Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>178</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>146</b> Impegni in Italia
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05-07-2017
OK DEFINITIVO ALLA CAMERA
"LA TORTURA E' DELITTO: L'ITALIA ASPETTAVA DA 30 ANNI"
Dopo un iter travagliato e quattro letture parlamentari, dopo trent'anni dalla ratifica della Convenzione  Onu del 1984, l'Italia ha finalmente introdotto nel codice penale il reato di ‘tortura ed altri maltrattamenti e pene inumane e degradanti’. Come sempre, quando si toccano temi controversi - che mettono in gioco i diritti di ciascuno e di tutti anche di fronte alle ragioni della sicurezza collettiva - c’è chi si esprime criticamente su questa legge, portando ragioni certamente di rilievo. Personalmente, come sempre in questi passaggi, credo invece che le luci prevalgano sulle ombre.  Non perché la norma sia perfetta ma perché la legge rompe un'insostenibile resistenza, supera un ingiustificabile ritardo e costituisce un approdo da cui è possibile partire per altri traguardi. Meglio di trent’anni d’immobilismo, meglio dello scontro ideologico tra tesi opposte che non hanno trovato mai un punto di sintesi in questi anni.  Capisco chi dice che la legge con cui l'Italia introduce il reato di tortura avrebbe potuto essere più incisiva e più vicina ai dettami internazionali, ma il compromesso raggiunto per la prima volta prevede che si debba rendere giustizia alle vittime degli abusi,  che si puniscano i comportamenti violenti degli appartenenti alle forze dell'ordine, cioè di coloro che disonorano i corpi di sicurezza. Sarà l'attuazione concreta e la consapevolezza crescente nella opinione pubblica a dirci se le norme che oggi approviamo riusciranno pienamente a raggiungere l'obiettivo dando anche una risposta ai richiami dell'Europa. Un passo avanti, una legge comunque di civiltà dalla quale non si potrà più tornare indietro.
Marina Sereni, 2009-2015