Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
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05-07-2016
MISSIONE PARLAMENTARE BRASILE-2
"SCAMBIO DI ESPERIENZE E IDEE PER IL BENESSERE DEI NOSTRI POPOLI"
La quarta riunione della Commissione di Collaborazione Italia-Brasile si è svolta  nel dicembre 2014 a Roma, da allora si sono verificati eventi a livello mondiale e nei duei rispettivi ambiti regionali di portata storica enorme, per cui i due Paesi e le loro aree di appartenenza sono profondamente differenti da quello che erano solo un anno e mezzo fa. Oggi si apre a Brasilia la V riunione che mi auguro sia utile a scambiare idee ed esperienze sugli strumenti a disposizione dei  Parlamenti per sostenere e accompagnare le iniziative private già in corso e per stimolare tutti i soggetti istituzionali e della società civile a moltiplicare le occasioni per collaborare con l'obiettivo di offrire opportunità di crescita e di benessere per i nostri popoli. Questo il mio indirizzo di saluto all'apertura dei lavori.

Indirizzo di saluto della Presidente della parte italiana della Commissione di collaborazione italo-brasiliana,

On. Marina Sereni

 

Signor Presidente della Camera, Onorevoli colleghi,

è un piacere per me incontrarci qui a Brasilia a distanza di un anno e mezzo dalla nostra ultima riunione, tenutasi a Roma nel dicembre 2014.

In questo lasso non lunghissimo di tempo si sono verificati eventi a livello mondiale e nei nostri rispettivi ambiti regionali di portata storica enorme, per cui i nostri Paesi e le nostre aree di appartenenza sono profondamente differenti da quello che erano solo un anno e mezzo fa.

Mi riferisco, solo per citare le principali criticità e problematiche con le quali siamo chiamati a confrontarci, al rallentamento dell'economia mondiale,  che ha ridimensionato in Europa e in Italia le aspettative - pur a fronte di indicatori positivi - per quanto riguarda la crescita e l'occupazione mentre ha prodotto in America Latina e in Brasile una situazione di vera e propria recessione. Mi riferisco al permanere di conflitti e minacce terroristiche in ogni area del pianeta con l'acuirsi di fenomeni migratori e con la drammatica situazione di milioni di profughi, in particolare nell'area del Mediterraneo e Medio Oriente. Mi riferisco alla recente decisione degli elettori britannici di sostenere l'ipotesi dell'uscita dall'Unione Europea le cui conseguenze nel nostro continente e su scala mondiale sono ancora piuttosto imprevedibili.

D'altro canto in questo ultimo anno e mezzo abbiamo salutato con soddisfazione la conclusione di accordi di importanza storica - penso a quello con l'Iran sul nucleare, al ristabilimento dei rapporti tra USA e Cuba, alla firma della pace tra il governo colombiano e le Farc - a dimostrazione del fatto che la politica  e la diplomazia possono essere efficaci se tutti gli attori regionali e globali fanno la loro parte.  E ancora, abbiamo tutti apprezzato l'approvazione in sede di Assemblea Generale delle Nazioni Unite della nuova Agenda per lo sviluppo sostenibile attraverso la quale la comunità internazionale rilancia per il prossimo quindicennio - attraverso la definizione di strategie e obiettivi condivisi - l'impegno contro la povertà, la fame e le diseguaglianze. Così come abbiamo tutti guardato con grande fiducia e speranza alla firma degli accordi avvenuta alla COP 21 di Parigi con la quale per la prima volta tutti i principali paesi produttori si sono impegnati a realizzare misure concrete per ridurre l'inquinamento e combattere i cambiamenti climatici.

Altrettanto rilevanti sono stati i cambiamenti politici e istituzionali nei nostri due Paesi. In Italia il percorso delle riforme che ha impegnato il Parlamento è stato particolarmente intenso, con una dialettica accesa tra le diverse posizioni in campo. Il dibattito, in particolare per quanto riguarda la revisione costituzionale,  è destinato a proseguire nell'opinione pubblica essendo i cittadini chiamati a pronunciarsi sulla riforma attraverso un referendum che si terrà in autunno.

Non meno vivace, e se mi è consentito drammatica,  è stata in questo periodo la vicenda politico-istituzionale del vostro Paese. Una vicenda che abbiamo seguito con grande  partecipazione e rispetto, nella fiduciosa consapevolezza della possibilità e capacità delle istituzioni  democratiche brasiliane di riuscire trovare le necessarie vie di soluzione.

Il quadro in cui i nostri due Parlamenti sono chiamati ad operare dunque è molto mutato dalla nostra ultima riunione a Roma, ma la nostra amicizia, l’amicizia tra i nostri Paesi ed i nostri popoli appare più salda che mai. Ecco perché siamo qui, per confermare e sviluppare ulteriormente i legami tra Italia e Brasile e individuare le forme migliori per rendere sempre più efficace la cooperazione tra noi.

Colgo l'occasione di questo intervento di apertura per  portare a tutti voi anche il saluto della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha effettuato una missione istituzionale in Brasile nel maggio 2015, a testimonianza di un interesse per le relazioni tra i nostri Parlamenti che va anche al di là del lavoro della nostra Commissione di collaborazione.

Peraltro, l’eccellente livello delle relazioni tra i nostri Paesi e i nostri Parlamenti si è  avvantaggiato dell'ottimo lavoro dei deputati eletti nella circoscrizione America Latina, Renata Bueno e Fabio Porta, molto presenti in Brasile, che compongono la nostra delegazione assieme al collega del M5S Mirko Busto. La loro presenza all’interno del Parlamento italiano, insieme a quella del senatore Longo, anch’egli eletto in Brasile, sono una prova tangibile dei legami profondi tra le nostre comunità e istituzioni.

Per quanto riguarda i rapporti parlamentari, vorrei anche ricordare la partecipazione di una nutrita delegazione della Camera dei deputati brasiliana al Primo Forum Parlamentare Italia-America Latina e Caraibi, dal tema “Il ruolo dei Parlamenti nell’epoca della globalizzazione: diritti fondamentali, partecipazione democratica e sviluppo”, tenutosi presso la Camera dei deputati italiana 5 e il 6 ottobre 2015, cui ha partecipato, tra gli altri, il collega Rubens Bueno. Si è trattato di una prima esperienza di incontro a livello delle assemblee legislative, a nostro avviso positiva, pensata per rafforzare ed ampliare l'impatto delle Conferenze governative Italia-America Latina e Caraibi giunte nel 2015 alla settima edizione. Inoltre credo sia utile ricordare come la Camera dei Deputati italiana sia stata la prima al mondo a prevedere nel 2009 una sessione allargata ai paesi emergenti in occasione della Ottava riunione delle Presidenze delle Camere Basse, cui partecipò l'allora Presidente della Camera dei deputati brasiliana Temer. Si trattò del primo riconoscimento in ambito G8 del ruolo di player globale del Brasile, e ritengo personalmente che tale apertura al dialogo tra tutti i principali protagonisti della scena mondiale debba ripetersi, in particolare a livello delle iniziative parlamentari, anche nel 2017 quando l'Italia sarà nuovamente il Paese che ospiterà il G8. 

Negli ultimi anni sono state particolarmente intense anche le relazioni a livello governativo. Ricordo in particolare la riunione del VI Consiglio di Cooperazione, svoltasi a Brasilia il 15 aprile 2015, che ha conferito ulteriore slancio alla cooperazione economica.

Ne sono scaturiti scambi di visite ai più alti livelli: quella della Presidente Rousseff, il 10 luglio 2015, e quella del nostro Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, nel novembre dello stesso anno, nel corso della quale è stato sottoscritto un importante Memorandum d'Intesa per lo sviluppo degli investimenti ed il rafforzamento della cooperazione produttiva tra i nostri Paesi.

È in questa cornice che svolgiamo la V riunione della Commissione di Collaborazione Italia-Brasile che abbiamo voluto articolare in quattro distinte sessioni per approfondire le possibilità di cooperazione sotto il profilo economico, culturale, sociale e ambientale tra Brasile e Italia, per scambiare idee ed esperienze sugli strumenti a disposizione dei nostri Parlamenti per sostenere e accompagnare le iniziative private già in corso e per stimolare tutti i soggetti istituzionali e della società civile a moltiplicare le occasioni per collaborare con l'obiettivo di offrire opportunità di crescita e di benessere per i nostri popoli.

Grazie dell'attenzione e buon lavoro a tutti noi

Marina Sereni, 2009-2015