Marina Sereni
Marina Sereni
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07-05-2015
STOP VITALIZIO A PARLAMENTARI CONDANNATI
"MORALIZZAZIONE DELLA FUNZIONE PUBBLICA, LA SCELTA DEL PD"
"Sulla cancellazione degli assegni vitalizi e delle pensioni a favore dei parlamentari condannati, in via definitiva, per reati di particolare gravità, eravamo già d'accordo, dal punto di vista politico, sin dal luglio 2014, insieme agli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza. Avevamo inoltre convenuto che, data la qualità della scelta, fosse necessario coinvolgere anche il Senato. La nostra è una scelta di forte moralizzazione della funzione politica, che deve poter garantire la dignità del Parlamento e rafforzarne il patto di fiducia con i cittadini. Anche alla luce dei numerosi e non unanimi pareri di qualificati costituzionalisti, ribadiamo la nostra condivisione della proposta di delibera avanzata dai Presidenti Grasso e Boldrini, al cui giudizio ci affidiamo per quanto concerne la costituzionalità e la legittimità del provvedimento, nonché della prevista restituzione dei contributi, detratti gli importi già percepiti come vitalizio e pensione, e della possibilità di tornare a percepire la pensione in caso di riabilitazione che estingua il reato".

Così in una nota congiunta i componenti dell’Ufficio di Presidenza della Camera del Partito Democratico Marina Sereni, Roberto Giachetti, Paolo Fontanelli, Anna Rossomando, Margherita Miotto, Caterina Pes, Valeria Valente, Giovanni Sanga dopo l’ok di Montecitorio allo stop del vitalizio a favore dei parlamentari condannati.


"Crediamo che il compimento del complesso,  ma necessario lavoro svolto per valutare, nel merito e nel metodo, la cancellazione del vitalizio e della pensione agli ex parlamentari condannati per reati così gravi come associazione per delinquere, corruzione, contraffazione, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, rappresenti oggi un netto passo avanti coerente con quel dovere di disciplina, onore e rispetto delle istituzioni che la nostra Costituzione attribuisce all'esercizio delle funzioni pubbliche, e abbiamo insistito affinché Senato e Camera si muovessero in pieno accordo".

Marina Sereni, 2009-2015