Marina Sereni
Marina Sereni
“Ancora due donne morte: una  bruciata a Lucca forse da un ex collega, o da un amante, da un amico; un’altra accoltellata nel Casertano  dal compagno.  Uccidere una donna perché non si accetta un rifiuto o un abbandono; fare violenza alla moglie, alla fidanzata, all'ex-moglie o all'ex-fidanzata solo perché hanno deciso di scegliere con la loro testa: troppe le vittime, impossibile non allarmarsi e non reagire a tutti i livelli.  Ecco perché è molto importante che si sblocchino i finanziamenti per i Centri antiviolenza e si dia piena e concreta attuazione a tutte le norme che Governo e Parlamento hanno approvato in questa legislatura per contrastare un fenomeno odioso e inaccettabile come la violenza di genere”. [segue...]
"In molte chiese, in Francia come in Italia, ieri cattolici e musulmani hanno pregato insieme durante le messe domenicali scambiandosi, come indica la liturgia cattolica, un segno di pace. Le parole più volte ripetute da papa Francesco 'non è in atto una guerra di religione' hanno trovato simbolicamente conferma nella preghiera di ieri. Oltre ventimila musulmani hanno voluto ribadire platealmente con la loro presenza che chi ha assassinato padre Jacques Hamel, chi uccide, chi si fa esplodere in nome di Allah è altro dalla loro fede. Per la prima volta una parte delle comunità islamiche manifestano un netto atto di isolamento religioso verso terroristi e fanatici. La violenza jihadista ha colpito in Europa, in Siria, a Dacca, in Afghanistan…per citare soltanto gli ultimi episodi". [segue...]
"Curve su curve per andare al mare nelle Marche con i genitori...Bei ricordi, ma meglio oggi!" Con questo tweet stamattina mi sono avviata verso Colfiorito per l'inaugurazione della nuova SS 77 Foligno-Civitanova Marche. Con il Presidente del Consiglio Renzi, il Ministro Delrio, il Presidente dell'Anas Armani, i Presidenti delle due Regioni, i Sindaci di tante città umbre e marchigiane, i parlamentari, imprenditori, professionisti, maestranze: una vera festa per le nostre comunità, per un territorio operoso e bellissimo, lo stesso che nel '97 fu ferito dal terremoto da cui ha saputo rialzarsi costruendo case più solide e cercando soluzioni alla cronica mancanza di infrastrutture viarie adeguate". [segue...]

L'attività del Parlamento si ferma per alcune settimane dopo un periodo davvero molto intenso. Considero risibili e sbagliate le polemiche sulla pausa estiva tanto più alla luce di un lavoro particolarmente intenso: le leggi approvate in questo ultimo anno sono tante e rilevanti. Abbiamo impostato riforme di medio e lungo periodo che riguardano tutti gli ambiti della vita del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, sicurezza, scuola, lavoro, terzo settore, diritti civili, welfare, cultura, turismo, sviluppo sostenibile, infrastrutture tradizionali e immateriali... Non c'è un settore in cui il Governo non abbia messo mano ad un'azione di riorganizzazione e modernizzazione, cercando di semplificare la vita dei cittadini e delle famiglie, delle comunità e delle imprese. Credo che ora ci si debba concentrare sull'attuazione di queste riforme alcune delle quali - come quella della PA e del Terzo Settore - rappresentano una vera e necessaria rivoluzione. Per chi avesse voglia di cogliere la portata del lavoro che ha impegnato il Parlamento può essere utile questa sintesi a cura del Gruppo dei Deputati Pd e questo quadro riassuntivo della Camera dei Deputati.

Ma anche quest'anno - come ormai da molto tempo - la politica non potrà andare in vacanza a lungo perché i problemi incalzano.

Quelli interni, economici e sociali, che necessitano ancora di misure di sostegno alla crescita e all'occupazione, di aiuto alle fasce più deboli e di attenzione per le situazioni di crisi aziendali ancora aperte. La predisposizione della prossima manovra finanziaria sarà sotto questo profilo determinante per trovare il punto di equilibrio più virtuoso tra le numerose esigenze e le risorse disponibili, necessariamente limitate.

I problemi internazionali, con diversi conflitti sanguinosi ai confini dell'Europa, con l'emergenza dei profughi e dei migranti che non diminuirà certo nel mese di agosto, con la minaccia terroristica di fronte alla quale non si può in alcun modo abbassare la guardia. La situazione della Libia, in particolare, ci riguarda da vicino. Le parole della Ministra Pinotti ieri e l'audizione di questa mattina dei Sottosegretari Amendola e Rossi dimostrano chiaramente che Parlamento e Governo continueranno a monitorare l'evoluzione del quadro militare e politico nell'area.  

I nodi più squisitamente politici, che alla ripresa richiederanno al Pd di chiamare a raccolta tutte le forze per impostare una campagna più ampia e unitaria possibile sul Sì al referendum costituzionale. D'altra parte la disponibilità ad affrontare con serietà una riflessione sulla legge elettorale per la Camera dovrebbe rasserenare gli animi e aiutarci ad smontare alcune strumentali argomentazioni del fronte del No.
 Dobbiamo dunque prepararci ad una ripresa impegnativa, non meno dei mesi che abbiamo appena trascorso. Per questo auguro a tutti e a tutte, a chi potrà andare in vacanza e a chi dovrà rimanere a casa, di poter trascorrere qualche giorno di riposo in serenità, magari tra i libri preferiti, e, soprattutto, vicino alle persone care.

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Ecco l'invito di Zygmunt Bauman dalle pagine de Il Corriere della Sera, in un'intervista di Davide Casati.

26 luglio 2016---Quella a cui stiamo assistendo - in modo così prossimo e sconvolgente, nelle ultime settimane - è un' epoca segnata «dalla paura e dall' incertezza. E non bisogna illudersi: i demoni che ci perseguitano non evaporeranno». Anche perché - spiega il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman, uno dei grandi pensatori della sfuggente modernità in cui viviamo - la loro origine ha a che fare con gli stessi elementi costitutivi della nostra società e delle nostre vite.
Professor Bauman, di fronte alla catena di attacchi di questi giorni, l' Europa si trova a fare i conti con un abisso di paura e di insicurezza. Quali risposte possono colmarlo?
«Le radici dell' insicurezza sono molto profonde. Affondano nel nostro modo di vivere, sono segnate dall' indebolimento dei legami interpersonali, dallo sgretolamento delle comunità, dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza più ampia, sociale. La paura generata da questa situazione di insicurezza, in un mondo soggetto ai capricci di poteri economici deregolamentati e senza controlli politici, aumenta, si diffonde su tutti gli aspetti delle nostre vite. E quella paura cerca un obiettivo su cui concentrarsi. Un obiettivo concreto, visibile e a portata di mano».   [segue...]

Terrore in Europa...L'analisi di Guido  Olimpo su Il Corriere della Sera.

 
26 luglio 2016---Sembra il vecchio progetto di Al Qaeda e di Osama. Quello dei «mille tagli». Un' infinita serie di attacchi minori e poco costosi da realizzare in Occidente, ma dall' alto impatto sulla società e sulle economie. Lo avevano studiato per danneggiare gli Usa, nel 2010 lo hanno rilanciato in pubblico sulle pagine della loro rivista Inspire riprendendo l' idea di Bin Laden. «Fateli sanguinare a morte», era l' auspicio. Ora sembra che l' Isis, non sappiamo quanto volontariamente, abbia deciso di renderlo attuale prendendo di mira l' Europa. Ai qaedisti, prudenti e metodici, serviva tempo, si dedicavano alla lunga pianificazione. Avevano persino pubblicato il conto della spesa per preparare un attentato: 4.200 dollari e non volevano neppure fare troppe vittime, bensì costringere la sicurezza ad allungare le difese. Era il loro modo d' agire e di pensare. Lo Stato Islamico ha reso tutto più rapido, affidandosi a chiunque sia disposto ad associarsi alla sua causa. Dunque il mujahed che si è battuto in Iraq, il debosciato che si converte all' Islam radicale, il simpatizzante del quartiere difficile, il borghese che trova un nuovo ideale nello sgozzare gli «infedeli», il disturbato mentale facilmente manipolabile. Per alcuni analisti è anche una conseguenza della difficoltà di restare al livello delle stragi di Parigi e Bruxelles. Troppi controlli: i piccoli «complotti» hanno maggiore successo di passare. Le rivendicazioni sono adattate alla situazione. Semplici, standard, fatte con la copia carbone. Poche righe con i classici riferimenti alla «fonte della sicurezza», «al soldato del Califfato», «alla risposta all' appello a colpire». Cambia la città, ma le frasi sono identiche. Orlando, Nizza, Ansbach. [segue...]

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Marina Sereni, 2009-2015