Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>175</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>144</b> Impegni in Italia
<b>56 </B> Missioni e incontri internazionali
18-01-2017
RAPPRESENTANZA DI INTERESSI ALLA CAMERA
"TRASPARENZA, DIRITTI E DOVERI: LA DIREZIONE E' GIUSTA"
L’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha avviato oggi l’esame della proposta di regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei Deputati, che ho avuto l’incarico di predisporre sulla base di una decisione della Giunta del Regolamento di alcuni mesi fa. Alcuni colleghi hanno chiesto ancora qualche giorno per riflettere ed eventualmente presentare proposte emendative - c'è tempo fino al 26 gennaio - , ma credo di poter dire che la direzione di marcia è tracciata. Quando l’ipotesi di delibera sarà perfezionata e approvata la Camera dei Deputati istituirà per la prima volta il Registro dei soggetti che svolgono professionalmente attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei deputati con l’obiettivo di rendere pubblica e trasparente l’iniziativa delle cosiddette “lobby”. Una parola che troppo spesso nel nostro Paese viene usata in termini dispregiativi, quasi come sinonimo di fenomeni degenerativi di opacità e di malaffare nel rapporto con le istituzioni democratiche.

Lo spirito della decisione che la Camera si appresta ad assumere è proprio per questo duplice. Si tratta da un lato di riconoscere l’attività volta a promuovere nei confronti del Parlamento e dei singoli parlamentari idee, proposte, studi, analisi da parte di soggetti privati portatori di interessi parziali ma legittimi. Stiamo parlando di organizzazioni sindacali o datoriali, di imprese o gruppi di imprese ma anche di associazioni professionali e di categoria, di associazioni di consumatori, di organizzazioni sociali in senso lato, di soggetti specializzati nella rappresentanza professionale di interessi di terzi che possono contribuire positivamente all’azione del legislatore e dei decisori pubblici sulla base delle loro concrete esperienze ed istanze.

Dall’altro lato si rende necessario regolamentare questa attività e renderla trasparente e verificabile poiché – svolgendosi nelle sedi della Camera – essa non deve e non può sostituirsi all’autonoma capacità di decisione e scelta propria della politica. Dal mio punto di vista – anche per gli incontri e i contatti con molti soggetti interni ed esterni che ho avuto modo di svolgere nella fase istruttoria – credo che la proposta rappresenti un punto di approdo equilibrato e una prova di maturità del sistema politico istituzionale del nostro Paese, in coerenza con le esperienze delle maggiori democrazie europee.

Con l’istituzione del Registro – che sarà suddiviso per sezioni a seconda della tipologia dei soggetti che si iscriveranno – si attribuiranno diritti e doveri sia per quanto riguarda l’accesso alle sedi della Camera sia per quanto attiene alla possibilità di interlocuzione con i parlamentari. I titoli di accesso permanenti (i cosiddetti tesserini) verranno rilasciati sulla base dell’iscrizione al Registro, le persone fisiche e giuridiche iscritte al Registro dovranno avere alcuni requisiti di onorabilità e affidabilità e saranno tenute a presentare annualmente una Relazione sull’attività di rappresentanza di interessi svolta.

Il Collegio dei questori avrà il compito della gestione del Registro ivi compresa la possibilità di verificare e sanzionare eventuali inadempienze. La gravità delle sanzioni previste sarà commisurata alla gravità delle violazioni della regolamentazione con cui viene istituto il Registro.

Per contro, proprio per facilitare l’attività delle organizzazioni e persone che esercitano le attività di rappresentanza di interessi, si prevede che la Camera destini – in via sperimentale in occasione dell’esame dei provvedimenti di particolare rilievo – un apposito spazio attrezzato dedicato ad ospitare i soggetti iscritti al Registro.

Insomma stiamo parlando di una piccola grande innovazione: si rompe un tabù, riconoscendo una funzione all’azione dei “rappresentanti di interessi”, e si apre la strada ad una maggiore trasparenza circa l’influenza che questi soggetti possono esercitare nei confronti della politica.

Ovviamente la “trasparenza in un palazzo solo” non è sufficiente a risolvere complessivamente il tema del ruolo e dello spazio delle Lobby nei confronti delle istituzioni pubbliche. Per fare questo occorre infatti una legge, ci sono molte proposte depositate, di una di esse è stato avviato l’esame al Senato. Ma la decisione che la Camera si appresta a definire non sarà banale perché rappresenta una prima vera regolamentazione della materia e in qualche misura può fare da apripista per altre istituzioni e anche per una legge organica".

Marina Sereni, 2009-2015