporti specialistici più forti e maggiori tecnologie"

Ci racconta poi che gli Stati membri mostrano sensibilità diverse attorno a questo tema mentre confermo l'attenzione e il sostegno pieno che il Parlamento italiano ha sempre dimostrato per le operazioni costruite e guidate dalle Nazioni Unite. Lo invito, se potrà venire in Italia, per una approfondimento che potrebbe coinvolgere le commissioni parlamentari e diversi esperti così da poter contribuire anche noi ad un positivo esito di questa importante riforma.

 

Altro incontro bilaterale molto importante quello con l'Assistant Secretary General ONU per i Diritti Umani, Ivan Šimonović.

Šimonović è stato Ministro della Giustizia e Vice-Ministro degli Esteri in Croazia ed è da molti anni impegnato alle Nazioni Unite. L'incontro si svolge in una fase cruciale dei negoziati su alcune risoluzioni riguardanti i diritti umani in alcuni paesi (proprio nella giornata di ieri in Terza commissione si sono votare risoluzioni sulla Corea del Nord, la Siria e l'Iran) e alla vigilia di un voto su un tema che in Italia sta molto a cuore a tante realtà. Mi riferisco alla risoluzione per la moratoria sulla pena di morte che venerdì 21 verrà sottoposta al voto in Commissione, per poi essere portata all'Assemblea generale. L'Italia è molto impegnata per convincere il più alto numero di paesi a votare a favore. Nel 2012 il documento su questa stessa materia ebbe 111 voti a favore, 41 contro. La Risoluzione presentata quest'anno presenta dei miglioramenti nel contenuto, ci sono stati in questi mesi molte iniziative per spiegare le buone ragioni per la moratoria e la Rappresentanza italiana è stata protagonista di questo lavoro potendo contare sulla presenza del Presidente del Consiglio Renzi che era qui quando fu presentato il libro "Moving away from the death penalty: arguments, trends and perspective" e sulla instancabile mobilitazione di realtà importanti come la Comunità di Sant'Egidio e la campagna Nessuno tocchi Caino.

 

Il colloquio si sofferma a lungo anche sul tema delle operazioni di pace che abbiamo trattato con Ladsous. "La ragione principale per cui in Italia le forze politiche ma anche la larga opinione pubblica sono fortemente a favore delle missioni ONU - dico a Šimonović - credo risieda nel fatto che esse siano non solo le più nettamente legittimate sotto il profilo del diritto internazionale ma anche quelle in cui la dimensione militare si coniuga con quella politico-diplomatica e umanitaria in modo più coerente ed esplicito". C'è molta condivisione su questo giudizio e proprio per questo anche Simonovic auspica una riforma delle operazione di pace ONU che consenta di intervenire anche prima dello scoppio dei conflitti e che sia al massimo efficace nella protezione dei civili. Ci dice di aver partecipato proprio ieri all'audizione dell'inviato speciale Onu per 'Iraq, di essersi recato recentemente in quel paese, di aver parlato con tutte le espressioni religiose ed etniche che stanno subendo le violenze di ISIL. Parliamo della responsabilità della comunità internazionale di fare tutto ciò che è possibile per proteggere quelle persone e per sconfiggere con ogni mezzo - militare ma anche politico e culturale - una minaccia terribile e pericolosissima come ISIL.

 

Ci lasciamo augurandoci di poter avere una buona notizia dal voto di venerdì sulla moratoria per la pena di morte e ribadendo l'impegno del nostro Paese per far crescere il rispetto dei diritti umani nel mondo e per sostenere il grande lavoro delle Nazioni Unite in questo campo.

Marina Sereni, 2009-2015