Marina Sereni
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17-11-2015
CONVEGNO VENTENNALE COMMISIONE RIFIUTI
"FONDAMENTALE PER CONTRASTARE ILLECITI CONTRO L'AMBIENTE"

Rifiuti: un’inchiesta lunga vent’anni

(Palazzo Montecitorio, Sala Aldo Moro, 17 novembre 2015) 

Saluto introduttivo della vice presidente della Camera, Marina Sereni

 

Saluto il presidente della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati, che ha promosso l’iniziativa odierna.

Saluto inoltre il ministro dell’Ambiente il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma e il Procuratore nazionale antimafia, il professor De Leonardis, i presidenti della Commissione di inchiesta nelle precedenti legislature, che interverranno nel corso della mattinata. Saluto infine i membri della Commissione parlamentare di inchiesta e tutti i presenti.

L’istituzione della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti nella XIII legislatura e la sua ricostituzione nelle successive legislature sono il segno dell’attenzione e della sensibilità del Parlamento nei confronti delle tematiche della tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e della salute pubblica.

L’incidenza dell’illegalità e degli illeciti nel settore dei rifiuti - e più in generale a livello ambientale - hanno fatto emergere la necessità di costituire un organo parlamentare appositamente dedicato a indagare sulla gravità di tali fenomeni. Una gravità attestata dal numero delle infrazioni ambientali commesse ogni anno: alcune indagini evidenziano come ogni anno si registrino  attorno 30.000 reati ambientali mentre il giro d’affari delle cosiddette ecomafie è quantificabile in circa 22 miliardi di euro nel solo 2014.

Le funzioni della Commissione relative alla verifica della sussistenza delle attività illecite elencate nella prima legge istitutiva sono state confermate e ampliate nelle leggi successive. In particolare in occasione della sua ricostituzione in questa legislatura le competenze sono state estese anche alla gestione degli impianti di depurazione delle acque.

Nel corso degli anni la Commissione ha svolto numerose inchieste su un ampio spettro di ambiti non solamente legati alle emergenze, ma anche indagini tematiche, che hanno riguardato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, le bonifiche dei siti contaminati, i traffici transfrontalieri di rifiuti, i delitti contro l’ambiente, la gestione dei rifiuti radioattivi.

L’ampiezza e l’approfondimento degli oggetti di indagine è riscontrabile nei documenti approvati al termine delle inchieste e nelle relazioni sull’attività svolta dalla Commissione, documenti densi di dati, notizie, considerazioni e proposte.

Di particolare rilevanza anche le relazioni territoriali che hanno riguardato, a titolo esemplificativo, il fenomeno degli illeciti sulla gestione dei rifiuti in alcune regioni italiane (si ricordano le relazioni riguardanti la  Campania, la Calabria, la Sicilia, il Lazio), le vicende dell’ILVA di Taranto.

Gli approfondimenti, le valutazioni e le proposte della Commissione hanno contribuito ad alimentare un dibattito su alcune rilevanti questioni, talune delle quali si sono tradotte in provvedimenti normativi: penso, ad esempio, alla legge n. 68 del 2015, sugli eco-reati.

L’iniziativa odierna è pertanto un’occasione importante per un bilancio dell’attività svolta dalla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti in questi anni: un bilancio certamente positivo sotto molteplici punti di vista.

I numeri a cui facevo accenno all’inizio sono allarmanti, segno che il fenomeno degli illeciti in campo ambientale - e nel settore dei rifiuti in particolare - necessita di essere contrastato a tutti i livelli e con tutti gli strumenti a disposizione per tutelare la salute dei cittadini e la conservazione dell’ecosistema.

Questi temi, oggi più che mai tra loro collegati, incrociano l’esigenza improcrastinabile di definire misure concordate a livello mondiale per contrastare i cambiamenti climatici, raccogliendo così il monito e l’alto messaggio morale di Papa Francesco nella enciclica Laudato Si’. L’appuntamento di COP 21 nelle prossime settimane a Parigi sarà innanzitutto l’occasione per far sentire la vicinanza della comunità internazionale alla capitale francese così duramente colpita dal terrorismo islamista e anche un importante banco di prova per ogni Stato.

Il nostro Paese è chiamato ad una iniziativa politica nell’ambito della strategia organica per una gestione dei rifiuti coerente con i più recenti orientamenti europei finalizzati all’efficienza nell'impiego delle risorse e alla transizione verso un’economia circolare in cui tutte le risorse vengono riutilizzate nel ciclo produttivo.

La crisi economica, da un lato, e la necessità di preservare la preziosa risorsa  che è l’ecosistema in cui viviamo, oggi impongono un ripensamento dei modelli di sviluppo economico all’insegna della sostenibilità.

Sviluppo sostenibile, economia verde, economia circolare sono occasioni da cogliere per utilizzare le risorse in maniera intelligente e progettare i prodotti sulla base della logica del riciclo, del riutilizzo e della riduzione degli scarti.

I dati dell’ultimo rapporto dell’ISPRA in materia di smaltimento in discarica, riciclaggio e raccolta differenziata ci dicono che c’è ancora molto da fare.

D’altra parte l’attenzione e la sensibilità dell’opinione pubblica nei confronti dei temi a cui ho fatto accenno è molto alta ed è importante per questo che in Parlamento si discuta di questi temi e si approvino misure volte a favorire la transizione verso un’economia circolare.

Certo, l’obiettivo  che dovremmo tutti porci è quello di non avere più in futuro bisogno di questa commissione. Ma oggi, di fronte alla complessità e gravità dei fenomeni di cui si occupa, non possiamo che sottolineare come il contributo della Commissione parlamentare di inchiesta sia stato e sia fondamentale nel contrasto agli illeciti e nella definizione di una innovativa gestione del ciclo dei rifiuti, che rappresenta un’opportunità non solo per l'ambiente, ma anche per la competitività, la crescita e l'occupazione.

 

 

 

 

 

 

Marina Sereni, 2009-2015