Marina Sereni
Marina Sereni
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22-04-2016
ASEP9 IN MONGOLIA
"PARTNERSHIP PER IL FUTURO, COSTRUIAMOLO INSIEME"
E' in corso a Ulan Bator, in Mongolia la nona edizione del meeting dei parlamenti dell'Asia e dell'Europa  (ASEP9) cui partecipano per il Senato il presidente Grasso e per la Camera la vicepresidente Sereni che oggi è intervenuta nella sessione "Parnetship for the future".  Empowerment femminile, scambi di opinioni e di esperienze sulla politica, l'economia, la cultura, importanza del confronto in un un’epoca segnata da gravi conflitti regionali,  di fronte al fenomeno degli imponenti flussi migratori  e della piaga del terrorismo i punti trattati nel suo intervento. Il meeting tra i partners sarà chiuso da una dichiarazione finale che viene sottoscritta dai 52 parlamenti presenti.

 

Spunti d’intervento per la nona riunione dell’Asep in Mongolia della vice presidente della Camera, Marina Sereni

                         Partnership per il futuro

  • Compiacimento per l’elevata e qualificata partecipazione alla riunione dell’ASEP 9 di Ulan Bator, in cui celebriamo il ventesimo anniversario dall’istituzione dell’ASEM e dell’ASEP. Bastano pochi dati a dimostrazione della sempre crescente importanza che i rapporti tra l’Asia e l’Europa hanno assunto nell’arco di questi venti anni e della collaborazione sempre più ampia che si sta realizzando tra le due aree, con una rapidità peraltro impressionante. Il primo è costituito proprio dal numero dei Paesi membri dell’ASEM,  che sono passati dagli originari 25 agli odierni 51, più del doppio.

 

  • Scomponendo tale dato emergono altri aspetti importanti, in primo luogo, il fatto che facciano oggi parte dell’ASEM non solo i 28 Paesi UE, ma anche Paesi europei non rientranti nell’Unione quali la Norvegia e la Svizzera, oltre che la Federazione Russa, che abbraccia entrambi i continenti.

 

  • Da ultimo hanno presentato domanda di adesione all’ASEM la Turchia, l’Ucraina e la Serbia, tre candidature cui l’Italia è favorevole.   

 

  • Impressionanti sono i dati economici. Basti pensare che l’Asia è diventata il più importante partner commerciale dell’Unione europea, rappresentando un terzo del commercio totale e sorpassando il NAFTA (North American Free Trade Agreement). Più di un quarto degli investimenti europei esteri fanno capo all’Asia ed al contempo i global players asiatici emergenti cercano fortemente di realizzare accordi commerciali con l’Europa.

 

  • Ma lo sviluppo della cooperazione ha interessato tutti e tre i pilastri ASEM, non solo quello economico.  Ed è per me un piacere rimarcare che a fianco ad essi, proprio a partire dal Vertice ospitato in Italia nell’ottobre 2014  (e sono lieta di sottolineare tale dato), si è sviluppato il nuovo tema della “connectivity”, nelle sue molteplici articolazioni.

 

  • Vorrei soffermarmi in particolare su quanto è stato fatto sul versante dell’empowerment femminile in Europa (ricordo, incidentalmente, che in Italia per la prima volta nell’attuale legislatura, la XVII, si registra una presenza femminile alla Camera dei deputati pari al 31 per cento) e in Asia, anche attraverso l’Asia Foundation, i cui programmi sono focalizzati su tre aree chiave: accrescere le opportunità economiche, aumentare la sicurezza e i diritti e sostenere la partecipazione politica. Il Women empowerment Program persegue l’obiettivo di promuovere l’uguaglianza di genere attraverso un approccio integrato che sostenga l’attiva partecipazione femminile alla vita sociale, economica e politica.

 

  • Anche l’Asian Development Bank ha elaborato un piano operativo per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile dal 2013 al 2020. Le operazioni gender-mainstreaming realizzate fino ad ora hanno consentito di: ridurre il gap nell’educazione scolastica femminile; rafforzare la posizione economica femminile attraverso la creazione di impieghi o attraverso l’accesso al credito; dare voce al popolo femminile attraverso il loro coinvolgimento negli organi decisionali, soprattutto a livello delle comunità locali; supportare le esigenze vitali quali la fornitura di acqua e la sanitizzazione; supportare le riforme legislative a sostegno dell’eguaglianza di genere. Tuttavia molto resta ancora da fare.

 

  •  Il sempre crescente aumento del numero di donne che ricoprono posizioni di responsabilità in tutte le parti del mondo, a Nord come a Sud, ad Est come ad Ovest, è certamente un dato che fa ben sperare, ma molto resta ancora da fare sul terreno della parità, in primo luogo nel campo della promozione dell’istruzione femminile e del contrasto ai matrimoni precoci.
  • Inoltre, in questi venti anni  sono stati lanciati programmi per favorire gli scambi culturali, ma molto si può fare ancora sotto il profilo socio-culturale. Vanno infatti sempre più ampliati gli ambiti in cui favorire gli scambi di informazioni e di know how, come, per citarne alcuni: quello sanitario, quello lavorativo (operando al fine di realizzare un reale contrasto al lavoro minorile), della tutela dell’ambiente, dello sviluppo della scienza e della tecnologia, e favorendo i contatti tra le società civili.

 

  • In un’epoca segnata da gravi conflitti regionali,  di fronte al fenomeno degli imponenti flussi migratori  e della piaga del terrorismo,  Asia ed Europa possono lavorare insieme per costituire una immensa area di pace e di progresso, una grande area multiculturale, capace di dialogare pur nelle diversità. Possiamo sfruttare questa occasione per aprire il dibattito congiunto su una nuova stagione del multilateralismo, che veda protagoniste alcune potenze regionali, che operino e si connettano con accordi multilaterali al fine di promuovere la pace ed il dialogo. Si tratta di un progetto ambizioso, che pone non pochi problemi sul tappeto, non ultimo quello del finanziamento di  queste strutture, ma cui ritengo sia ora di porre mano tutti insieme.

 

 

Marina Sereni, 2009-2015