Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>120</b> Interventi a Montecitorio
<b>114</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
04-07-2016
MISSIONE PARLAMENTARE - BRASILE-1
"ITALIA/BRASILE: COOPERARE PER CRESCERE INSIEME"
 

Una delegazione della Camera dei deputati, che guido e composta dagli onorevoli Renata Bueno, Fabio Porta e Mirko Busto, è in Brasile per partecipare alla Quinta riunione della Commissione di collaborazione italo-brasiliana, che si tiene a Brasilia.  Lo sviluppo dei rapporti economici bilaterali;  sviluppo delle relazioni culturali; qualità della spesa pubblica; applicazione dell’Accordo di Parigi; immigrazione...i temi che tratteremo. Durante la nostra permanenza vremo modo di incontrare rappresentanti della comunità italiana a San Paolo e a Brasilia, avremo incontri di carattere istituzionale e visiteremo progetti sociali realizzati nel Paese in collaborazione con enti ed ONG italiane.

Questa, in sintesi, la prima giornata.

 

 

La nostra breve missione parlamentare in Brasile comincia da San Paolo, la capitale economica del Paese, la città italiana più grande del mondo, il luogo in cui la presenza dei nostri connazionali spazia dalla business community alla politica locale, passando per la rete dei patronati e per gli organismi rappresentativi come i Comites e il CGIE. Con me il deputato Busto e i colleghi Bueno e Porta, questi ultimi eletti alla Camera nella circoscrizione America Latina, che compongono la parte italiana della Commissione di cooperazione Italia-Brasile.

Alla Camara Municipal do Sau Paulo ci riceve il Presidente Donato con alcuni consiglieri. Le istituzioni municipali, che qui hanno poteri legislativi, andranno tutte al voto in ottobre, con un sistema di elezione diretta dei sindaci a doppio turno abbastanza simile al nostro. San Paolo, con i suoi dodici milioni di abitanti, le grandi differenze sociali, i problemi del traffico, la carenza di asili nido, rappresenta perfettamente le sfide che tutte le grandi città del mondo si trovano ad affrontare. Ricordo ai colleghi di aver incontrato il Sindaco Addad pochi mesi fa a Roma in occasione del meeting promosso da Papa Francesco proprio sul tema delle metropoli globali. Siamo alla vigilia di un voto e la discussione cade anche sulle forme di finanziamento delle campagne elettorali. Qui una sentenza della Corte costituzionale ha recentemente vietato alle imprese di finanziare le campagne elettorali ma non c'è alcun limite di spesa per i singoli candidati. Questa novità  - ci dicono - se da un lato dovrebbe abbassare i costi della propaganda elettorale, dall'altro rischia di favorire i candidati che godono di una maggiore ricchezza personale... Spieghiamo le nuove norme italiane che hanno superato il finanziamento pubblico diretto, introducendo la possibilità per i cittadini di destinare il 2 per mille ai partiti in sede di dichiarazione dei redditi, e i principi della legge approvata da poco alla Camera sui partiti in attuazione dell'art.49 della Costituzione.

 

In un sistema politico come quello brasiliano, tradizionalmente  molto frammentato e con una forte personalizzazione del voto, il tema delle regole necessarie per contenere i costi della politica, garantire trasparenza e contrastare i rischi di corruzione è particolarmente cruciale a tutti i livelli. La vicenda giudiziaria "Lava jato", che ha investito un grande numero di parlamentari e pressoché tutti i principali partiti brasiliani, sembra oggi essere stata sopravanzata nel dibattito politico-istituzionale e nell'attenzione dell'opinione pubblica dal procedimento di impeachment nei confronti della Presidente Dilma Rousseff approvato dalla Camera e poi in via provvisoria dal Senato. Ma certo un'inchiesta di queste proporzioni, quale che sia in agosto la decisione finale del Senato sull'impeachment e dunque sul futuro dell'attuale governo Temer, è destinata a segnare la vita istituzionale del Brasile per tutta la legislatura. D'altra parte, l'eccezionalità della situazione e il livello dello scontro politico non mi sembra renda realistica la possibilità di un accordo tra le diverse forze politiche per avviare finalmente un processo di riforma del sistema politico e istituzionale.               

 

La comunità economica italiana a San Paolo, che avevo incontrato alcuni anni fa nel pieno della campagna per il primo turno delle elezioni presidenziali, ci trasmette un senso di fiducia nell'attuale esecutivo. Non un apprezzamento politico quanto piuttosto la sensazione che il Brasile possa ripartire grazie ad un atteggiamento del governo più disponibile e pragmatico nei confronti delle imprese. "Sembra essere tornati al primo Lula, quando ti chiedevano cosa poteva fare il governo per aiutarci ad operare per la crescita e non ti chiamavano per spiegarti cosa dovevamo fare...". Particolarmente efficace la metafora del Presidente della Camera di Commercio Pollastri che dalla sua lunga esperienza e presenza in Brasile trae ragioni di ottimismo: "Questo Paese è come un treno, l'ho visto andare piano, aumentare la velocità, a volte correre. Ora il treno è fermo ma proprio per questo è il momento di salire perché c'è molto posto e costa poco... E sappiamo che presto ricomincerà ad andare!". Un messaggio chiarissimo che riporteremo al governo italiano il cui interesse strategico per questo paese è stato confermato di recente con la firma del Memorandum di intenti da parte del Ministro Gentiloni alla fine dello scorso anno.

 

Prima di partire per Brasilia, a latere degli incontri ufficiali, sono riuscita a prendere un caffè con un vecchio amico del Pt, Luiz Dulci, attualmente direttore della Fondazione Lula. Conoscitore dell'Italia, molto interessato sia a capire il nostro dibattito interno (mi ricorda che Lula ha citato Renzi a proposito di leadership coraggiose sul tema complesso dell'immigrazione e dei profughi) sia a raccontarci quello che sta succedendo ora nel campo progressista, nel Pt e nei movimenti sociali. Ci descrive un partito tutt'altro che rinchiuso sulla difensiva, consapevole di aver fatto errori ma anche determinato a reagire riallacciando relazioni con la base, con i giovani, con i movimenti per i diritti civili. Nessuno sa con certezza cosa accadrà quando il Senato dovrà decidere definitivamente sul destino di Dilma ma tutti i sondaggi dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini brasiliani vorrebbe tornare alle elezioni. A questo sentimento vogliono parlare gli uomini e le donne più vicini a Lula, a quelli che non hanno condiviso l'uso "politico" dell'impeachment ma che al tempo stesso oggi vogliono vedere il Pt impegnato nelle battaglie per i diritti, contro l'omofobia, per una società più aperta e giusta. Battaglie spesso messe in secondo piano nel periodo del governo, condizionato dalla necessità di fare i conti con aree tradizionaliste e conservatrici della maggioranza parlamentare che sosteneva Dilma. Spero che Luiz possa essere in Italia e in Europa nei prossimi mesi per raccontare ad un pubblico più ampio questa loro difficile e travagliata vicenda e per poter insieme rilanciare le ragioni delle forze progressiste nel mondo globale di oggi. 

Marina Sereni, 2009-2015