Marina Sereni
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14-06-2017
LA RIFORMA DEL PROCESSO PENALE E' LEGGE
"EQUILIBRIO TRA GARANZIE E SEVERITA': UNA GIORNATA POSITIVA PER LA GIUSTIZIA"

Delega al governo per rivedere la disciplina delle intercettazioni, con una stretta, e l'omogeneizzazione delle spese; il superamento della legge cosiddetta 'ex Cirielli' sulla prescrizione; inasprimento delle pene per alcuni reati di allarme sociale tra cui il voto di scambio politico-mafioso; estinzione di alcuni reati perseguibili a querela in seguito a risarcimento: sono queste le innovazioni della riforma del processo penale definitivamente approvata oggi dall'Aula della Camera con il voto di fiducia.
E’ stato un percorso molto faticoso, molto accidentato, con molte trappole, molti trabocchetti, molte contraddizioni anche in chi lo ha contestato, ma a quasi tre anni dalla presentazione del ddl – era il 23 dicembre 2014 quando arrivavano alla Camera le ‘Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena’ – possiamo dire di essere riusciti a trovare un equilibrio e garanzie nelle procedure e pene severe per i reati più odiosi.
La scelta del voto di fiducia non è una forzatura perché, dopo tre anni di discussioni e di confronto sia politico che con gli operatori della giustizia, era necessario concludere il percorso con un testo perfettibile, ma equilibrato.
Per quanto riguarda le intercettazioni per le quali è stata dimezzata la spesa, infatti, nei prossimi tre mesi il Guardasigilli dovrà presentare un decreto legislativo per disciplinarne l’uso trovando una mediazione tra l'esigenza degli inquirenti di portare avanti l'indagine e quella alla riservatezza su dati e informazioni personali che nulla hanno a che fare con l'inchiesta stessa. Arrivano invece pene più severe per il voto di scambio politico mafioso e condanne più dure anche per furto in abitazione, furto con strappo. Per reati di corruzione, una volta iniziato il processo, il tempo di prescrizione potrà aumentare della metà anziché di un quarto come oggi. E’ un altro pezzo del programma di governo che si realizza, un altro passo per dare garanzie agli italiani in qualunque
condizione si trovino di fronte al processo, siano vittime, siano testimoni, siano imputati. Il ministro Orlando parla di ‘giornata positiva per la giustizia italiana’, mi associo al suo giudizio.

Marina Sereni, 2009-2015