Marina Sereni
Marina Sereni
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08-05-2017
LA VITTORIA DI MACRON IN FRANCIA
"IL POPULISMO NON E' IMBATTIBILE. NOI NON CI SIAMO MAI RASSEGNATI"
“Il compito che ci aspetta è immenso (...) Oggi inizia un’era di speranza e di fiducia. So che ci sono rabbia e paure, lotterò per farle scomparire”. Con queste parole Emmanuel Macron, il neo presidente francese comincia il suo difficile viaggio. Non era scontato, anzi in molti avevano pronosticato che l’onda populista, razzista, antieuropea avrebbe travolto la Francia. Non è stato così, anche se il 34,1% alla Le Pen non è affatto da sottovalutare, e quell'onda potrebbe rigonfiarsi se non si troveranno soluzioni democratiche e riformiste alle paure che l’alimentano. Come democratici italiani abbiamo creduto e tifato perché avesse la meglio Macron, per la sua chiara e netta posizione a difesa di un’Unione Europea di libertà e pace, capace di superare le rigide regole dell'austerità e di sconfiggere protezionismi e sovranismi. Non ci sono esempi da prendere e comportamenti da mutuare meccanicamente. La Francia ha una storia e un sistema politico e istituzionale diversi dai nostri. Quello che Parigi ci insegna è che la dialettica destra/sinistra non è più l'unica con la quale fare i conti, che il populismo non è imbattibile, che i progressisti risultano credibili solo se si propongono senza equivoci come alternativi alle forze radicali e populiste.  Noi non ci siamo mai rassegnati. Il PD, in Italia, è - come è stato Macron in Francia -  l’unico argine possibile alle derive demagogiche e antieuropee comunque travestite".
Marina Sereni, 2009-2015