Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>35</b> Eventi da me promossi
<b>169</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>140</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
02-03-2017
SU L'UNITA'
DIRITTI: mettersi al passo con l'Europa migliore

 

 

Tra meno di un mese Roma ospiterà le celebrazioni del 60 anniversario della firma dei Trattati di Roma da cui prese le mosse il processo di unificazione politica, economica, sociale e civile dell'Europa. Nonostante tutti i limiti e le fragilità l'Unione Europea come la conosciamo oggi è il più straordinario esempio di integrazione democratica avvenuto nel mondo. Grazie ad essa abbiamo goduto di un lungo periodo di pace, di crescita e di progresso civile. La crisi economica e sociale che ha attraversato il continente in questo ultimo decennio ha offuscato questi risultati e prodotto paure e insicurezze, facendo emergere sentimenti antieuropei profondi, cavalcati anche in Italia da alcune forze politiche - dalla Lega a Fratelli d'Italia, dal M5S a frange della sinistra radicale.In questo clima, fa comodo a molti identificare l'Europa con un insieme di regole burocratiche, con un esercito di tecnocrati astratti e puntigliosi. Ma davvero è così? Se guardiamo al tema dei diritti civili scopriamo che l'Europa - la maggior parte dei singoli Stati membri, ma anche l'Unione in quanto tale - è molto più avanti dell'Italia sui principali dossier, alcuni dei quali oggi al centro della cronaca e del dibattito politico parlamentare. Quando l'attualità - come in questi giorni la drammatica scelta del Dj Fabo e di altri nostri concittadini meno noti o, su un terreno diverso, la sentenza di Trento sui gemellini con due papà - riporta alla nostra attenzione temi controversi, ecco le opposte tifoserie schierarsi. Ed ecco riapparire classifiche che posizionano il nostro Paese agli ultimi posti...Ci sono temi, come il fine vita, oggettivamente sensibili sotto il profilo etico che vanno affrontati con più umiltà e meno arroganza, per trovare mediazioni accettabili e rispondere a tante persone e famiglie che soffrono. La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito ieri che la Pdl sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento approderà in aula il 13 marzo. So bene quanto siano complesse le implicazioni di una legge che interviene nel rapporto tra il paziente, il medico, la famiglia in situazioni di gravi malattie croniche, invalidanti o incurabili. Nella precedente legislatura - dopo un dibattito molto duro - riuscimmo a scrivere una buona e civile legge sulle cure palliative, ma non si trovarono i numeri per licenziare una norma sul "fine vita". Non stiamo parlando né di eutanasia attiva, né di suicidio assistito, che pure sono legali in alcuni paesi europei, ma di una legge equilibrata sul Testamento Biologico, sulla possibilità cioè di dichiarare anticipatamente i trattamenti medici cui si vuole (o non vuole) essere sottoposti in caso di impossibilità di esprimere le proprie volontà. Sarebbe un grande passo avanti per affermare, accanto al diritto ad essere curati, la dignità di ciascuna persona nella malattia.Più in generale in materia di diritti civili l'Italia ha bisogno di scrollarsi il peso di scontri ideologici del passato e mettersi al passo con l'Europa migliore. In questi anni ci abbiamo provato con grande determinazione, dal Governo e dal Parlamento. Il 5 giugno 2016 abbiamo raggiunto un traguardo straordinariamente importante con la legge che finalmente regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Oggi tante coppie gay possono vedere riconosciuti diritti e doveri nella convivenza. Resta irrisolto, come dimostra il riconoscimento della genitorialità per due papà di Trento da parte dei giudici, il tema della stepchild adoption che, uscito dalle aule parlamentari, si affronta nei tribunali. Possiamo permettercelo? Anche in materia di carceri questa legislatura ha prodotto alcuni risultati positivi, non a caso dopo la sentenza europea sul caso Torreggiani, che ci ha "costretto" ad approvare misure per cominciare a risolvere la drammatica condizione di sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani, per umanizzare la pena e rispettare i diritti delle persone detenute.Potremmo fare altri esempi. Ius soli, introduzione del reato di tortura, fecondazione assistita, tutela dei minori stranieri: sono solo alcuni dei nodi che abbiamo cercato di sciogliere. Molte di queste leggi hanno superato il vaglio di una camera e ora sono ferme nell'altro ramo del Parlamento. Faremo il possibile per completarne l'esame. Insomma spesso sentiamo i Salvini, i Grillo, le Meloni inveire contro l'Europa dei burocrati mentre l'appartenenza all'Unione oggi rappresenta per ognuno degli Stati membri - e in primis per l'Italia che dell'Unione è un fondatore - una sfida e uno sprone. Abbandonare le dispute ideologiche del secolo scorso, imparare a confrontare laicamente e pragmaticamente i diversi punti di vista per adeguare la nostra legislazione sui diritti ai livelli europei consentirebbe all'Italia di compiere un salto in termini di modernità e di civiltà, di riconoscimento dei valori più autentici e profondi della storia europea.

Marina Sereni, 2009-2015