Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>120</b> Interventi a Montecitorio
<b>114</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
25-05-2015
CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA
CON I GIOVANI DI OGGI PER NON RIPETERE LE TRAGEDIE DI IERI
“La guerra è sempre una sconfitta della politica, della diplomazia, del dialogo. La Prima Guerra Mondiale fu una sconfitta anche per i vincitori, per l'enorme tributo di vittime e di distruzione che tutti i paesi coinvolti pagarono e perché le condizioni imposte ai vinti posero le basi per il secondo conflitto mondiale. Quella guerra, di cui celebriamo il centenario, il ricordo, senza alcun festeggiamento, fu più che mai una guerra atroce, in cui morirono al fronte oltre 650.000 italiani, soprattutto giovanissimi. Alcuni si ritrovarono dai campi alla trincea, a combattere spesso senza comprendere il perché, fianco a fianco tra coetanei che parlavano dialetti diversi.   Ed è molto importante che ragazzi come voi, i cui Paesi si trovarono allora su fronti opposti - Italia, Germania, Austria, Croazia - oggi tornino su quella storia e sui luoghi simbolo della guerra, insieme. Per studiare e capire che quella tragedia si poteva evitare ”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, incontrando a Montecitorio ragazze e ragazzi di Trieste, Gorizia, di Colonia, Graz e Buie che hanno partecipato al progetto "Grande guerra, l'anno fatale: giovani a confronto sui giornali dell'estate 1914.

La vice presidente della Camera ha voluto ricordare l’approvazione, a Montecitorio di una “piccola legge” per riabilitare la memoria di quei militari che si rifiutarono di combattere e furono fucilati dall'esercito italiano. “Allora il Parlamento, al termine di un confronto aspro tra interventisti e neutralisti, disse sì all’entrata in guerra dell’Italia. Oggi, mentre ricordiamo i piccoli e grandi gesti di eroismo e commemoriamo i caduti, coloro che combatterono da patrioti, abbiamo pensato fosse giusto ricordare e restituire l'onore anche a quei soldati che si rifiutarono di andare in battaglia."

Marina Sereni, 2009-2015