Marina Sereni
Marina Sereni
<b>931</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>138</b> Interventi a Montecitorio
<b>127</b> Impegni in Italia
<b>53 </B> Missioni e incontri internazionali
14-02-2017
PARTITO DEMOCRATICO
"CONGRESSO PER PARLARE DELL'ITALIA E ALL'ITALIA"
Se, com'è giusto dopo la Direzione di ieri, la prossima Assemblea nazionale del Pd avvierà l'iter congressuale avremo una grande responsabilità di fronte al Paese. Siamo l'unico partito che fa i congressi in modo democratico e regolato. Dalla fine della Prima Repubblica ad oggi a destra non hanno mai (ripeto mai) avuto un processo organizzato per decidere linea politica e leadership mentre nel Movimento 5S si è passati dal mito dello streaming e dei meet up alle chat più o meno riservate tra un click e un altro senza alcuna verificabilità e trasparenza. Basterebbe questo per farci comprendere che il Congresso del Pd non riguarda solo gli iscritti e gli elettori del nostro partito. Spero sia chiaro a tutti i protagonisti del nostro confronto interno. Se poi volessimo alzare lo sguardo ai problemi del Paese, ai dati positivi ma incerti sulla crescita, all'insicurezza che tocca una grande fetta dei ceti medi impoveriti, alle sfide che l'Europa deve affrontare, a maggior ragione dopo la Presidenza di Trump negli USA, diventa del tutto chiaro che il Congresso del Partito Democratico riguarda il futuro dell'Italia e persino dell'Unione Europea. Dovrà servire a preparare una proposta politica per il futuro del nostro Paese. Crescita e innovazione, lavoro e welfare, efficienza del sistema pubblico, scuola, università, ricerca, giustizia: su ognuno di questi capitoli il Governo Renzi prima e Gentiloni oggi hanno aperto percorsi di riforma, a mio avviso largamente positivi anche se incompiuti. In più siamo alle prese con un terremoto che per dimensioni e durata ha pochi precedenti e richiede una capacità di progettazione e di intervento straordinaria. Sono convinta che agli italiani interessi sapere cosa proponiamo per i prossimi anni, dove pensiamo ci sia da correggere e dove invece semplicemente da proseguire, come vogliamo prepararci alla prossima competizione elettorale, con quale piattaforma e con quale profilo politico. Se il Congresso avrà al centro la competizione e il confronto su questi nodi - più quello sempre piuttosto negletto in questi dieci anni della forma organizzata del partito - penso saremo utili non solo alle ragioni della sinistra e del campo progressista ma anche all'Italia. Se diventerà un'occasione di ulteriori lacerazioni e divisioni invece sarà un male. Dipende da ognuno e da tutti noi.
Marina Sereni, 2009-2015