Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>35</b> Eventi da me promossi
<b>169</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>140</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
02-12-2015
SU L'UNITA'
"PIAZZE E LEOPOLDA. RIPARTIAMO DA QUI"
Di Marina Sereni

Ci aspettano due fine settimana cruciali per il Pd. L'organizzazione di oltre 1200 banchetti in tante città italiane rappresenterà un'occasione straordinaria per parlare con iscritti ed elettori, per rispondere alle domande dei cittadini, per raccontare le riforme che stiamo facendo, ma anche per ascoltare i dubbi e i problemi. Sarà il modo migliore per misurare la nostra capacità di mobilitazione, per motivare tutte le nostre energie, per  fare nuovi iscritti, per comprendere gli umori del nostro "popolo".  Sono sicura che l'iniziativa riuscirà, che scopriremo per l'ennesima volta un partito vivace e vitale, con tante persone che hanno voglia di spendere un po' del loro tempo per far crescere e radicare le nostre idee di giustizia e di libertà, di progresso e di crescita, di innovazione e solidarietà. Scopriremo cioè che il Pd non è un partito di plastica né tanto meno un partito in crisi. Semmai un partito che ha bisogno di ridisegnare in maniera coerente la sua organizzazione, facendo tesoro delle esperienze di questi anni. In Europa, e in generale in tutte le democrazie avanzate, i partiti sono entrati in crisi negli ultimi decenni. Non è questa la sede per discutere sulle cause di questo fenomeno e sui diversi modelli di partito possibili. E' giusto però ricordare che il Pd nacque anche con l'ambizione di superare le forme organizzative dei partiti precedenti e per fare questo ha inserito nel suo Statuto un richiamo esplicito al ruolo degli elettori - a fianco a quello degli iscritti - e allo strumento delle primarie come modalità di partecipazione democratica aperta alla generalità dei cittadini.  Entrambe queste intuizioni oggi hanno bisogno di una verifica per recuperare lo spirito originario e correggere le storture che pure si sono registrate. Gli iscritti hanno qualche diritto, oltre che qualche dovere, in più rispetto agli elettori? Se sì, dove e come si esercita? Il prototipo dell'iscritto anziano, che tiene aperta una sede fredda e inospitale, non coincide più con la realtà. Ci sono molti giovani attorno e nel Pd, alcuni dei quali vorrebbero sentirsi protagonisti delle battaglie che facciamo ma non sempre trovano i luoghi adatti e accoglienti per farlo... E ci sono dirigenti di esperienza sul territorio che sono pronti a dare una mano alle nuove generazioni, mettendosi a disposizione di un partito che può e deve recuperare uno spirito di comunità, tanto più importante in un tempo di grandi inquietudini su scala internazionale. D'altra parte, lo strumento delle primarie, che per la scelta del leader nazionale è stato ed è insostituibile, su scala regionale e locale ha prodotto in più di una situazione divisioni deteriori, legate poco alle idee e molto di più alle collocazioni personali e alla gestione del potere. Possiamo affrontare entrambi questi nodi raccogliendo la discussione sul partito che abbiamo fatto a Milano alla Festa Nazionale de L'Unità, traducendola in un documento e/o in modifiche statutarie da portare nel territorio. Se Renzi deciderà di affidare questi compiti alla Segreteria e di impegnare su questo a gennaio tutti gruppi dirigenti sarà un fatto molto positivo. Che c'entra questo con il fine settimana successivo, quello della Leopolda? C'entra e molto perché noi dobbiamo essere un partito aperto, che parla al Paese e del Paese, che valorizza le risorse straordinarie che l'Italia esprime in ogni ambito della vita culturale, economica e sociale. La Leopolda rappresenta questa voglia di innovazione, un linguaggio della politica nuovo, la relazione con le tante energie positive che guardano al Pd e a Renzi senza essere ideologicamente schierate. Se non avessimo questa capacità di guardare senza pregiudizi a chi è disponibile a mettersi al servizio del Paese per spirito civico e per dare più speranza al cambiamento, un partito come il nostro rinuncerebbe a svolgere la sua funzione essenziale.    Ecco, sabato e domenica cominciamo dalle piazze, poi ci vediamo alla Leopolda e da lì ripartiamo.

Marina Sereni, 2009-2015