Marina Sereni
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RISANAMENTO DEL BACINO IMBRIFERO DEL TRASIMENO
 

Proposta di legge: BOCCI, SERENI, TRAPPOLINO, VERINI, LUCIANO ROSSI, GIRLANDA, LAFFRANCO:

"Disposizioni per il risanamento del bacino imbrifero del Lago Trasimeno"

Presentata il 13 settembre 2012

Relazione

Onorevoli Colleghi! — I laghi e le zone umide rappresentano alcuni degli ecosistemi più delicati al mondo e richiedono un grande impegno per preservare lo straordinario patrimonio di biodiversità che custodiscono e dove vivono esemplari unici e preziosi per l'intero ecosistema.
A ciò si aggiunge il considerevole valore economico che queste realtà rappresentano, le quali, se adeguatamente valorizzate e promosse, sono in grado di riattivare o sostenere le economie locali.
La tutela degli ecosistemi acquatici rientra tra gli obiettivi di molti accordi internazionali e di direttive europee recepite anche in Italia, quali la Convenzione di Ramsar del 1971 (decreto del Presidente della Repubblica n. 448 del 1976), la Convenzione per la diversità biologica di Rio de Janeiro del 1992 (legge n. 124 del 1994) e le direttive europee sugli uccelli selvatici (2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009), sulle acque (2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000 detta «WFD») e sugli habitat (92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992).
Si tratta di norme che prevedono obiettivi di qualità, metodologie di monitoraggio e strumenti di tutela e di manutenzione che devono essere integrati tra loro.
Tutti questi elementi evidenziano l'importanza delle zone umide ma indicano anche la complessità di gestione che deve saper combinare la naturalità dei luoghi, la loro tutela e le loro corrette fruizione e valorizzazione anche a vantaggio delle comunità locali.

 

In questo contesto rientra a pieno titolo anche il lago Trasimeno, che risulta sottoposto alle normative di tutela sia europee che nazionali, in virtù delle caratteristiche del tutto peculiari che rendono ancora più delicato il suo ecosistema.
Il lago Trasimeno, infatti, ha una superficie di 128 chilometri quadrati (km2) – è il più grande dell'Italia centrale e il quarto per dimensioni in Italia – e risulta caratterizzato da una scarsa profondità che non supera i 6 metri (m), con una profondità media di circa 4,3 m.
Il Lago, interamente compreso nel comprensorio del Trasimeno della provincia di Perugia, non ha emissari naturali, ma l'emissario artificiale del Trasimeno fa confluire eventuali acque in eccesso nel fiume Tevere attraverso il torrente Caina. La sua portata è alimentata principalmente dalle piogge e dai torrenti Rigo Maggiore, Tresa, Moiano e Maranzano, che confluiscono nell'immissario artificiale dell'Anguillara, mentre Paganico e Pescia sono i due torrenti immissari naturali del Lago.
Da studi scientifici risulta che i bassi livelli di acqua per il Lago Trasimeno non sono una novità, caratterizzato com’è da una scarsa profondità dei fondali e da livelli di portata idrica molto variabili, legati alle fasi climatiche, innalzandosi nei periodi umidi e abbassandosi nei periodi di siccità. Si tratta di un dato che risulta documentato fin dal XVIII secolo secondo le osservazioni svolte da uno studioso amico di Galilei, Benedetto Castelli, che nel 1639 ideò a Perugia, presso l'abbazia di San Pietro, il pluviometro per misurare l'intensità di pioggia e sperimentato proprio per studiare le oscillazioni del livello delle acque del Lago Trasimeno.
Da sempre l'evaporazione che interessa il Lago Trasimeno costituisce il maggiore flusso di uscita delle acque che, secondo stime recenti, risulta essere pari a un volume medio annuo di 125-150 milioni di metri cubi.
Per avere termini di paragone si consideri che l'intero fabbisogno idrico per usi civili di tutta l'Umbria è di circa 85 milioni di metri cubi all'anno e che il fabbisogno per usi irrigui dell'intera regione è di circa 107 milioni di metri cubi all'anno, il prelievo di acqua dal Lago Trasimeno per irrigazione per scopi idropotabili è di circa 15 milioni di metri cubi all'anno ed è attualmente in sensibile diminuzione rispetto al passato.
La riduzione delle precipitazioni che si è registra dagli anni novanta ad oggi non ha avuto una particolare incidenza sui livelli critici del livello delle acque del Lago Trasimeno e questo grazie ai continui interventi di manutenzione svolti regolarmente dai soggetti preposti al controllo del Lago.
A fronte di questo andamento climatico, che risulta essere un fattore condizionante per la salvaguardia dell’habitat del lago Trasimeno, gli enti preposti hanno svolto nel tempo e continuano a svolgere una costante attività di manutenzione del bacino del Lago nonché la promozione dell'intero comprensorio proprio in virtù dell'elevata valenza ambientale, arricchita da un'importante presenza antropica riconducibile alla «città diffusa» e da un'importante risorsa economica costituita dal turismo e su cui puntare con una promozione da sostenere tutto l'anno e non solo in estate. A queste si aggiungono le attività imprenditoriali presenti nella zona quali quelle legate all'agricoltura, alla pesca, alla pescicoltura e alla navigazione.
Per quanto concerne le attività agricole, queste hanno una importante incidenza sui prelievi dal Lago Trasimeno, anche se negli ultimi anni sono state caratterizzate da un significativo trend in riduzione.
Tuttavia, se rispetto agli anni passati si è registrata una discreta contrazione delle superfici investite, con colture idroesigenti, è auspicabile che tale processo continui, insieme all'incremento di utilizzo delle tecniche di irrigazione più efficaci ed efficienti, come quelle di microirrigazione, che riducono i quantitativi di acqua che si perdono nel sistema e che sono pertanto sottratti inutilmente alla risorsa idrica disponibile. Per quanto concerne la tecnica di irrigazione per aspersione è invece auspicabile che gli utilizzatori impieghino le tecnologie più avanzate presenti in commercio,

 

oltre a essere adeguatamente formati per lo svolgimento di una razionale pratica irrigua.
Per arginare il problema dell'uso della risorsa idrica proveniente direttamente dal Lago Trasimeno molto importante è il contributo derivante dalla realizzazione della rete di adduzione dall'invaso di Montedoglio, le cui linee allo stato attuale hanno raggiunto il comune di Castiglione del Lago.
Ad oggi tutto il comprensorio irriguo nord gestito dalla comunità montana Monti del Trasimeno per una superficie di circa 1.800 ettari (ha), di cui irrigui circa 1.000 ha, è allacciato alle condotte primarie provenienti dalla diga, mentre sono in stato avanzato di realizzazione le condotte che raggiungono la zona sud.
Infine si ricorda che per il comprensorio nord, ormai allacciato alla diga di Montedoglio, le condotte secondarie che raggiungono direttamente le aziende sono ormai funzionanti da anni, mentre nel comprensorio sud sono già stati programmati i finanziamenti per realizzare le condotte secondarie.
Per ciò che attiene l'aspetto turistico e culturale un ruolo importante potranno svolgere anche gli ecomusei, riconosciuti dalla regione Umbria con la legge regionale n. 34 del 2007, peraltro già presenti nel comprensorio del Lago Trasimeno e in grado di documentare, interpretare e recuperare la memoria storica, la cultura materiale e immateriale, le conoscenze, i sapori, le tradizioni e le produzioni locali, le pratiche e gli stili di vita e di lavoro attraverso il coinvolgimento attivo delle popolazioni locali, al fine di garantire uno sviluppo futuro in grado di preservare l'identità del territorio e del suo paesaggio, che rappresenta la ricchezza fondamentale dell'area del Lago in un'ottica di valorizzazione basata sulla cultura della sostenibilità.
Anche per garantire questo tipo di attività e di promozione legate al turismo, in armonia con la conservazione dell'ambiente lacuale, il bacino del Lago Trasimeno è stato oggetto di un susseguirsi di interventi diretti a stabilizzare per quanto possibile il livello delle acque, nell'ottica di rendere sempre più idonee le sponde alla vita delle persone. A tal fine opera da tempo la provincia di Perugia che è l'ente competente per le funzioni che la regione Umbria ha delegato in materia con la legge regionale n. 39 del 1980. In particolare la provincia svolge tutte le attività amministrative e tecniche che riguardano la costruzione, la manutenzione e la regolazione di opere idrauliche e di corsi d'acqua sul bacino del lago Trasimeno e, attraverso l'ispettorato di porto, si occupa della navigazione e della gestione dei porti lacuali, della gestione, manutenzione e valorizzazione dell'ambiente del bacino lacuale e, infine, della gestione delle concessioni demaniali, delle escavazioni in alveo e del servizio di piena.
Per contenere gli effetti negativi legati al ricorrente abbassamento del livello delle acque sia per gli abitanti che per le attività turistico-ricettive presenti nel bacino del Lago Trasimeno, nonché per impedire il degrado irreversibile delle strutture spondali nelle parti fondali, soprattutto negli anni di crisi in cui si registravano bassi livelli delle acque del Lago, sono state svolte le seguenti tipologie di interventi:

1) manutenzioni delle aree spondali demaniali;

2) approfondimenti dei fondali e manutenzione delle rotte di navigazione;

3) recupero del degrado strutturale delle darsene e degli approdi e adeguamenti dei bassi livelli;

4) manutenzione e gestione dei corsi d'acqua, delle opere idrauliche di terza categoria e della linea navigabile;

5) intercettazione del trasporto solido e rimozione dei conoidi;

6) lotta integrata ai chironomidi;

7) interventi vari di miglioramento della ricettività dei centri rivieraschi;

8) manutenzione delle piste ciclabili e altro.

 

Questi interventi nel loro complesso hanno permesso di mantenere un buon flusso turistico che ha risentito più della crisi del settore del turismo in generale piuttosto che della condizione fisica del Lago Trasimeno.
Quello turistico, peraltro, è un settore da tenere in debita considerazione viste le presenze che regolarmente registra anche in termini di passeggeri in transito nelle linee di navigazione.
Il movimento turistico del comprensorio del Lago Trasimeno ha recentemente almeno in parte recuperato le presenze registrate negli anni migliori, infatti nel periodo gennaio-ottobre 2011 le presenze turistiche nelle strutture alberghiere ed extralberghiere sono state pari a 962.443, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2010 del 9,3 per cento, come emerge dai dati diffusi dal servizio turistico territoriale dell'agenzia di promozione turistica dell'Umbria.
La realizzazione delle opere di manutenzione riconducibili alle tipologie di interventi elencate è stata finanziata con fondi statali destinati alla crisi idrica, legata quindi ai bassi livelli del Lago Trasimeno che si sono registrati a partire dal 2003 e disposti con ordinanze del presidente della giunta regionale, nominato commissario straordinario per l'emergenza idrica del Lago Trasimeno, erogati tra il 2003 e il 2008 per un importo complessivo di 9.831.100 euro.
Gli interventi fin qui eseguiti hanno cercato di porre rimedio alla progressiva e costante diminuzione degli apporti meteorologici al Lago Trasimeno che ha determinato un sensibile abbassamento del suo livello al di sotto della «quota di regolazione» convenzionalmente stabilita, il cosiddetto «zero idrometrico», posto a 257,33 metri dalla superficie al livello del mare. Si tratta di una situazione che rende difficile le attività più caratteristiche che si svolgono nell'area lacuale e che la rendono una risorsa economica e turistica particolarmente attraente, quali l'esercizio della navigazione pubblica e l'uso delle strutture portuali ad essa legati, l'attività di diporto, l'accesso ai numerosi ponti e approdi del Lago nonché la fruizione delle spiagge destinate alla balneazione e alle aree di pertinenza dei campeggi che si trovano lungo le rive del Lago.
Un altro problema da affrontare è stato anche quello di controllare l'aumento delle popolazioni degli insetti, in particolare i chironomidi che hanno trovato le condizioni ideali per proliferare nelle zone in cui si registravano pochi centimetri d'acqua.
Per far fronte a tutta questa varietà di problemi sono stati adottati provvedimenti sia da parte dell'Autorità di bacino del fiume Tevere, che della regione Umbria e negli ultimi anni anche del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché della provincia di Perugia. In particolare sono state messe a disposizione di quest'ultima alcune linee di finanziamento con diverse modalità di erogazione e di spesa, che hanno reso possibile una serie di interventi di manutenzione straordinaria oltre che di potenziamento di quella ordinaria, tali da attenuare le citate problematicità tipiche del Lago Trasimeno e in grado di rendere comunque attraente l'offerta turistica mantenendo così un buon livello di presenze di turisti sia italiani che stranieri.
Tra gli interventi di manutenzione svolti e da svolgere regolarmente rientrano a pieno titolo le attività di gestione e di manutenzione dei fondali attraverso operazioni di dragaggio, per garantire l'accesso e la sicurezza della navigazione pubblica e da diporto nei laghi regionali, nonché le attività relative al ripristino dell'officiosità idraulica nei corsi d'acqua.
Tali attività rappresentano un servizio di primaria importanza sia per quanto concerne gli aspetti turistico-ricettivi connessi alla fruizione degli specchi d'acqua regionali, con particolare riferimento al Lago Trasimeno, che per quanto riguarda le pubbliche incolumità e sicurezza in merito ai corsi d'acqua.
Le attività di gestione e di manutenzione dei corpi idrici regionali comportano necessariamente la produzione di materiali inerti e la rimozione di materiale fangoso, sia con mezzi meccanici che con draghe.
A seguito dell'annullamento dei fondi trasferiti dallo Stato, si è proceduto, d'intesa con la regione Umbria, a verificare la disponibilità di reperire altre risorse nei vari capitoli del bilancio regionale dedicati al Lago Trasimeno derivanti da economie e da finanziamenti già riconosciuti, da residui o da altre disponibilità. Tale ricognizione ha portato all'individuazione di residui che hanno consentito di impiegare circa 2.700.000 euro nel triennio 2009-2011 (468.082 euro nel 2009, 1.066.000 euro nel 2010 e 1.173.350 euro nel 2011, per un totale di 2.707.435 euro), destinati per varie attività che vanno dalla manutenzione delle strutture di pontili alla navigazione e all'idraulica.
Opere che devono essere continuate nell'intero areale del Lago Trasimeno per non perdere i benefìci di un'azione costante e attenta da sempre svolta e a tutela e a salvaguardia di un ecosistema complesso e delicato come quello del Lago. Proprio per non vanificare gli interventi fin qui svolti per proteggere le impegnative opere di canalizzazione svolte negli anni cinquanta serve quindi un impegno finanziario straordinario anche da parte dello Stato.

Marina Sereni, 2009-2015