Marina Sereni
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28-01-2015
INTERNET
"EDUCAZIONE ALL'USO E BILANCIAMENTO TRA I DIRITTI IN GIOCO"

L'intervento di Marina Sereni al convegno: "Il pianeta connesso. La nuova dimensione della privacy" in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali.

Internet, la rete, il più grande spazio pubblico, strumento di conoscenza e di esercizio dei diritti, può diventare luogo di arbitrio, in cui la dignità delle persone può essere calpestata o soccombere in nome di un indeterminato concetto di libertà...Intervenendo al convegno: "Il pianeta connesso. La nuova dimensione della privacy" in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali, Marina Sereni ha parlato di "saggio e temperato bilanciamento" e di "educazione all'uso consapevole" come punti importanti della bozza della Dichiarazione dei diritti in Internet elaborata dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet, istituita alla Camera dei deputati lo scorso luglio.

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Questa giornata di lavori ha costituito un’importante occasione per confrontarci su un tema cruciale per la nostra società digitale, quello cioè della protezione dei dati personali sul web.  Vorrei partire  da alcune brevi considerazioni sulla dimensione che Internet ha assunto nella nostra società e nella vita di tutti noi, al punto tale che annoverarlo semplicemente tra i vari media non solo significherebbe sminuirne le grandissime capacità e potenzialità, ma sarebbe anche improprio. In poco tempo, infatti, la rete è diventata il più grande “spazio pubblico” dei nostri tempi, insostituibile strumento di conoscenza e di esercizio di diritti, un vero e proprio ponte tra persone e culture lontane nonché fonte di sviluppo e crescita non solo culturale, ma anche economica.

Quanto più Internet si diffondeva ed assumeva le dimensioni attuali, tanto più avvertita era - e lo è tuttora - l’esigenza che non si trasformasse in un luogo di arbitrio, in cui i diritti e la dignità delle persone potessero essere calpestati o comunque potessero soccombere in nome di un indeterminato concetto di libertà della rete. Il rischio che Internet possa diventare, da spazio di libertà e conoscenza, uno spazio in cui i principi fondamentali si affievoliscono fino ad annullarsi è reale, così come il pericolo che l’assenza di principi certi e chiari favorisca il prevalere degli interessi dei più forti - della politica, dell’economia, della comunicazione - se non addirittura abusi derivanti da posizioni di predominio.

Nella delicata e complessa operazione di bilanciamento di contrapposti interessi, occorre infatti evitare che gli interessi economici prevalgano sulle libertà individuali, come ci ha ricordato la Corte di giustizia nella nota pronuncia del 13 maggio 2014, la cosiddetta “sentenza Google”, con la quale la Corte ha affermato che l’interferenza con il diritto della persona alla protezione dei dati non può essere giustificata meramente dall’interesse economico del motore di ricerca.

La Corte di giustizia, nella medesima pronuncia, ha quindi riconosciuto il diritto degli individui di richiedere ai motori di ricerca la rimozione dei collegamenti alle informazioni personali che li riguardano, allorquando esse siano imprecise, inadeguate, non pertinenti o eccessive in rapporto alle finalità per le quali sono state trattate e al tempo trascorso. 

A questo proposito, anche la Camera dei deputati ha approvato nel 2013, anche su sollecitazione del Garante per la Privacy, una specifica disciplina in materia di diritto all'oblio, nella quale sono stati individuati una serie di criteri sulla base dei quali l'Ufficio di Presidenza procede all'esame delle richieste pervenute alla Camera dei deputati aventi ad oggetto dati personali contenuti in atti parlamentari. Si è trattato di un difficile percorso in quanto l’Ufficio di Presidenza si è trovato ad operare un delicato bilanciamento tra la tutela del singolo e il principio costituzionalmente riconosciuto di pubblicità dei lavori parlamentari.

 L’allarme e la legittima preoccupazione che suscita l’idea che le informazioni che riguardano gli aspetti più intimi e riservati della nostra vita privata possano essere trattati in modo improprio o non corretto, se non addirittura illecito, ha reso quindi ancora più forte la domanda di tutela dei dati personali presenti sul web.

Dai vari interventi che abbiamo ascoltato in questa giornata è emersa una forte, chiara e condivisa affermazione della necessità di tutelare l’utente della rete rispetto alle attività di profilazione e di monitoraggio delle scelte e delle preferenze individuali, nonché di prevenire e contrastare lo sfruttamento commerciale dei dati personali raccolti in rete. Costituisce, infatti, condizione essenziale per l’esercizio del diritto di esprimersi liberamente sul web la garanzia di essere liberi da qualsiasi forma di schedatura.

 

Per questo motivo oggi è più che mai necessario non solo garantire agli utenti il diritto di controllare i propri dati, ottenere il loro aggiornamento ed impedirne l’uso illecito da parte di soggetti terzi, ma educare in primis gli utenti stessi ad un uso consapevole della rete e all’esercizio dei propri diritti in Internet. E appunto quest’ultimo argomento costituisce uno dei temi dei quali si è occupata la Commissione per i diritti e i doveri in Internet, istituita qui alla Camera dei deputati.

 

È la prima volta che, in sede parlamentare, viene istituita una commissione di studio su questi temi. La Commissione, composta da deputati ed esperti del settore, ha iniziato i suoi lavori nel mese di luglio dello scorso anno al fine di elaborare una Carta dei diritti in Internet; non una legge dunque, ma una dichiarazione di principi fondati su un corretto bilanciamento dei diversi interessi in gioco e applicabili alla dimensione universale e sovranazionale della rete. 

Lo scorso 8 ottobre la Commissione ha varato una bozza di “Dichiarazione per i diritti in Internet”, la cui finalità è quella di far sì che la libertà, l’uguaglianza, la dignità e la diversità delle persone siano garantite anche in Internet, attraverso il rispetto di alcuni principi su aspetti fondamentali, quali il diritto di accesso alla rete, la sua neutralità, la tutela dei dati personali e della loro identità e inviolabilità, il diritto all'anonimato e all'oblio, le garanzie sulle piattaforme ma anche l'educazione all’uso corretto di Internet in piena sicurezza. 

Il testo è stato aperto alla consultazione pubblica sulla piattaforma dei Media Civici: la raccolta dei contributi avrà durata di quattro mesi e terminerà a fine febbraio.

 I suggerimenti che arriveranno anche dagli altri Parlamenti, siamo stati noi i primi a farlo, ai quali è stato sottoposto il testo della dichiarazione, insieme a quelli che i cittadini proporranno attraverso la consultazione pubblica completeranno il lavoro messo a punto dalla Commissione.

 L’auspicio è che la Dichiarazione possa diventare oggetto di una mozione condivisa da tutti i gruppi parlamentari, che impegni il Governo a portare questi principi in Europa e anche, possibilmente, nella sede delle Nazioni Unite. 

Questo è il contributo più concreto che la Camera, il Parlamento italiano, il luogo privilegiato della democrazia, vuole dare attraverso un moderno, saggio e temperato bilanciamento tra i diversi interessi e diritti in gioco in questa delicata e complessa materia.

 

Marina Sereni, 2009-2015