Marina Sereni
Marina Sereni
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29-09-2016
SU IL MESSAGGERO UMBRIA
"NESSUN DORMA E SCELGA IL CAMBIAMENTO"
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 29 settembre 2016 - Mentre oggi saremo in tanti ad ascoltare Matteo Renzi che arriva a Perugia per sostenere le ragioni del Sì, il prossimo fine settimana ad Assisi, per iniziativa dell'Associazione "Nessun dorma - Umbria", si terrà un interessante appuntamento sulla comunicazione politica e il referendum costituzionale. Sono convinta che gli argomenti del Sì siano tanto più solidi quanto più siamo in grado di parlare all'opinione pubblica larga, ai cittadini e alle cittadine "normali", a quegli umbri che magari guardano con distacco e a volte disincanto la politica. Quanto più riusciamo ad allargare la consapevolezza sui contenuti effettivi della riforma e a raccontarli in termini comprensibili ed onesti agli elettori tanto più credo che il referendum sarà messo al riparo dal diventare una rissa più o meno mediática tutta intema al ceto politico. La polemica perfino sul quesito referendario dimostra una pericolosa tendenza a creare occasioni di scontro più che momenti di riflessione. Continua a pag.47 Nessun dorma e scelga il cambiamento segue dalla prima pagina Viceversa, gli appuntamenti cui ho potuto partecipare nei quali alle persone sia stato dato il modo di avere spiegazioni nel merito della riforma, nei quali si siano potuti chiarire dubbi e togliere di mezzo semplificazioni fuorvianti dimostrano un grande interesse per le materie del referendum, II punto al centro della due giorni di Assisi sarà dunque questo: come raggiungere gli elettori senza pretendere che siano loro a cercare noi? Come dialogare con persone diverse, giovani, adulte, anziane, con strumenti culturali e conoscenze diverse, più o meno informate? Come semplificare una materia di per se" complessa senza incappare nello slogan brutale, quello che convince alcuni ma allontana altri, quello che punta a distruggere le opinioni diverse, quello che scommette "contro" qualcuno o qualcosa piuttosto che "per"? A pensarci bene queste domande sono centrali nella politica di oggi su ogni terreno e in tutti i paesi democratici. La sfida dei riformisti - in Italia e nella maggior parte delle democrazie occidentali - si è molto complicata di fronte ad una crisi economica che, oltre a peggiorare le condizioni dei più poveri, ha intaccato il tenore di vita e soprattutto le aspettative di una parte consistente dei ceti medi. La globalizzazione ha fatto il resto, da un lato inasprendo la competizione ed evidenziando lo spostamento del baricentro dell'economia mondiale verso altri emisferi e, dall'altra, rendendo meno incisive le risposte che la politica su scala nazionale può realisticamente dare nel breve periodo. La dimensione profonda delle trasformazioni in atto - nell'economia, nella tecnologia, nella comunicazione, nelle gerarchie intemazionali - impone processi riformatori di medio periodo. Più o meno ovunque la domanda di cambiamento - del tutto comprensibile e legittima - si è invece fatta impaziente, si è trasformata in rabbia verso i governi di ogni colore, ha scelto obiettivi e slogan tanto semplici quanto illusori. Pensiamo al tema dell'immigrazione, soltanto per fare un esempio particolarmente attuale. Ma questo filo ci porterebbe troppo lontano...Torniamo al referendum: la Carta costituzionale è materia troppo seria per affidarsi soltanto al confronto-scontro tra "addetti ai lavori". Il Referendum del 4 dicembre non sarà il giudizio universale. Quale che sia il risultato non ci sarà la fine del mondo. Tuttavia per il Paese sarà uno spartiacque. Sevince il Sì comincerà una stagione di aggiornamento e modernizzazione del sistema politico e istituzionale con la riforma dei regolamenti parlamentari, un ruolo nuovo delle Autonomie nella politica nazionale, la definizione della legge elettorale per il Senato, la modifica dell'Italicum per la Camera, l'approvazione finalmente di una legge sui partiti per regolamentarne la vita secondo principi di democrazia e trasparenza. Sevincerà il No resterà tutto come è oggi e sarà impossibile riaprire presto il cantiere delle riforme: sarebbe un'occasione manca
ta dopo decenni di sforzi falliti in un quadro in cui le istituzioni dovrebbero invece rinnovarsi radicalmente per poter riconciliare i cittadini con la democrazia e la politica. Sappiamo che ci sono molti indecisi e che alla fine, accanto alla TV, peserà molto il contatto personale e diretto che deve però essere organizzato e ben costruito negli argomenti e nel linguaggio. Il seminario di Assisi, cui parteciperanno insieme a Ramona Furiani, Presidente di Nessun dorma Umbria, esperti di comunicazione, giuristi e dirigenti del Pd - tra gli altri Luca Castelli, Francesco Nicodemo, Diño Amenduni, Gabriele Dandolo, Marco Regni, Roberto Montanari - serve dunque a prepararci per una campagna referendaria più capillare ed efficace possibile, avvalendosi delle competenze e studiando le più moderne tecniche della comunicazione politica. Pensiamo così di dare un contributo positivo anche al Pd e ai comitati umbri, rivolgendoci a tutti coloro che giovani e meno giovani - credono che il cambiamento avviato con Renzi a livello nazionale debba essere tradotto anche nella nostra regione in una politica aperta, inclusiva, in innovazione nei programmi e nelle forme della politica e della partecipazione. Da troppo tempo il dibattito politico in Umbria, in particolare nel Pd, sembra prigioniero di uno schema sempre uguale a se' stesso, fatto di divisioni e personalismi a scapito dei contenuti e del merito. Il referendum è l'occasione per mettere da parte tutto questo, trovare unità di intenti e di iniziativa, creare le condizioni per fare una grande e bella campagna. Prima attrezziamoci per vincere, e vincere bene, anche in Umbria la sfida del Sì al referendum. Poi nel nuovo anno, come a livello nazionale, ci sarà tempo e modo anche qui per una riflessione pacata sul Pd, sui programmi, su come liberare tutte le migliori energie della nostra classe diriger per il futuro di questa bella regione. Perché anche in Umbria #bastaunsi.

 

Marina Sereni, 2009-2015