Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
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<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
08-02-2016
CONVEGNO A MONTECITORIO PD/PSE
"NO ALL'ABBANDONO ESPLICITO O IMPLICITO DI SCHENGEN"
"Abbiamo davanti a noi grandi sfide sia in quanto progressisti che in quanto Europei. Abbiamo affrontato stamattina i temi della crescita, del lavoro, degli investimenti, di cosa fare per lasciarci definitivamente alle spalle la stagione dell’austerità. Ora parliamo di migrazioni, integrazione, solidarietà e sicurezza. Temi cruciali  e complessi nei quali confluiscono aspetti connessi e distinti al tempo stesso".

Così Marina Sereni, intervenendo al convegno "L'Europa di fronte alla sfide del futuro" a Montecitorio.

"Tre mi sembrano le domande più complesse: 1) come gestire la crisi dei rifugiati figlia di conflitti e delle guerre che stanno sconvolgendo da anni paesi come la Siria, l’Iraq, la Libia, in generale l'area del Medio Oriente e il Mediterraneo; 2) come gestire i flussi dei migranti economici che cercano una vita decente fuggendo da povertà e calamità naturali; 3) come rispondere alle nuove pressanti domande di sicurezza che ci vengono dai nostri concittadini, spesso più forti tra i ceti più deboli e popolari, domande acuite dalla minaccia del terrorismo, dagli attentati terroristici – e qui il pensiero torna ai nostri amici francesi ai quali siamo vicini e solidali.

Di fronte a queste domande qual è il ruolo dei parlamenti nazionali, qual è il ruolo della famiglia socialista e democratica in Europa?

La mia risposta è che dobbiamo dire la verità ai nostri concittadini, perché i populisti di destra e di sinistra, le forze antisistema che sono emerse ovunque nei nostri Paesi, semplificando problemi complessi, mistificano la realtà. Noi dobbiamo rispondere, certo, con i nostri valori, ma anche con la forza della verità. Anche qui schematicamente tre punti: A) la mobilità umana frutto della globalizzazione è un fenomeno strutturale destinato a durare nel tempo. Dobbiamo intervenire sulle radici delle crisi che alimentano il fenomeno dei rifugiati e definire canali legali per i migranti economici, ma  non possiamo eliminare un fenomeno  non temporaneo. Se avessimo lo sguardo lungo capiremmo che è anche un'opportunità. B) Nessuno paese in Europa può fronteggiare da solo le migrazioni. C) Accanto ai limiti dell'Europa dobbiamo saper riconoscere i passi avanti che sono frutto delle nostre battaglie. Guardiamo ai fatti. Cinque mesi fa il Consiglio Europeo ha condiviso per la prima volta la necessità di una risposta comune: Frontex, l’operazione Sophia sono frutto di quella decisione. Debbono ancora funzionare appieno ma hanno dato i primi risultati. I rifugiati in UE sono soltanto una piccola parte, i più sono in Giordania, Libano, Kurdistan Iracheno, Turchia, Balcani occidentali: l'Europa deve cooperare con questi Paesi ed è quello che faticosamente si sta cercando di fare. Con il summit del novembre scorso a La Valletta è stata messa in campo una iniziativa straordinaria di cooperazione con alcuni paesi africani per interventi volti al ritorno e alla lotta contro il traffico di essere umani nei paesi di partenza o di transito dell’immigrazione irregolare. Infine le decisioni assunte sulla creazione degli hot spot e sulla ripartizione delle presenze internamente ai confini dell’Unione, condizioni per superare Dublino,  non si stanno realizzando con la necessaria determinazione. Per colpa dell’Europa o di alcuni stati membri? Ecco credo che su questi temi abbiamo il dovere di dire che l'Europa deve fare di più, ma anche il dovere di spiegare cosa stiamo facendo. Perché soltanto decisioni comuni possono evitare errori clamorosi come l’abbandono, esplicito ma ancora peggio implicito, di Schengen. Su questi punti dobbiamo unire le forze progressiste. Ma, poiché da soli non bastiamo, su questo  dobbiamo anche trovare le alleanze necessarie per ottenere risultati e rilanciare il progetto europeo.

Marina Sereni, 2009-2015