Marina Sereni
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20-05-2015
RAPPORTO ISTAT 2015
"DATI INCORAGGIANTI. SANARE DIVARIO RETRIBUTIVO DI GENERE"
Intervento di Marina Sereni in occasione della presentazione del

Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del paese

 

Sala della Regina, 20 maggio 2015

* * * * *

 

 

Buongiorno a tutti  

Saluto e ringrazio, anche a nome della Presidente della Camera dei deputati, il Presidente Giorgio Alleva e tutti i presenti.

 

Anche quest’anno la Camera dei deputati è lieta di ospitare la presentazione del Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione del Paese, divenuta ormai un appuntamento importante non solo per fare il punto sulla situazione economica e sociale ma anche per interrogarsi sulle sfide che ci attendono nel futuro. Questo, del resto, costituisce il tratto distintivo delle relazioni dell’Istituto nazionale di statistica, che offre un ritratto completo e aggiornato del Paese con uno sguardo rivolto alle prospettive.

 

Sempre più prezioso è, dunque, il contributo offerto dal lavoro di ricerca e analisi svolto dall'Istat, che si conferma come un punto di riferimento autorevole e insostituibile per l’azione dei decisori politici.

 

Soprattutto in questi ultimi anni - caratterizzati dalla grave crisi economica-finanziaria che, a partire dal 2008, ha colpito le economie europee - il ruolo svolto dall’Istat nel fornire molteplici e inedite chiavi di lettura del fenomeno congiunturale, con l’indipendenza e l’imparzialità di giudizio che lo ha sempre contraddistinto, si è rivelato davvero essenziale.

Ancor più importante è, a mio avviso, la capacità dimostrata dall’Istituto di  statistica nazionale di tenersi al passo con i rapidi e consistenti cambiamenti della realtà economica e sociale, fornendo analisi sempre più ricche e dettagliate in coerenza con le dinamiche evolutive socio-economiche.

 

Per questi motivi oggi più che mai il supporto dell’Istituto nazionale di statistica al lavoro del Parlamento e delle Istituzioni è di estrema importanza: la qualità dell’approfondimento dei temi al centro del dibattito pubblico, unita a una costante attenzione alla dimensione territoriale degli aspetti economici, demografici e sociali, si rivelano, infatti, strumenti indispensabili per mettere in luce punti di forza e punti di debolezza e individuare le possibili strategie di intervento.

 

In quest’ottica ho trovato particolarmente interessante la novità del Rapporto di quest’anno: l’elaborazione dei sistemi locali, la scelta di presentare le informazioni statistiche tenendo conto degli spostamenti quotidiani delle persone, dunque una geografia che fotografa più precisamente il territorio, come luogo in cui operano le persone, le imprese e le Istituzioni.

Quanto al contenuto della relazione annuale dell’Istat, il quadro del Paese che ci restituisce il Rapporto 2015 è senz’altro rassicurante. Ne sono dimostrazione anche i recenti dati relativi al primo trimestre del 2015 sul Prodotto interno lordo, che dopo anni di mancata crescita è tornato ad aumentare, con un incremento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014. Anche i dati sull’occupazione sono incoraggianti: nel 2014 l’occupazione, dopo anni di calo, ha ripreso a crescere.

 

Pur non essendo ancora usciti dal tunnel, la crescita della produzione industriale e della fiducia dei consumatori e delle imprese rappresenta un piccolo ma fondamentale segnale dell'inversione di tendenza in atto.

 

Questi dati testimoniano, infatti, che siamo di fronte alla possibilità concreta di far ripartire l'economia e l'occupazione. Merito sicuramente di una situazione congiunturale favorevole - il calo del prezzo del petrolio, il cambio euro/dollaro che favorisce le esportazioni - ma anche della capacità del Paese di reagire e di porre in essere iniziative per modernizzare il sistema pubblico, creare nuove opportunità, sostenere lavoro e imprese.

 

Desidero, in conclusione, soffermarmi su un dato purtroppo ancora negativo sul versante del divario retributivo di genere o gender pay gap.

 

La disparità retributiva tra uomo e donna rappresenta un fenomeno complesso, imputabile a una serie di fattori interconnessi e che riflette ampie disparità di genere ancora oggi presenti nell’economia e nella società. Sotto questo profilo, il Rapporto 2015 evidenzia come la già rilevante divergenza tra i premi retributivi medi di uomini e donne si vada ad accentuare per le posizioni di vertice.

 

Si conferma così l’esistenza del “glass ceiling”, ovvero del cosiddetto “soffitto di cristallo”, secondo l’efficace metafora utilizzata per indicare quella barriera invisibile che le donne che aspirano ad occupare posizioni di responsabilità incontrano nei luoghi di lavoro.

 

Una barriera che occorre abbattere, perché questa situazione di diseguaglianza costituisce non solo un fattore frenante per la realizzazione di una compiuta democrazia, ma anche un ostacolo alla crescita economica, allo sviluppo, alla competitività del Paese e al suo rinnovamento. Ne è testimonianza anche l’attenzione che su questo tema si sta sviluppando a livello mondiale a partire dalle recenti prese di posizione dello stesso Papa Francesco e del Presidente degli Stati Uniti.

 

Questi a cui ho appena accennato sono soltanto alcuni fra gli interessanti spunti contenuti nel Rapporto dell’Istat di quest’anno, che si caratterizza, peraltro, per positivi ed evidenti tratti innovativi di cui sicuramente ci parlerà più diffusamente il Presidente Alleva a cui cedo volentieri la parola.

Grazie

Marina Sereni, 2009-2015