Marina Sereni
Marina Sereni
Ospiti alcune donne palestinesi con disabilità, per iniziativa della Ong EducAid Onlus insieme alla RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo)oggi a Montecitorio abbiamo approfondito temi connessi alla cooperazione internazionale quali lo sviluppo inclusivo, l'accessibilità, l'impresa e l'innovazione sociale come strumenti di inclusione. All'evento patrocinato dalla Camera e realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri (Mae) e l'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, sono intervenuta per un saluto istituzionale, ma non formale. Ecco il mio intervento e la registrazione video del convegno. [segue...]
Preoccupazione, sconcerto, rabbia e poi anche orgoglio, fiducia, voglia di ripartire: questi i sentimenti - anche contrastanti- con cui lascio Roma dopo l'Assemblea che ha aperto la fase congressuale. Ho ascoltato molti interventi importanti alcuni dei quali - primi fra tutti quelli di Fassino, Veltroni, Franceschini- hanno messo perfettamente in luce il valore del Pd, la necessità di salvaguardare il progetto di un grande partito riformista per l'Italia e l'Europa di domani. Ho ascoltato anche le parole di alcuni esponenti della minoranza da cui onestamente si fatica a trarre motivazioni sufficienti per una scissione.

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Con Nicola Corda, per i quotidiani locali del Gruppo Espresso, ho parlato di questi giorni difficili per il Pd. Vi propongo le pagine de La Gazzetta di Mantova, ma potete trovarla anche su altri quotidiani del gruppo.

 "Lo spazio per evitare la scissione è poco e lo scontro sulle date è assurdo". Marina Sereni vicepresidente della Camera ed esponente di Areadem che fa capo al Ministro Franceschini, è preoccupata dallo show down nel Pd.
Che margini ci sono per evitare la scissione?

"Molto stretti purtroppo. Siamo a un passaggio delicatissimo e chi come me crede nel Pd spera in un avvicinamento delle posizioni. Ci possono essere soluzioni diverse e mediazioni, ma non ci si può dividere prima di un congresso" [segue...]

Con la direzione di martedì scorso una parte del gruppo dirigente nazionale ha di fatto deciso di abbandonare il Pd e di non partecipare al prossimo congresso.  Un esito che in tante e tanti abbiamo cercato in ogni modo di scongiurare e che addolora e disorienta molto i nostri elettori e attivisti.

Non tutti gli esponenti che avevano espresso forti contrarietà verso l'ipotesi di tenere il congresso ora hanno tuttavia scelto la strada della scissione. In particolare Emiliano ha deciso di restare nel Pd e di lanciare la sua candidatura alla segreteria nazionale del partito. 

 

Ho scritto e detto mille volte in questi giorni che dopo una divisione così tutti avremmo perso qualcosa e nessuno sarebbe stato senza responsabilità. Quando si litiga, quando si arriva ad una separazione così profonda, si è sempre (almeno) in due!

Per me la scelta delle minoranze è incomprensibile, sproporzionata rispetto alle distanze politiche, ideologiche o culturali che possono essersi manifestate tra di noi in questi anni. Indubbiamente le divisioni di questi ultimi mesi, in particolare prima e dopo il referendum costituzionale, hanno prodotto un grande logoramento nei rapporti tra le persone e hanno provocato un danno nell'immagine e nel consenso del nostro partito nella società italiana. 

Che possiamo fare ora? In questi giorni la Commissione nazionale per il congresso sta definendo tempi e modalità del nostro confronto interno. Non serve rallentare - perché abbiamo molte scadenze a partire dalle elezioni amministrative - non serve accelerare, perché dobbiamo darci il tempo per organizzare una discussione ordinata e per quanto possibile pacata. A breve si saprà chi sono i candidati e le tappe che ci porteranno alle primarie per l'elezione del prossimo segretario. Mentre scrivo Andrea Orlando annuncia la sua candidatura, mentre Renzi ha già fissato un evento al Lingotto di Torino per lanciare le sue idee da candidato segretario. Lo stesso immagino faranno presto anche gli altri. 

Ma prima di entrare nel vivo della competizione e del confronto congressuale credo sia giusto porsi alcuni interrogativi. 

Noi che rimaniamo convintamente nel Pd come la raccontiamo questa scissione? Con lo spirito di chi pensa di essersi finalmente liberati della zavorra? Pensando di avere davanti solo tifosi del Pd? Oppure cerchiamo di parlare al nostro popolo disorientato? Di sinistra e di centrosinistra, anziani e giovani, di tutte le culture e le provenienze. Attenzione a pensare che siano solo i vecchi militanti provenienti dalla sinistra excomunista ad essere colpiti emotivamente da questa scissione! [segue...]

<b>835</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>30</b> Eventi da me promossi
<b>109</b> Interventi a Montecitorio
<b>102</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali

Illegale il bando del San Camillo, ospedale romano che assume due ginecoloci a condizione che non siano obiettori...o positivo il fatto che un ospedale pubblico si preoccupi di garantire l'applicazione della legge 194? L'opinione di Chiara Saraceno da La Repubblica.

È positivo che un grande ospedale pubblico di Roma si sia preoccupato di garantire che la possibilità di interrompere la gravidanza, sancita dalla legge, trovi le condizioni per essere concretamente applicata tramite l' assunzione di due ginecologi da destinare specificamente a questo. [segue...]

Partito Democratico
AREA Dem
Forum Terzo Settore
Marina Sereni, 2009-2015