Marina Sereni
Marina Sereni
<b>904</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>33</b> Eventi da me promossi
<b>134</b> Interventi a Montecitorio
<b>123</b> Impegni in Italia
<b>52 </B> Missioni e incontri internazionali
08-03-2016
8 MARZO
"CAMBIAMO L'INFORMAZIONE SULLE DONNE"
 

 E’ possibile un dialogo o addirittura un’alleanza tra le parlamentari dell’Intergruppo Donne diritti e Pari Opportunità e i giornalisti e le giornaliste per cambiare l’informazione  sulle donne? E, prima ancora, riusciremo a lavorare tra noi dell’Intergruppo, mettendo da parte le barriere di partito e prendendo esempio dalle nostre madri costituenti,  per fare buone leggi, chiedere ai governi di mettere in campo buone politiche, ma anche per cambiare in profondità la cultura, i linguaggi e la rappresentazione delle donne?  Sono queste le domande che ci facciamo in questo 8 marzo qui a Montecitorio insieme deputate e giornalisti, riprendendo il filo del linguaggio di genere e del superamento degli stereotipi che abbiamo affrontato lo scorso anno. Qualsiasi argomento affrontiamo, come parlamentari: lavoro, conciliazione tra lavoro di cura e lavoro produttivo , violenza… il punto torna alla necessità di affrontare  un cambiamento culturale. Abbiamo ereditato grandi traguardi, ma abbiamo grandi sfide davanti a noi. Dal 1995 il Global Media Monitoring Project ci offre la fotografia delle donne nei mezzi di informazione. Nel  2015 ha monitorato 114 Paesi domandandosi… Who makes the news? Chi fa notizia?  La risposta per l’Italia non è confortante perché nel 79% dei casi a fare notizia su stampa, radio e tv sono gli uomini. Va leggermente meglio su internet e twitter dove la percentuale scende al 73%. Certo, sono stati fatti dei passi avanti se nel 1995 le donne facevano notizia soltanto nel 7% dei casi e sono salite al 21%! La percentuale si abbassa se si parla di politica al 15%, o di economia al 10%! Le donne superano la soglia della "notiziabilità" soltanto se sono vittime e sopravvissute a violenza, un miglioramento di cui faremmo volentieri a meno. Possiamo fare qualcosa, possiamo accelerare il cambiamento in atto?  Suggerisco qualche buona pratica ai produttori di informazione, ma anche a noi stesse…per esempio elaborare una lista di esperte di ogni materia perché il contributo delle donne può arrivare in ogni campo;  fare attenzione a come si impostano le interviste…perché  parlando con le donne che ricoprono incarichi pubblici si fanno quasi sempre domande sugli aspetti privati mentre non lo si fa con gli uomini? E perché nella scelta delle location si preferiscono luoghi privati per le donne e pubblici per gli uomini? E poi, raccontare storie positive e di successo. Partendo anche da qui, dalle buone leggi che approviamo nel Parlamento più femminile e più giovane della Repubblica. Rubo a Zamagni questa citazione dal Fedro di Platone.  “Il solco sarà diritto [e il raccolto abbondante] se i due cavalli che trainano l’aratro procedono alla stessa velocità”. Quando il mondo dellimpresa, e più in generale del lavoro, prenderà finalmente atto della saggezza racchiusa in questo antico pensiero e comprenderà che genio maschile e genio femminile devono procedere assieme, complementarizzandosi in modo concorde, allora si sarà fatto un passo importante verso quella civilizzazione dell’economia di mercato di cui da qualche tempo si va parlando con insistenza crescente.

Marina Sereni, 2009-2015