Marina Sereni
Marina Sereni
“In questi anni abbiamo recuperato quasi un milione di posti di lavoro e in questo certo ha influito positivamente anche il Jobs act. Tuttavia non sono le regole a creare occupazione quanto piuttosto le politiche per la crescita e gli investimenti. La parte più innovativa e importante del Jobs Act - quella che riforma gli ammortizzatori sociali - deve essere ancora pienamente attuata, per accompagnare i lavoratori e i giovani dentro un sistema economico e produttivo in rapida e continua trasformazione." L’ho detto intervenendo al Forum Public Affairs 2017 dal titolo: “Lavoro, investimenti, innovazione. Le sfide del prossimo governo”. [segue...]
Ascoltare, studiare, proporre…con questi tre verbi Giorgio Zanin, deputato Pd alla prima legislatura, racconta agli studenti la sua l’esperienza. Domande e risposte  hanno dato vita ad un libro "Servizio in Camera. Cosa fa e come lavora un parlamentare" che abbiamo presentato oggi a Montecitorio. Verbi che condivido pienamente perché soltanto se si ascolta, si studia, e poi si è in grado di trasformare in proposta quello che si è sentito e approfondito, si fa bene il mestiere di rappresentante del popolo in Parlamento. Il libro, molto chiaro e ben scritto, è un vademecum per gli eletti, ma anche per gli elettori, perché non è sempre facile giudicare il lavoro dei deputati o dei senatori. . [segue...]
L’Alleanza nazionale contro la povertà ha avuto un ruolo fondamentale nel far compiere al nostro Paese un grande passo avanti in tema di lotta alla povertà e alle diseguaglianze. Questa legislatura ha segnato una piccola grande svolta in Italia, prima con l’avviamento del Sia (sostegno all’inclusione attiva) in via sperimentale e poi con la delega sul Reddito di Inclusione sociale. L'Alleanza contro la povertà ha fatto azione di lobbying – perché le lobby possono aiutare se agiscono nella trasparenza come il nostro regolamento prevede - ha rappresentato le organizzazione che operano nel welfare e ha avuto un’influenza positiva nel processo decisionale del Parlamento.
 L'ho detto  salutando i convenuti a Montecitorio alla celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà istituita dalle Nazioni Unite nel dicembre del 1992. [segue...]

La legge elettorale uscita dalla Camera e ora al Senato fa ancora discutere. La metto così: non sarà questa legge che potrà farci dire la sera delle elezioni chi avrà vinto e chi governerà. D'altra parte certo sarebbe stato molto peggio affrontare il voto con due regole elettorali difformi uscite dalla Consulta. Né credo sarebbe stato più efficace ai fini della governabilità approdare al modello tedesco su cui pure si è lavorato nei mesi scorsi e che è saltato per l'inaffidabilità del M5S al momento dell'esame in aula.

Insomma, si conferma che la legge elettorale perfetta non esiste e che più ci si avvicina alla data del voto più è oggettivamente difficile trovare una sintesi e un punto di equilibrio. Il voto di una buona parte delle opposizioni su questa proposta è la migliore dimostrazione dello sforzo positivo  fatto in Parlamento. La fiducia - di fatto tecnica - posta dal Governo sul testo della Commissione non toglie nulla, anzi, a questo risultato.  Proprio per questo, nelle condizioni date, considero il testo approvato alla Camera oltre che ragionevole, utile per cercare di uscire da una stagione di grande incertezza politica,  aggravatasi ahimè dopo la bocciatura della riforma costituzionale nel referendum del 4 dicembre. Impianto sostanzialmente proporzionale, collegi uninominali e brevi liste di partito: un mix che facilita, ma non obbliga la creazione di alleanze.

Ho letto oggi una lettera del candidato premier 5S Di Maio che lamenta una presunta incostituzionalità della legge proprio per la possibilità prevista per più liste o partiti di collegarsi allo stesso candidato nei collegi uninominali: ma volere, e sapere, costruire alleanze è una scelta squisitamente politica!   Non c'è nessun trucco e nessun intento penalizzante verso il M5S, come peraltro dimostrano, alla luce dei sondaggi disponibili, le numerose proiezioni sui possibili risultati tra i diversi schieramenti.

Per i due ‘gruppi’ di centrodestra e di centrosinistra si apre ora una bella partita. Berlusconi, Salvini, Meloni manifestano tra loro non poche differenze politiche e di visione (basti pensare al ruolo e alla configurazione dell'Unione Europea, o al tema dei referendum autonomisti del Nord) però mi sembra diano per scontato di poter trovare un accordo.

E dalla nostra parte? Con questa nuova legge elettorale - che, spero, sarà rapidamente confermata dal Senato - si potrà riaprire un cantiere programmatico togliendo alibi a tutti. Un cantiere programmatico, concreto, puntuale, che esca dai personalismi e si proponga di offrire agli elettori un ragionamento coerente.

 Sabato scorso all'Eliseo Paolo Gentiloni ha usato queste parole: "Apertura vs chiusura, Europa vs sovranismo, fiducia vs paura, equità vs privilegi. Questa è la mappa del futuro". Ecco io vorrei che il PD - forte di questa identità, per nulla appannata nei dieci travagliati anni della nostra giovane storia - possa chiamare tutti coloro che si dichiarano di sinistra e riformatori a confrontarsi su questa mappa e a trarne idee precise e realizzabili per il futuro.

 [segue...]
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>150</b> Interventi a Montecitorio
<b>135</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali


E' tempo di tirare le fila di questa XVII Legislatura che ha già compiuto quattro anni. LAVORO e FISCO,  AMBIENTE, DIRITTI, SICUREZZA e GIUSTIZIA, WELFARE e SALUTE, SCUOLA e CULTURA, AGRICOLTURA… cos’è cambiato? Quali leggi organiche o quali provvedimenti ad hoc abbiamo approvato, qual è stato il nostro impegno sulla riduzione delle spese e il rilancio, a cominciare da EXPO?  Il Gruppo del PD della Camera dei Deputati sta facendo un grosso lavoro riassuntivo preparando schede sintetiche e chiare. Sono già tante e saranno ancora di più perché la pubblicazione continuerà ogni giorno raccontando quello che abbiamo fatto e quello che continueremo a fare fino alla chiusura della legislatura. [segue...]
 



L'Austria va a destra, vincono i popolari di Sebastian Kurz, i socialdemocratici restano fermi e avanzano i nazional-liberali...Vi suggerisco l'analisi di Claudio Magris da Il Corriere della Sera

Alla conferenza di pace di Parigi, dopo la Seconda guerra mondiale, mentre De Gasperi diceva, con straordinaria dignità, che sentiva come tutto fosse contro di lui quale rappresentante dell' Italia, l' Austria veniva onorata quale vittima del nazismo e dell' annessione, l 'Anschluss . Andreotti se ne sarebbe dichiarato ironicamente stupito, perché diceva di ricordare bene le folle tripudianti, compresi eminenti porporati che avevano accolto l' ingresso di Hitler a Vienna nel marzo 1938. Pure il referendum sull' annessione si concluse con un plebiscito.   [segue...]

Partito Democratico
AREA Dem
Forum Terzo Settore
Marina Sereni, 2009-2015