Marina Sereni
Marina Sereni
<b>941</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>142</b> Interventi a Montecitorio
<b>128</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
18-04-2016
FOLIGNO: 70 ANNIVERSARIO PRIMO CONSIGLIO COMUNALE
"OGGI COME ALLORA COMUNI NECESSARI PER RINNOVARE ISTITUZIONI"

Ho partecipato molto volentieri alla cerimonia promossa oggi dal Comune di Foligno per ricordare l'insediamento del primo Consiglio Comunale dopo la Liberazione dal fascismo. Non casualmente i padri e le madri costituenti, ancora prima di chiamare i cittadini a scegliere con il referendum del 2 giugno tra monarchia e repubblica, decisero allora che per ricostruire il rapporto tra lo Stato e il popolo fosse necessario eleggere subito i Consigli Comunali e i Sindaci. Per la prima volta anche le donne votarono (e furono elette, correggendo la dimenticanza che nel primo decreto concedeva loro solo l'elettorato attivo e non quello passivo) avviando così quel percorso lungo e accidentato che richiese più di trenta anni prima di avere nel 1977 una donna Ministro, Tina Anselmi, e un'altra grande donna, Nilde Iotti, alla Presidenza della Camera nel 1979. Questa mattina abbiamo voluto ricordare agli studenti e alle studentesse presenti le tragedie di allora e il valore di coloro che,dopo aver combattuto la dittatura e riconquistato la libertà a duro prezzo, si impegnarono  dal Consiglio Comunale per la ricostruzione - materiale, sociale e civile - della città e del Paese. Oggi le sfide che i Comuni devono affrontare sono diverse ma non meno cruciali: dobbiamo sconfiggere chi si nasconde dietro l'identità locale per erigere muri ed escludere qualcuno, dobbiamo rispondere a domande nuove in un mondo sempre più piccolo e complesso al tempo stesso. Ci aiutano gli esempi di allora, le parole del Sindaco Fittajoli che paragonò il Comune ad una comunità familiare, in cui tutti danno e ricevono secondo le proprie possibilità e necessità. Parole che riecheggiano l'articolo 2 della nostra Costituzione che indica i diritti e i doveri di ciascuno, che ancora oggi dobbiamo avere presente e rispettare tutti, vecchi e nuovi cittadini. La Costituzione, nei suoi primi articoli, è ancora perfettamente attuale e rappresenta la bussola che dobbiamo seguire. Ma, al tempo stesso, dobbiamo invece cogliere la domanda diffusa di istituzioni più semplici e più efficienti, ed è questo il senso della riforma costituzionale che abbiamo appena approvato e sulla quale a ottobre gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi con il referendum. Il superamento del bicameralismo paritario permetterà di legiferare in maniera più snella e rapida e, al tempo stesso, con la nascita del nuovo Senato, di rappresentare le autonomie - le Regioni e i Sindaci - per definire un raccordo più efficace tra politiche locali, nazionali ed europee. Le Regioni avranno meno competenze legislative ma vedranno esaltato il loro ruolo di programmazione e di governo del territorio; i Comuni saranno i soggetti principali dell'azione amministrativa mentre le Province, che scompaiono dalla Costituzione, saranno non più un altro "sportello" per i cittadini ma un supporto per l'attività dei Comuni. Ecco dunque che il nuovo disegno costituzionale, oltre a ridurre il numero dei Parlamentari e rendere il procedimento legislativo più lineare, riconosce il ruolo essenziale delle Autonomie e in particolare dei Comuni che, oggi come 70 anni fa, possono portare un contributo essenziale per rinnovare le istituzioni e renderle più vicine ai bisogni dei cittadini. Infine una sollecitazione ai ragazzi e alle ragazze e presenti. Io credo che la politica e la società si riflettano l'una sull'altra. Non esiste una politica buona in una società cattiva, ne' una politica cattiva e una società buona... Se c'è così forte sfiducia nella politica è chiaro che ci sono delle sacrosante ragioni. Ma indignarsi non basta, dobbiamo impegnarci per cambiare, nei partiti, nelle associazioni, nel volontariato... Mi rivolgo ai giovani, li invito ad essere protagonisti, a scegliere liberamente dove e come impegnarsi ma a farlo. In Parlamento sono arrivati molti giovani ed è un bene. Facciamo in modo che sia così ovunque, a tutti i livelli, per ricordare e onorare al meglio il coraggio di coloro che settant'anni fa si sono rimboccati le maniche per ricostruire una città e un paese migliori.

Marina Sereni, 2009-2015