Marina Sereni
Marina Sereni
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07-07-2016
MISSIONE PARLAMENTARE IN BRASILE/4
"IMMIGRAZIONE, SANITA' E POI...LA STORIA. LEGAMI DI IERI E DI OGGI"
Dalle politiche per l'immigrazione e il confronto con la deputata brasiliana Furlan che ha presieduto una Commissione speciale del Parlamento per scrivere la nuova legge che ci suggerisce l'istituzione di un osservatorio comune nella Commissione bilaterale di collaborazione Italia/Brasile; all'inaugurazione della mostra che ricorda il  contributo di 25mila soldati brasiliani alla Liberazione italiana dal nazifascismo; a forme di collaborazione per l'organizzazione del sistema sanitario pubblico da discutere con il ministro della Salute, Ricardo Barros...Questa l'ultima giornata a Brasilia che ripercorre, nei temi attuali e nella storia legami di ieri e di oggi.

 

L'ultima giornata a Brasilia inizia con un'audizione pubblica sul tema dell'immigrazione. Introduce la deputata brasiliana Furlan che ha presieduto una Commissione speciale del Parlamento per scrivere la nuova legge. Un lavoro che ha coinvolto tutte le forze politiche, che ha avuto il supporto di governatori e sindaci, studiosi e ricercatori, approdando ad un testo che la Commissione proprio oggi licenzierà per l'Aula. Il Brasile, terra di accoglienza per migranti di ogni parte del mondo, si avvia così a superare norme obsolete e a riconoscere una serie di diritti agli stranieri residenti qui.  

Tocca a me illustrare l'esperienza italiana, le linee della Legge Turco Napolitano del '98, le successive modifiche apportate con la Bossi-Fini, evidenziare punti di forza e criticità del sistema di accoglienza italiano. E tocca a me spiegare la complessità oggettiva di un fenomeno che, anche a causa delle emergenze legate ai conflitti, all'arrivo di migliaia di profughi e alle difficoltà create dalla crisi economica, rischia di sfociare in una guerra tra poveri, alimentata e cavalcata da forze politiche populiste e irresponsabili.

Ai nostri amici brasiliani, che avvertono con preoccupazione il rischio di nuovi muri in Europa, abbiamo ribadito la convinzione circa la necessità di una gestione solidale e unitaria del fenomeno migratorio e abbiamo spiegato i punti essenziali delle proposte che l'Italia ha avanzato nelle sedi europee, sia per dare risposte concrete e condivise all'emergenza profughi sia per realizzare una strategia di medio periodo, costruendo strumenti e programmi che possano realizzare una partnership efficace con i paesi di provenienza dei flussi migratori. Ho concluso la mia esposizione ricordando lo sforzo immane che la Marina italiana, la guardia costiera, il volontariato, i sindaci delle aree più interessate compiono ogni giorno perché donne, uomini, bambini non muoiano affogati nel Mediterraneo. Ci battiamo per cambiare l'atteggiamento europeo, rivendichiamo un'assunzione comune di responsabilità, lavoriamo sulle cause di fondo delle migrazioni ma intanto... "restiamo umani", salviamo le vite di chi fugge dalla disperazione, anche se questo può far perdere qualche voto!

 

Al termine di questo seminario su proposta del collega Zarattini ci siamo impegnati a dare continuità a questo confronto e a sviluppare una sorta di osservatorio sulle tematiche dell'immigrazione all'interno della Commissione bilaterale di cooperazione tra Italia e Brasile. Mi ha colpito una riflessione del presidente della Commissione Esteri che ha concluso questa sessione. "Un funzionario dello Stato - ci dice - mi ha raccontato che prima dell'introduzione dei passaporti elettronici, quando ancora sui documenti le foto venivano incollate, i passaporti brasiliani erano molto ricercati nel mercato illegale perché qualunque viso - bianco, giallo, scuro, con gli occhi a mandorla o con i lineamenti caucasici - poteva essere "brasiliano". Ecco, questo è il  Brasile, un paese di diversità, un paese che gli immigrati hanno fatto diventare grande". Pensando ai tanti italiani che nei secoli passati hanno scelto questa terra,   pensando alle tante storie di ieri che abbiamo il dovere di trasmettere ai più giovani, credo abbia proprio ragione.

 

La mattinata in Parlamento si conclude con una bella cerimonia promossa dal gruppo di amicizia Brasilia-Italia: inauguriamo, alla presenza delle autorità militari brasiliane e di molti colleghi, una piccola mostra che ricorda il contributo di quei 25000 soldati brasiliani che contribuirono alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Una pagina di storia poco conosciuta, che insieme all'Ambasciata brasiliana in Italia abbiamo voluto ricordare anche alla Camera dei Deputati lo scorso anno con la proiezione di un bellissimo film, "Road 47", una coproduzione Italo-brasiliana che racconta magistralmente l'eroismo di quegli uomini.

 

Ultima tappa a Brasilia, l'incontro con il Ministro della Salute Ricardo Barros. È un nostro vecchio amico, avendo fino a pochi mesi fa presieduto la parte brasiliana della Commissione di collaborazione, animata tra l'altro nella precedente legislatura dalla moglie Cida Borghetti, oggi Vice-Governatora dello Stato del Parana'. Nel nuovo incarico Ricardo Barros manifesta immediatamente l'intenzione di sviluppare forme di cooperazione e scambi con l'Italia per quello che riguarda l'organizzazione del sistema sanitario pubblico. Siamo pronti, ovviamente, a favorire in ogni modo l'apertura di questo nuovo campo di lavoro comune.

 

 

Marina Sereni, 2009-2015