Marina Sereni
Marina Sereni
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<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
10-09-2015
LA REPUBBLICA/GENOVA
"MAI PIU' PRIMARIE LOCALI SE SONO MEZZO PER UNA RESA DEI CONTI"
"Marina Sereni è una delle donne di punta del Pd nazionale. Vice presidente vicaria della Camera, ha alle spalle un' esperienza consolidata, che dai Ds arriva fino al Pd di Renzi. Dove non si trova male, anzi, forse perché, forte della sua precedente esperienza diplomatico- politica di responsabile Esteri, ha preso il meglio della nuova esperienza, senza lasciarsi incalzare dai rimpianti. Marina Sereni sarà ospite questa sera alle 21 della Festa dell' Unità.
Adesso ragiona del caso Liguria e delle primarie, della forma partito, delle parole Bersani che sarà a Genova domani venerdì, a proposito della libertà di coscienza, quando si devono votare articoli che toccano la Costituzione.
E poi le donne della politica. Che hanno cambiato qualcosa. Non solo nell' immagine del Parlamento.

Marina Sereni, a Genova il Pd ha mandato un commissario, l' onorevole David Ermini, dopo la sconfitta alle regionali, partita con le primarie contestate. E' da rifare tutto o solo alcune regole?
«I nuovi partiti, a maggior ragione quelli che, come il Pd, vogliono cambiare la società, devono avere tra la gente antenne ben funzionanti, qualcosa che ti aiuti a mediare. Sulle primarie c' è stata una discussione accesa, ora alcuni punti sono condivisi, per esempio il segretario regionale sarà scelto dagli iscritti perché è figura centrale del partito. E così accadrà per gli altri segretari. Per il resto, dobbiamo perfezionare le primarie, consapevoli che non è sempre necessario farle. E c' è una ragione che giustifica l' intervento».

Qual è?
«Se i gruppi dirigenti considerano le primarie una scorciatoia, questo non aiuta se non a mettere in campo differenze e divisioni che non si recuperano.
Le primarie sono un mezzo non possono essere un fine, se si trasformano in un a " resa dei conti" sono dannose, purtroppo in Liguria si è capito chiaramente. E, comunque, dobbiamo strutturare meglio l' Albo degli elettori, c' è un dato alle Feste dell' Unità che è costante, negli stand ci sono non solo gli iscritti ma molti che ci votano o simpatizzano per noi. Gente che ha bisogno di risposte e punti di riferimento chiari».

Onorevole Sereni, le ha vissuto l' esperienza Ds con la segreteria Fassino, ha vissuto un altro Pd. Meglio prima o adesso?
«A differenza di chi vede grande discontinuità, credo che Renzi sia tornato all' ispirazione originaria del Pd, credo che pensi, giustamente, a un partito che deve avere il coraggio di dare uno sguardo ampio alla società, anche a chi non è mai stato di sinistra. E poi dalla segreteria Bersani ha ereditato un' organizzazione molto fragile, un Pd sfrangiato e indebolito. C' è una parte di noi con lo sguardo volto all' indietro, c' è chi crede basti un leader forte e non serve un' organizzazione efficiente. In realtà serve una comunità di persone che si dà strumenti efficaci e diversi, dai circoli alla rete».
Bersani sarà domani alla Festa: sulla riforma costituzionale per il Senato boccia la disciplina di partito.
«Ci sono state riunioni importanti, si è raggiunto l' accordo sull' 80-90% cento delle questioni. Ha ragione, però, Renzi a dire che se cambi l' articolo 2 stravolgi la riforma. Ha chiesto lealtà e non obbedienza».

Questo Parlamento ha molte donne. E' cambiato qualcosa?
«Quella delle donne è una presenza che incide nella vita quotidiana del Parlamento, e, anche, rimanda un' immagine diversa al Paese. Detto questo, esistono generazioni politiche diverse, c' è un' evoluzione in corso, abbiamo creato un intergruppo femminile per la prima volta, è un grande passo avanti».

 

Marina Sereni, 2009-2015