Marina Sereni
Marina Sereni
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01-08-2017
OK AL DECRETO PER IL MEZZOGIORNO
"IN ARRIVO 3,4 MILIARDI PER CONSOLIDARE LA CRESCITA E FAR RIPARTIRE IL SUD"
Con l’approvazione del decreto Sud si aggiunge un altro tassello fondamentale  di riforma delle politiche rivolte al Mezzogiorno d’Italia, alla sua difficile, ma indispensabile, ripresa. I dati Istat e Svimez ci hanno detto proprio in questi giorni che nel 2017 il Sud, pur partendo da una situazione economica difficilissima, è tornato a crescere e che in media cresce più dell’intero Paese: aumentano di più in particolare sia le esportazioni, sia i posti di lavoro. Con le norme che approviamo oggi, abbiamo focalizzato l’attenzione sui giovani meridionali, sulle loro capacità, sulla loro voglia di prendere in mano il proprio destino. Lo Stato mette a disposizione le risorse, per chi vuole fare  impresa e per chi vuol mettersi in gioco. Per questo vengono previste nel decreto agevolazioni nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, si prevede un finanziamento fino a 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud”, e 50 milioni di euro per favorire gli imprenditori agricoli under 40. Chi non dispone di mezzi propri per avviare un'attività, avrà a disposizione una potenziale dotazione di 40mila euro (estensibile fino a 200 mila euro, nel caso di un progetto presentato da 5 giovani imprenditori), di cui il 35% a fondo perduto ed il restante 65% con un prestito a tasso zero.

Sono previsti, inoltre, circa 200 milioni di euro per le Zone economiche speciali (Zes); 40 milioni di euro per favorire le politiche attive del lavoro nel Mezzogiorno e 150 milioni di euro per il sostegno amministrativo agli enti locali. Voglio poi segnalare la misura “Banca delle terre abbandonate o incolte” che prevede che i Comuni identifichino i terreni e le aree edificate di cui sono titolari che risultino in stato di abbandono da lungo tempo (almeno 10 anni): questi terreni, a seguito di bando pubblico, possono essere assegnati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni, sulla base di un progetto di valorizzazione specifico presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Un meccanismo di valorizzazione analogo riguarda anche i beni immobili privati.

 Insomma arrivano 3,4 miliardi mirati allo sviluppo di iniziative imprenditoriali nel Mezzogiorno, con una attenzione particolare si giovani. Un impegno economico e politico, perché, se non riparte il Sud è l’Italia intera a restare indietro. Ci sono segnali positivi, ma troppo ampio è ancora il divario e troppo deboli gli effetti sulla condizione sociale della popolazione per consentirci di attenuare l'attenzione.

Marina Sereni, 2009-2015