Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>178</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>146</b> Impegni in Italia
<b>56 </B> Missioni e incontri internazionali
23-11-2017
LE PERIFERIE D'ITALIA A MONTECITORIO
"IMPEGNO OGGI E PER IL FUTURO...NON CI SONO SOLUZIONI ISTANTANEE"
Con eccellente tempismo, nella settimana in cui la Camera ha prorogato fino alla fine della legislatura l'attività della  Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie,  abbiamo ospitato oggi a Montecitorio l’incontro nazionale "La realtà si vede meglio dalle periferie" promosso da associazioni attive in sette città metropolitane: Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Palermo e Torino.Già dal titolo scelto per l’iniziativa - ho sottolineato portando il saluto della Camera - si capisce che mettere insieme esperienze, punti di vista, storie diverse partendo dal basso è essenziale per affrontare seriamente la complessità dei problemi che toccano le aree urbane e le periferie. Così come è indispensabile farlo prendendo il tempo necessario, in modo bipartisan, evitando slogan e polemiche strumentali. Non ci sono soluzioni istantanee ma,  fatta la fotografia della realtà, serve individuare rimedi razionali, mettere in moto processi di medio periodo.

Oggi qui in Parlamento sono entrate donne e uomini che appartengono a realtà e a luoghi diversi della nostra Italia, ma che hanno un tratto comune: aderiscono ad associazioni, sono professionisti, esperti, persone che si sono impegnate dal basso - con uno spirito civico  di questi tempi è particolarmente prezioso-  per costruire delle proposte da rivolgere alle istituzioni per la rigenerazione delle periferie. I campanelli d’allarme sullo stato  delle periferie delle nostre grandi e medie città – degrado fisico, sociale , civile -  non sono recenti. Chi è nelle istituzioni, ma anche chi guarda con attenzione alle realtà delle grandi metropoli in Italia, in Europa e nel mondo, sa che il tema è centrale ed è all’ordine del giorno da molti anni. Disagio sociale, esclusione, illegalità diffusa insieme a migrazioni irregolari – i cosiddetti fantasmi – infiltrazioni delle organizzazioni mafiose, occupazioni delle abitazioni , campi Rom,  mancanza di infrastrutture… Un circolo vizioso, un groviglio che produce intolleranza, violenza, esasperazione sociale.

 Penso si debba dare atto ai governi di questa legislatura, ma anche al Parlamento di questa legislatura, di aver trovato la forza e il coraggio di intervenire su questa materia, di cercare una strada sapendo di avere davanti un fenomeno complesso.  Non  esistono davanti a questo groviglio di contraddizioni e di problemi molto acuti, soluzioni istantanee, immediate. Serve un’azione di decenni, almeno di un decennio. E’ necessaria una politica istituzionale che si  faccia carico di un processo di  rigenerazione delle nostre periferie guardando non all’immediato, non alle prossime elezioni, ma al medio periodo.

 Con il Piano d’azione delle periferie il governo ha avuto esattamente questo coraggio e questa volontà: ha posto davanti all’opinione pubblica, al Parlamento, alle forze politiche un impegno da portare avanti negli anni a venire. E il Parlamento ha saputo accompagnare questo lavoro costituendo nel novembre dello scorso anno la Commissione parlamentare di inchiesta che, come ho ricordato, continuerà a lavorare fino alla fine della legislatura. Il lavoro di questa commissione – le visite sul territorio, i sopralluoghi, le audizioni, gli incontri con realtà sociali e istituzionali, con soggetti pubblici e privati, con associazioni che rappresentano le persone in carne ed ossa – si concluderà con una relazione che consegneremo al prossimo Governo e al prossimo Parlamento. Sarà non solo una analisi e una fotografia della realtà che si è andata componendo in questi mesi,ma anche un insieme di proposte - molte delle quali emerse anche dal confronto con realtà associative e buone pratiche del territorio - per migliorare l'impatto delle risorse già disponibili, per dare continuità e stabilità al lavoro avviato per la rigenerazione delle periferie.

Marina Sereni, 2009-2015