Marina Sereni
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12-01-2015
INTERVISTA GRRAI: EUROPA/QUIRINALE
"RAFFORZARE ISTITUZIONI UE. NOME CONDIVISO AL COLLE"
“E’ stato un semestre di grandi novità, un semestre in cui la parola crescita si è sentita ripetere più spesso e più forte della parola austerità.  Perché abbiamo capito che non può essere l’austerità fine a se stessa  la ricetta alla crisi economica che ha fatto perdere milioni di posti di lavoro e che sta mettendo in discussione la ripresa in tutto il mondo. Ma è stato anche un semestre di riflessione politica. La sfida terroristica che abbiamo vissuto con Parigi nei primi giorni di questo nuovo anno, ci dice che l’Europa ha una grande responsabilità nel difendere i suoi valori fondanti, valori di cui il mondo non può fare a meno: libertà, tolleranza, capacità di convivere tra diversi. Per questo abbiamo bisogno di istituzioni più forti, di integrazione politica più forte. Quindi non soltanto un cambio nelle politiche economiche, ma anche rafforzamento dell’architettura istituzionale europea”.

Così Marina Sereni, vice presidente della Camera in un’intervista al GrRai sulla conclusione del semestre Ue a guida italiana e sulla successione al Quirinale .

“Il Parlamento deve essere in grado di trovare un nome condiviso – dice - Due anni fa abbiamo vissuto un momento di profonda crisi politica e di fronte a questo il Presidente Napolitano ha dimostrato tutta la sua statura, tutto il suo attaccamento allo Stato e alle istituzioni repubblicane”.

“Oggi  - continua -dobbiamo restituire al Presidente Napolitano e al Paese l’immagine e la sostanza di un Parlamento in grado di trovare una personalità all’altezza, nel segno della continuità. Una personalità che per autorevolezza, per senso di equilibrio, per capacità di rappresentare l’insieme della nazione, possa avere ad esempio i suoi predecessori: da Napolitano che è ancora in carica e a cui tutti gli italiani guardano con grande gratitudine al presidente emerito Ciampi…”.

Per arrivare a questo, la vice presidente auspica “dialogo con tutti, perché è nello spirito della Costituzione. Dialogo – conclude - perché dobbiamo dare al Paese un garante, tanto più in un momento di grande incertezza e di grande insicurezza”.

 

Marina Sereni, 2009-2015