Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>35</b> Eventi da me promossi
<b>170</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>141</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
19-10-2017
FORUM PUBLIC AFFAIRS 2017
"FORMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE: ATTUARE TUTTO IL JOBS ACT"
“In questi anni abbiamo recuperato quasi un milione di posti di lavoro e in questo certo ha influito positivamente anche il Jobs act. Tuttavia non sono le regole a creare occupazione quanto piuttosto le politiche per la crescita e gli investimenti. La parte più innovativa e importante del Jobs Act - quella che riforma gli ammortizzatori sociali - deve essere ancora pienamente attuata, per accompagnare i lavoratori e i giovani dentro un sistema economico e produttivo in rapida e continua trasformazione." L’ho detto intervenendo al Forum Public Affairs 2017 dal titolo: “Lavoro, investimenti, innovazione. Le sfide del prossimo governo”. “L’innovazione non si può e non si deve fermare. Ma se non governata, se non indirizzata, se non compresa, può provocare disagi, incertezza. Il progresso  tecnologico può creare posti di lavoro ma ne può anche distruggere. La politica, dunque,  deve governare le conseguenze dell’innovazione sia tenendo conto delle esigenze delle imprese - alla flessibilità e al profitto – sia salvaguardando i  diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia accompagnando le trasformazioni con percorsi di formazione continua.  I giovani sono da una parte protagonisti  dell’innovazione,  per altro verso possono essere vittime. Se rimangono ai margini del sistema formativo,  avranno difficoltà a trovare un lavoro e più difficoltà a trovare un lavoro soddisfacente. Nella scuola e nell’alternanza scuola/lavoro i giovani devono essere protagonisti.  Non possiamo conservare il passato, dobbiamo per forza guardare al futuro, ma è importante che la politica sappia trovare un bilanciamento tra le diverse esigenze. Da qui l'importanza per le istituzioni, per i decisori politici, di un confronto alla luce del sole, trasparente,  con i portatori di interessi, tutti gli interessi: imprese, parti sociali, mondi professionali, competenze scientifiche e culturali… L'interesse generale non esiste in natura, per questo nel processo decisionale è utile alla politica poter ascoltare le cosiddette "rappresentanze di interessi" per poi compiere in autonomia le scelte necessarie. È questo il senso del Registro delle Lobby  istituito a Montecitorio così come l'analoga esperienza avviata in questa stessa legislatura al Mise.

Gli articoli che vi propongo (Da Il Sole 24 ore un commento di Alberto Orioli sui risultati di Industria 4.0 e da Il Manifesto un reportage di Massimo Franchi sulla protesta delle lavoratrici della domenica dell'outlet di Castel Romano) suidanno conto di una materia complessa che deve necessariamente essere affrontata senza chiusure ideologiche sia dalle parti sociali che dalla politica, mettendo al centro il valore della persona e la dignità del lavoro.

Marina Sereni, 2009-2015