Marina Sereni
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13-01-2016
SU L'UNITA'
"I dipendenti del nuovo Parlamento"
di Marina Sereni (*)

Con il voto della Camera di lunedì la riforma costituzionale si consolida e si avvia al traguardo finale. Ad ottobre si terrà il referendum confermativo e sono sicura che gli italiani avranno modo di apprezzare lo spessore e la qualità di un ridisegno istituzionale che rende il Parlamento più moderno, efficiente ed autorevole.

Ma intanto c'è una norma che sta già trovando attuazione per volontà delle presidenze di Camera e Senato. Mi riferisco all'articolo 40 che al comma 3 recita  testualmente "... la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, all'integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine è istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico del personale dipendente..."

Si tratta di una norma che possiamo e dobbiamo tradurre in scelte concrete già oggi, per poter arrivare preparati alla storica trasformazione che attende i due rami del Parlamento con la fine del bicameralismo paritario. La Camera vede rafforzato il suo ruolo politico e legislativo, vota la fiducia al Governo ed esamina le leggi più significative. Il nuovo Senato vede drasticamente ridotto il numero dei suoi membri e diviene il luogo della rappresentanza dei territori, la sede del raccordo tra la legislazione nazionale e quella europea. Questo processo di differenziazione richiede una profonda rivisitazione della struttura dei due attuali rami del Parlamento, da un lato per specializzare le strutture destinate a svolgere i compiti assegnati a ciascuno e, dall'altro, per integrare tutte quelle funzioni che possono risultare "serventi" sia per la Camera che per il Senato. A questo si aggiunge l'esigenza di proseguire nell'azione di razionalizzazione dei costi di funzionamento, per la quale già nella prima parte della legislatura abbiamo assunto decisioni significative. Unificare servizi e superare duplicazioni inutili, rendere più semplice il trasferimento di personale da un'amministrazione all'altra, armonizzare i trattamenti economici e giuridici dei dipendenti, valorizzare appieno tutte le risorse professionali disponibili, introducendo criteri di selettività e di premialità per chi ha più meriti... Si tratta un processo di radicale cambiamento, che ha bisogno di scelte coraggiose e di grande collaborazione tra gli organi politici di Camera e Senato per poter ottenere risultati positivi in tempi certi. Il primo passo lo abbiamo compiuto ieri quando, insieme alla collega Fedeli, abbiamo portato all'attenzione degli organismi di Camera e Senato preposti alle politiche del personale un documento che indica contenuti e tempi per realizzare queste innovazioni. Un testo ambizioso, che entro gennaio sarà tradotto in una delibera delle due presidenze, e sul quale ci confronteremo con i sindacati. Siamo di fronte ad una straordinaria opportunità, una sfida per la politica così come per i dipendenti e le organizzazioni che li rappresentano. Mi auguro che tutti siano disposti a mettere da parte i calcoli di breve periodo per poter contribuire fattivamente a ridisegnare il volto del Parlamento anche sotto il profilo dell'organizzazione e della gestione del personale. Sarebbe un buon modo per dimostrare l'alta qualità della burocrazia di Camera e Senato e per lasciare un segno enormemente positivo in una legislatura iniziata in maniera travagliata e rivelatasi poi per molti aspetti eccezionalmente produttiva.

(*) Vice presidente della Camera e presidente del Comitato Affari per il Personale di Montecitorio

Marina Sereni, 2009-2015