Marina Sereni
Marina Sereni
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22-11-2016
LE PRIMARIE DEL CENTRODESTRA IN FRANCIA
"PARIGI, GERMANIA, ITALIA: FERMARE IL POPULISMO PER CAMBIARE L'UE"
Nello stesso giorno in cui la Merkel annuncia di ricandidarsi per il quarto mandato, nel campo conservatore in Francia vince il primo turno delle primarie l'ex-primo Ministro Fillon. Per sapere chi sarà il candidato alle prossime presidenziali in Francia sarà necessario attendere ancora qualche giorno ma con l'uscita di scena di Sarkozy e l'alta partecipazione è già chiaro che molti elettori francesi (non necessariamente moderati) si siano mobilitati per assicurarsi un candidato "votabile" in caso di un ballottaggio con Marie Le Pen. Di fronte alla grande difficoltà di Hollande e del Partito Socialista francese in molti temono la possibilità di una vittoria del Front  National che molto probabilmente conquisterà i voti sufficienti per andare al secondo turno. Dopo la Brexit sarebbe un colpo durissimo per l'Europa se dovesse approdare all'Eliseo una Presidente di estrema destra, antieuro e antieuropea come la Le Pen. D'altra parte anche le prossime elezioni in Germania si profilano tutt'altro che scontate per Merkel e per la Cdu mentre la Spd - che pure nelle ultime tornate regionali ha avuto un consenso significativo - non sembra essere sufficientemente forte da costruire una alternativa progressista. Anche il voto tedesco avrà conseguenze sul futuro dell'Unione Europea, tanto più di fronte alla vittoria di Trump negli Stati Uniti. In forme diverse da Paese a Paese in tutte le democrazie si stanno manifestando forze di stampo populista, che fanno della demagogia e della propaganda antisistema la cifra della loro iniziativa e azione. Molti slogan, linguaggio violento, strumentalizzazione delle paure: a queste forze dovremo saper rispondere indicando il cambiamento possibile, le riforme necessarie e le strade per realizzarle. In fondo è questa la posta in gioco anche per noi in Italia il 4 dicembre. Perché stupirsi dunque se in Europa guardano con apprensione e con interesse all'esito del nostro referendum? La sovranità è nelle mani del popolo italiano, ma le conseguenze non riguardano solo noi. Sono più che convinta che la sconfitta del populismo sia una condizione necessaria per cambiare in meglio l'Europa, per rinnovare e rilanciare i valori di progresso economico e sociale, sui quali essa è stata costruita.
Marina Sereni, 2009-2015