Marina Sereni
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05-07-2017
RAPPORTO ANNUALE 2016 INAIL
"MENO INFORTUNI, MA ORA PIU' PREVENZIONE, CONTROLLI, TECNOLOGIA"
"Da alcuni anni l’andamento infortunistico è in costante calo, il che sta a significare che le misure adottate per migliorare sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro funzionano e vanno nella giusta direzione. Ciò non toglie, tuttavia, che occorre continuare a immaginare possibili miglioramenti normativi e amministrativi, soprattutto per intervenire sulle cause che determinano ambienti di lavoro insicuri e insalubri, favorendo un diffuso processo di ammodernamento dei contesti organizzativi e dei modelli gestionali del lavoro. La prevenzione degli infortuni passa sicuramente attraverso una azione determinata contro il lavoro nero e irregolare e, più specificamente, una incisiva azione ispettiva e di controllo". L’ho detto dando il benvenuto alla Camera dei Deputati agli intervenuti alla alla presentazione del rapporto annuale dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, INAIL. Ecco il mio intervento.

 

 

Presentazione della relazione annuale INAIL 2016

5 luglio 2017

 

Rivolgo il mio saluto, in rappresentanza della Camera dei deputati, al Presidente De Felice e a tutti gli intervenuti alla presentazione del rapporto annuale dell’INAIL, che costituisce come sempre un momento importante di riflessione sui temi della sicurezza sul lavoro nel nostro Paese.

Com’è noto, ormai da alcuni anni l’andamento infortunistico è in costante calo, il che sta a significare che le misure adottate per migliorare sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro funzionano e vanno nella giusta direzione. Ciò non toglie, tuttavia, che occorre continuare a immaginare possibili miglioramenti normativi e amministrativi, soprattutto per intervenire sulle cause che determinano rischi per la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro, favorendo un diffuso processo di ammodernamento dei contesti organizzativi e dei modelli gestionali del lavoro.

La prevenzione degli infortuni sul lavoro passa sicuramente attraverso una azione determinata contro il lavoro nero e irregolare e, più specificamente, una incisiva azione ispettiva e di controllo. A questo riguardo vorrei richiamare – al di là dei dati e degli elementi che verranno forniti al riguardo nella Relazione -  l’importante lavoro svolto dagli ispettori dell’INAIL, sostenuto in modo efficace da una “business intelligence” che ha consentito di concentrare le risorse sulle imprese maggiormente a rischio di irregolarità. Si tratta di un patrimonio di esperienza che è necessario valorizzare anche all’interno del nuovo contesto istituzionale dell’attività ispettiva come definito dal Jobs Act, incentrato sul nuovo Ispettorato nazionale del lavoro.

L’attività dell’INAIL si inserisce all’interno di un quadro regolatorio che ha registrato, negli anni recenti, una evoluzione volta alla semplificazione amministrativa e procedurale, in un'ottica di riduzione degli adempimenti burocratici concentrata, in particolare, sulle aziende operanti in settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, individuate sulla base degli indici infortunistici elaborati dalI’INAIL. Per quanto riguarda le più significative misure contenute nel Jobs act (decreto legislativo n.151 del 2015), ricordo il calcolo dei premi assicurativi in via telematica, la semplificazione delle procedure per la denuncia degli infortuni e l‘abrogazione dell‘obbligo di tenuta del registro infortuni.

Di grande importanza, in questo contesto, sono gli incentivi volti a premiare i buoni risultati sul versante della sicurezza, attraverso un più stretto collegamento tra il premio assicurativo richiesto e gli infortuni riscontrati, incentivi che mi auguro possano interessare un numero sempre crescente di imprese in tutti i settori produttivi. Si tratta senza dubbio di un’azione importante, che occorre valorizzare e sostenere anche dal punto di vista finanziario, posto che anche attraverso questa via, ossia premiando le imprese più responsabili, è possibile contribuire a quella riduzione del costo del lavoro che è essenziale per la ripresa economica nel nostro Paese.

Sul versante interno, l’INAIL sta gestendo un impegnativo processo di rinnovamento, che muove dalle misure di razionalizzazione assunte dal legislatore con la progressiva riduzione dei premi e la fissazione di significativi obiettivi di risparmio sulle spese di funzionamento dell’Ente, il che implica anche una costante attività di verifica della sostenibilità economica, finanziaria e attuariale dei nuovi livelli di premi e prestazioni. Per conseguire gli obiettivi fissati dal legislatore l’INAIL è impegnato in un incisivo ed ambizioso processo di ammodernamento delle strutture amministrative e delle modalità operative, che dovrà proseguire e rafforzarsi, puntando sulla valorizzazione delle professionalità interne e sul miglior uso delle tecnologie.

Altro capitolo importante è quello della ricerca finalizzata allo sviluppo di tecnologie per supportare la riabilitazione e il reinserimento lavorativo dei soggetti infortunati. La robotica apre prospettive nuove e affascinanti, impensabili fino a qualche anno fa, soprattutto nel settore delle nuove protesi. A tale proposito vorrei ricordare che la legge di bilancio approvata alla fine dello scorso anno contiene una disposizione (articolo 1, comma 82, della legge n.232 del 2016) che autorizza l’INAIL a sottoscrivere quote di fondi comuni di investimento di tipo chiuso dedicati all’attivazione di start-up innovative o a partecipare a start-up di tipo societario finalizzate all’utilizzazione industriale della ricerca, aventi quale oggetto sociale lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi di alto valore tecnologico. Si tratta di una grande opportunità, che sono sicura l’INAIL saprà cogliere e sfruttare al meglio, non facendo mancare il suo prezioso contributo al finanziamento e allo sviluppo della ricerca, all’abbreviazione dei tempi di trasferimento tecnologico e alla riduzione dei costi dei prodotti.

Infine, per quanto concerne l’informatizzazione e la gestione dei dati, grande rilievo assume la collaborazione avviata tra Istat, Ministero del lavoro, Inps e Inail, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio informativo in possesso degli enti. A tale riguardo auspico che questa collaborazione si rafforzi sempre più e possa portare rapidamente alla  costituzione di quella base conoscitiva comune necessaria per indagare, con criteri condivisi e scientificamente  rigorosi, le dinamiche del mercato del lavoro, con l’ obiettivo di fornire ai policy makers, in un futuro non troppo lontano, gli elementi necessari per implementare politiche sociali efficaci e misurarne gli esiti, contribuendo anche per questa via a radicare finalmente nel nostro Paese una reale cultura della valutazione.

Su tutti questi aspetti la relazione annuale che oggi viene presentata fornirà, come sempre, spunti di riflessione interessanti, in relazione ai quali la politica non mancherà di offrire il proprio contributo per assicurare il comune obiettivo di un Ente sempre più capace di agire in modo efficace per la promozione della sicurezza dei lavoratori del nostro Paese.

Marina Sereni, 2009-2015