Marina Sereni
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20-04-2015
LA STRAGE DI MIGRANTI
"TROVARE LE VIE POSSIBILI PER METTERE FINE A QUESTO ORRORE"

"Anche quando lo sgomento sembra sopraffare ogni capacità di reazione, anche quando sembra che nessuno abbia la soluzione al dramma dell'ennesima strage in mare, anche quando le parole sembrano aver perso ogni significato, abbiamo il dovere di non rassegnarci, di non abituarci a quelle immagini terribili. Abbiamo il dovere di ricordare a noi stessi i valori della dignità umana e di ricercare le vie possibilI e praticabili per porre fine a questo orrore. Non ci sono soluzioni semplici e non servono slogan ad effetto: la politica e le istituzioni - a tutti i livelli - hanno la responsabilità di dire la verità ai cittadini. Le persone che vediamo sui barconi sono in fuga dalla guerra, dalla fame, dal terrorismo, dalle persecuzioni. Non si tratta dunque di immigrati per ragioni economiche e molti di loro, per il diritto internazionale, avrebbero titolo per chiedere ed ottenere lo status di rifugiato.  Si devono trovare strumenti condivisi con l'Europa per soccorrere i migranti in mare, ma ancora più importante è stroncare il traffico di esseri umani, impedire che partano i barconi della morte, impedire che persone senza scrupoli possano lucrare sulla disperazione di migliaia e migliaia di uomini, donne, bambini in fuga. Il nostro Governo, con buona pace di chi fa polemiche ad uso e consumo della campagna elettorale in corso, ha posto più volte e con grande determinazione il tema nelle sedi dovute: non è una emergenza cui l'Europa può restare indifferente, non possiamo essere lasciati soli. Bene ha fatto Renzi a chiedere la convocazione straordinaria del Consiglio Europeo per discutere con i suoi colleghi Capi di Stato e di Governo di questa drammatica situazione. Bene a fatto Federica Mogherini, nella veste di Alto Rappresentante per la politica Estera e della Sicurezza europea, a sottolineare l'urgenza che tutta l'Unione si occupi di questo dramma. È evidente che ogni soluzione di medio periodo non può prescindere dalla stabilizzazione della Libia, necessaria in primo luogo per contrastare le infiltrazioni terroristiche nell'area.  Per questo occorre esercitare tutte le pressioni possibili sulle diverse componenti della vicenda libica affinché trovino un accordo, creando così le condizioni per un'azione della comunità internazionale che possa efficacemente intervenire anche sui flussi migratori".

Marina Sereni, 2009-2015