Marina Sereni
Marina Sereni
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12-07-2017
IV RAPPORTO AUTORITA' REGOLAZIONE TRASPORTI
"GARANTIRE BILANCIAMENTO TRA CONCORRENZA E DIRITTO ALLA MOBILITA'"
Concorrenza, tecnologie,  investimenti, reti transnazionali, alta velocità, mobilità pulita...ma un sistema di trasporti efficiente deve consentire di migliorare le condizioni di benessere degli individui, contribuire a ridurre il rischio di esclusione sociale, offrire opportunità rafforzando i diritti di libertà e i diritti di cittadinanza. Le competenze dell'Autorità di regolazione dei Trasporti, che ha presentato a Montecitorio il suo quarto rapporto, devono garantire l’effettivo ed adeguato bilanciamento tra le esigenze di apertura dei mercati e della concorrenza e la tutela dell’interesse dei cittadini soprattutto nei casi in cui si tratti di servizio pubblico. Questo il mio indirizzo di saluto alla presentazione.

 

 

PRESENTAZIONE QUARTO RAPPORTO ANNUALE

AUTORITA’ DI REGOLAZIONE DEI TRASPORTI

Sala della Regina 12 luglio 2017 ore 15.00

 

 

E’ un piacere per me accogliere e salutare a nome della Presidenza della Camera il Presidente Camanzi, i componenti dell’Autorità  e tutti gli intervenuti alla presentazione del quarto Rapporto annuale di attività dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Il sistema dei trasporti rappresenta non soltanto uno dei settori trainanti dello sviluppo economico del Paese, ma anche e soprattutto uno degli ambiti nei quali i diritti costituzionali fondamentali, come quello alla mobilità, si declinano in politiche concrete volte a garantire i cittadini, specie quelli più deboli.

Assicurare un adeguato livello di investimenti infrastrutturali, uno sviluppo ordinato ed equilibrato delle reti di trasporto, realizzare tempestivamente le opere pubbliche finanziate è compito della politica e dell’amministrazione pubblica. Raggiungere un equilibrio tra domanda e offerta tale da stimolare un utilizzo intelligente e funzionale delle infrastrutture dipende anche, se non in maniera determinante, dalle scelte degli operatori di settore. Tali scelte tuttavia possono essere orientate da una regolamentazione agile che punti a promuovere il più efficace contemperamento tra le esigenze della domanda e dell’offerta.

Come per altri settori e servizi tale regolazione diventa sempre più sovranazionale man mano che i mercati dei trasporti (come già avvenuto ad esempio negli ultimi anni con riferimento al trasporto ferroviario) si aprono alla concorrenza e le molteplici iniziative europee (da ultimo il pacchetto europeo sulla mobilità pulita, competitiva ed interconnessa) spingono verso un’integrazione quasi completa in questo settore assimilabile, per certi versi, a quella che, quasi contemporaneamente, si intende realizzare ad esempio con il mercato unico digitale.

Le risorse investite negli ultimi anni per le grandi infrastrutture di trasporto, nel quadro della realizzazione della rete transeuropea dei trasporti, non hanno inciso tuttavia solo sotto il profilo economico ma hanno prodotto un impatto assai rilevante nella vita dei cittadini. Basti pensare alla rete ferroviaria ad alta velocità che, consentendo di collegare in tempi assai rapidi luoghi un tempo lontani, ha permesso a molte persone scelte di vita prima oggettivamente non praticabili: si è così generato un nuovo pendolarismo tra grandi centri urbani, che insiste su un servizio di trasporto a mercato, e sono emersi nuovi bisogni e nuove criticità che richiedono risposte complesse, anche a livello di regolamentazione, come è ben noto all’Autorità che su questa specifica problematica è stata ed è tuttora direttamente impegnata.

Questa dimensione sociale del trasporto pubblico è stata analizzata anche nell’ambito del G7 trasporti svoltosi a Cagliari pochi giorni fa, sottolineando proprio come un sistema di trasporti efficiente consente di migliorare sia le condizioni di benessere degli individui sia di contribuire a ridurre il rischio di esclusione sociale, offrendo più opportunità e in definitiva rafforzando i diritti di libertà e i diritti di cittadinanza.

Tutto quanto detto impone, accanto agli investimenti realizzati e programmati nel settore delle infrastrutture stradali, ferroviarie e intermodali, una rinnovata attenzione per il trasporto pubblico locale e pendolare, e soprattutto richiede di affrontare la sfida del futuro per l’individuazione di nuovi modi di gestione della mobilità nelle grandi aree urbane, che dovranno diventare sempre più smart cities fortemente integrate, attraverso un uso più ampio dei sistemi di trasporto intelligenti, idonei a produrre vantaggi non solo sull’uso dell’infrastruttura esistente, ma anche sulla sicurezza e, in definitiva, sull’efficienza dei trasporti.

Allo stesso modo, l’individuazione di modalità di trasporto innovative nelle aree a domanda debole può senz’altro produrre un miglioramento del benessere collettivo e favorire l’inclusione sociale. Ancora una volta questo è reso possibile dal progressivo diffondersi delle nuove tecnologie.

Appare sempre più chiaro che il settore del trasporto non può più essere visto come un mero accostamento di mezzi diversi e in concorrenza tra loro e che il sistema dei trasporti deve essere sempre più integrato, perché solo così si può realmente garantire non solo il diritto dei cittadini alla mobilità ma anche una circolazione delle merci sostenibile, economica e rispettosa dell’ambiente, perseguendo l’obiettivo europeo che prevede che entro il 2030 almeno il 30 per cento dei trasporti di lunga distanza delle merci debbano essere effettuati su ferro e per vie d’acqua interne (per giungere al 50% nel 2050). Gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie e la ormai consolidata sensibilità ambientale in Europa fanno sperare nella realizzazione di un connubio felice che ha però necessità assoluta, come ricordavo, di un adeguato apparato normativo e regolatorio di supporto.

In questo quadro diventa centrale il ruolo dell’Autorità che oggi presenta la sua quarta relazione al Parlamento. Le sue competenze sono infatti presidio essenziale per garantire l’effettivo ed adeguato bilanciamento tra le esigenze di apertura dei mercati e della concorrenza e la tutela dell’interesse dei cittadini a fruire di servizi di trasporto di buona qualità, e tali da garantire, soprattutto nei casi in cui si tratti di servizi sottoposti ad oneri di servizio pubblico, la piena esplicazione del diritto alla mobilità.

La tutela dei diritti dei passeggeri, attraverso la fissazione del contenuto minimo degli specifici diritti, anche di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture di trasporto è uno dei compiti più delicati dell’Autorità che nel sistema deve bilanciare in materia equilibrata la domanda di mercato e l’offerta di servizi.

Altrettanto delicato è il ruolo di regolazione con riferimento ai diritti aeroportuali e alle modalità di accesso alla rete ferroviaria, nonché all’ambito autostradale, a presidio della concorrenza in questi settori, nonché nella determinazione di misure per la redazione dei bandi e delle convenzioni relativi alle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto pubblico locale e per l’individuazione degli ambiti di servizio pubblico, rispetto ai quali l’Autorità con i suoi interventi può stimolare l’efficienza della gestione.

L’Autorità, nell’esercizio rigoroso delle sue prerogative, è infine intervenuta autorevolmente in questi anni fornendo il proprio contributo su temi oggetto di grandissima attenzione politica come la delicata problematica della riforma dei servizi pubblici non di linea e quella riguardante il trasporto pubblico interregionale, manifestando in queste circostanze il proprio orientamento in maniera chiara e puntuale e contribuendo quindi al dibattito pubblico in maniera indubbiamente proficua.

Ritengo quindi di poter concludere il mio breve saluto, esprimendo l'auspicio che l'Autorità possa proseguire nelle attività avviate e nel ringraziare ancora il Presidente Camanzi gli cedo a questo punto la parola per l’illustrazione della relazione.

Marina Sereni, 2009-2015