Marina Sereni
Marina Sereni
"Dopo l’aggressione ai danni di un esponente di FN a Palermo, oggi è la volta del ferimento di alcuni militanti di Potere al Popolo a Perugia. Mentre la lapide che ricorda il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta a Via Fani è stata imbrattata con simboli nazisti. Fatti gravi che non bisogna sottovalutare. Non si può archiviare tutto come episodi isolati colpa di singoli esagitati. Il nostro Paese ha conosciuto una lunga e sanguinosa stagione di violenza politica. È dovere di ogni democratico fare in modo che il passato non si ripeta e che comportamenti fascisti e violenti, da chiunque perpetrati, vengano condannati e perseguiti con fermezza". [segue...]
CALENDA: «BASTA VERTICI INUTILI. FONDO CONTRO LE FUGHE ALL'ESTERO
La Embraco, la multinazionale brasiliana che a Riva di Chieri, nel Torinese produce compressori per frigoriferi, conferma i 497 licenziamenti per i quali il Mise aveva chiesto il ritiro con il via libera alla cassa integrazione e l'avvio di un processo di reindustrializzazione. L'ira del ministro dello Sviluppo economico che con questa intervista rilasciata ad Andrea Rinaldi de Il Corriere della Sera, spiega le prossime mosse."Le aziende - dice Calenda - devono restituire i soldi pubblici se riducono o spostano le industrie. La Gdf sta facendo verifiche".

Vi invito a leggerla. [segue...]

L'ITALIA DIVISA IN DUE: AL SUD SI VIVE TRE ANNI DI MENO
Chi nasce al Sud vive meno. Chi non ha una laurea sta peggio in salute. Chi appartiene a una classe sociale bassa fatica ad accedere ai servizi sanitari. Chi vive in determinate regioni va incontro a un rischio di morte prematura più alto. La nostra salute è legata a doppio filo al luogo di nascita, allo status sociale e al livello di istruzione. Questo la realtà fotografata dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane - un progetto dell’Università Cattolica ideato da Walter Ricciardi -, che bacchetta il servizio sanitario nazionale perché non assicura l’equità sociale e territoriale. Ne hanno scritto molti giornali, oggi. Ho scelto da Il Messaggero l'articolo di Valentina Arcovio[segue...]
Che ruolo può e deve giocare nei prossimi anni l’Italia in Europa? Una parte della competizione del 4 marzo si giocherà su questo interrogativo. La scena politica italiana è sempre più affollata di sviluppo sostenibile, la lotta alle diseguaglianze e formazioni che non perdono occasione per attribuire all’Europa le colpe di tutti i nostri problemi, piccoli o grandi che siano. Così la Lega, che con Salvini da partito autonomista del Nord si è sempre più avvicinato alle posizioni “sovraniste” e nazionaliste della destra estrema in Europa, evoca i dazi, senza domandarsi neppure per un istante cosa succederebbe alla seconda economia manifatturiera del continente, e l’uscita dalla moneta unica, senza riflettere neppure per un istante su ciò che accadrebbe al debito pubblico italiano contratto in euro. Così Fratelli d’Italia rispolvera tutto il vecchio armamentario della destra nazionalista, cercando di competere con gli stessi alleati sui temi caldi dell’immigrazione, anche qui dimenticandosi che sono proprio i partiti a loro più vicini in Europa ad aver sin qui contrastato in ogni modo le proposte della Commissione Ue e del governo italiano per una gestione solidale dei flussi migratori. Con questi compagni di strada quanto può essere credibile l’europeismo di Berlusconi che ripete ogni giorno di essere parte del PPE e addirittura ipotizza l’impegno di Tajani nel governo futuro del nostro Paese?

Il M5S si mostra ancora più improbabile. Le giravolte di Di Maio sul referendum sull’appartenenza all’euro fanno il paio con una linea oscillante che abbiamo visto in questi anni su tutti i principali temi di politica estera ed europea, linea non casualmente apprezzata dalle parti del Cremlino…

Infine le posizioni di LeU – o almeno di alcuni suoi esponenti – che estremizzando la critica alle politiche di austerità, pur comprensibili, finiscono per sostenere idee molto simili a quelle della destra sovranista.

Assai diversa e chiara la posizione del centrosinistra e del Partito Democratico. Per noi oggi difendere gli interessi nazionali significa difendere l’Europa, spingere per politiche comuni sempre più coraggiose sul piano economico e sociale. Abbandonare le politiche dell’austerità – tema a noi molto caro e sul quale in questi anni di crisi abbiamo fatto pesare la voce dell’Italia, ottenendo margini di flessibilità finanziaria prima impensabili – non significa disinteressarsi degli equilibri di bilancio e dei conti pubblici. Significa piuttosto aumentare le risorse del bilancio comunitario e realizzare su scala europea progetti ambiziosi sulle infrastrutture, gli investimenti, la ricerca, il lavoro, la formazione, lo sviluppo sostenibile, la lotta alle diseguaglianze e alla povertà. Significa costruire politiche comuni per tutelare le nostre imprese nella competizione globale con i paesi emergenti, e significa – come sta giustamente facendo il ministro Calenda – pretendere attenzione sulla crisi di Embraco e sulle contraddizioni che si aprono per processi di delocalizzazione all’interno dell’Unione.  [segue...]

<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>178</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>146</b> Impegni in Italia
<b>56 </B> Missioni e incontri internazionali


E' tempo di tirare le fila di questa XVII Legislatura che ha già compiuto quattro anni. LAVORO e FISCO,  AMBIENTE, DIRITTI, SICUREZZA e GIUSTIZIA, WELFARE e SALUTE, SCUOLA e CULTURA, AGRICOLTURA… cos’è cambiato? Quali leggi organiche o quali provvedimenti ad hoc abbiamo approvato, qual è stato il nostro impegno sulla riduzione delle spese e il rilancio, a cominciare da EXPO?  Il Gruppo del PD della Camera dei Deputati sta facendo un grosso lavoro riassuntivo preparando schede sintetiche e chiare. [segue...]

"Tracce di fascismo emergono in vasta parte del mondo politico e dell’opinione pubblica, anche se non si pensa più a manganello e camicia nera. L’ideologia e la pratica dell’odio per il diverso, l’attacco al Parlamento come luogo di discussione e mediazione politica, l’esaltazione di un’impossibile democrazia diretta, facilmente plebiscitaria, il nazionalismo autarchico rivendicato per attaccare l’Europa. Ed anche il linguaggio che nel dibattito politico ha perso ogni freno e rispetto per gli avversari. Non questo o quell’episodio, non questa o quella dichiarazione, ma il complesso del clima presente è motivo di allarme e non consente disattenzione". Vladimiro Zagrebelsky, su La Stampa, ci spiega perché sdoganare il fascismo è un errore...vi invito a leggere!

  [segue...]

Partito Democratico
AREA Dem
Forum Terzo Settore
Marina Sereni, 2009-2015