Marina Sereni
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24-06-2015
RAPPORTO 2015 AUTORITA' PER ENERGIA, GAS E ACQUA
"REGOLE SIANO AL PASSO CON LE TRASFORMAZIONI IN ATTO"

Relazione Annuale Autorità Energia Gas e Servizi Idrici 
Intervento della Vice Presidente della Camera Marina Sereni

Autorità, Signore e Signori!

desidero innanzitutto rivolgere un caloroso saluto alle autorità presenti e a tutti i partecipanti. Un saluto particolare rivolgo ai componenti dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e i servizi idrici e al presidente Guido Pier Paolo Bortoni cui voglio rinnovare l'apprezzamento mio e dell'Istituzione che rappresento per il rigore e l'equilibrio con cui l'Autorità persegue la sua complessa missione istituzionale.

Il tradizionale appuntamento con la relazione dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e i servizi idrici, che la Camera è lieta di ospitare, cade, anche quest'anno, in un momento delicato per il nostro sistema economico-sociale. Negli ultimi anni i settori energetici sono stati oggetto di cambiamenti di straordinaria forza e rapidità, legati, tra l’altro, alle politiche di liberalizzazione e di concorrenza, all'emersione delle problematiche di salvaguardia dell'ambiente che comportano nuovi obiettivi legati alla sostenibilità delle forme di produzione e utilizzo dell'energia, all'affermazione progressiva di politiche volte alla tutela del consumatore.  Tali cambiamenti pongono con evidenza l’esigenza di una regolazione del settore che sia innovativa e adeguata alle trasformazioni in atto. Diventa dunque cruciale il ruolo dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, collocata al centro del sistema, e cui spetta il compito di trasformare gli indirizzi di politica energetica in concrete misure di regolazione, in collegamento con gli organi di governo europeo e con le linee comunitarie di politica energetica.  L'interdipendenza tra gli Stati membri nel settore dell'energia non è mai stata così marcata in termini sia politici che economici e tecnici. L'ambito di definizione delle regole si sposta sempre di più dal livello nazionale a quello europeo e, per certi limitati aspetti, anche ad un livello globale. È dunque indispensabile adottare una strategia coerente per la transizione energetica dell'Europa.

Come è noto, nel Consiglio europeo dello scorso 19-20 marzo, è stata varata la strategia quadro per l’Unione dell’energia, che si basa sostanzialmente su tre obiettivi: sicurezza dell’approvvigionamento, sostenibilità e competitività. Per conseguire tali obiettivi, l’Unione si concentra su cinque elementi che si sostengono reciprocamente: la sicurezza energetica; il mercato interno dell'energia; l'efficienza energetica, in quanto mezzo per moderare la domanda di energia; la decarbonizzazione dell’economia; la ricerca, l'innovazione e la competitività. L'obiettivo di costruire un'Unione dell'energia è quello di fornire ai consumatori - famiglie e imprese - energia sicura, competitiva, affidabile e sostenibile a prezzi accessibili, nonché ridurre la dipendenza energetica dell'UE e aumentarne la sicurezza energetica. A questo fine, appare essenziale, in primo luogo, che l’Europa riduca lo svantaggio competitivo derivante dal differenziale dei prezzi e costi dell’energia rispetto alle altre aree economiche del mondo.

Sotto questo profilo è significativo l’impegno che Governo e Parlamento si sono assunti attraverso la riduzione degli oneri di sistema che gravano sulla bolletta elettrica, con la definizione del c.d. pacchetto "taglia-bollette", avviato con il decreto "competitività" (DL 91/2014) dell'anno scorso che ha consentito di contenere i prezzi dell'energia elettrica, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese. Complessivamente, il pacchetto ha infatti consentito di perseguire una riduzione per l' anno 2015 di circa 2,7 miliardi euro su base annua, di cui quasi 1,6 miliardi di euro (sempre su base annua) a vantaggio delle PMI.

In stretta connessione col suddetto tema è da considerarsi di primaria importanza l’incentivazione del risparmio e dell'efficienza energetica. Le misure per l'efficienza energetica possono infatti fornire un contributo significativo all'inversione delle attuali tendenze in materia di prezzi e costi dell'energia, limitando al tempo stesso le emissioni di gas a effetto serra e contribuendo alla sicurezza energetica.

Anche sotto questo profilo l’anno trascorso è stato denso di novità. E’ stato infatti approvato il Decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE n. 27 del 2012 sull’efficienza energetica (D.lgs. 102/2014) e sono stati stanziati oltre 800 milioni a favore di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica per conseguire una maggiore efficienza nel settore pubblico, nella produzione industriale e nei consumi domestici. ( interventi che possono riguardare, ad esempio, la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, il rafforzamento del meccanismo dei cosiddetti “certificati bianchi” e finanziamenti a favore di progetti di efficienza e di reti per il teleriscaldamento e del teleraffrescamento. )

Nello stesso provvedimento sono inoltre previste misure che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici nei cittadini attraverso la promozione dei sistemi di misura individuali e una fatturazione più precisa e fondata sul consumo reale. In questo quadro si inserisce il compito demandato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas di superare la struttura progressiva delle tariffe rispetto ai consumi, tenendo conto dell’esigenza di tutelare i consumatori economicamente svantaggiati.  

Sotto il profilo dell'efficienza energetica, il modello di governance del meccanismo dei titoli di efficienza energetica rappresenta un esempio di come l'attribuzione all'Autorità per l'energia delle funzioni di regolazione attuativa, di gestione e monitoraggio del sistema abbia contribuito al conseguimento degli obiettivi definiti dal governo e dal Parlamento a costi molto contenuti per il Paese.

Il Dlgs. n. 102/2014 ha attribuito inoltre all’Autorità nuove funzioni e poteri di regolazione e controllo nel settore del teleriscaldamento, teleraffrescamento e acqua calda sanitaria per uso domestico. Il compito di regolazione dell’Autorità sarà dunque orientato a definire, attraverso l’ampia consultazione di tutti i soggetti interessati, un contesto di regole certe, chiare e stabili entro il quale gli operatori eserciteranno la propria attività e il settore potrà svilupparsi, garantendo al contempo la tutela del consumatore finale.

Anche nel settore del gas naturale, il forte calo della domanda interna da una parte e la rapida evoluzione della normativa europea dall’altra, stanno rivoluzionando in breve tempo assetti e dinamiche consolidati negli anni, che subiscono anche le tensioni sul piano internazionale. Questo scenario impone una seria riconsiderazione non solo delle tradizionali modalità di realizzazione, gestione e remunerazione delle infrastrutture - modalità oggi fortemente basate sul presupposto di flussi costanti - ma anche delle condizioni di accesso ai servizi di trasporto, rigassificazione e stoccaggio.

La definizione del nuovo quadro di regole dovrà essere effettuata assicurando un forte coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti e dovrà essere accompagnata da un monitoraggio costante della loro implementazione, in coerenza con quanto previsto dallo stesso Terzo Pacchetto Energia.

Per accompagnare questa transizione resta cruciale il ruolo dell’Autorità,  per la quale uno dei cardini centrali della regolazione è la selettività nella promozione degli investimenti in relazione ai benefici che lo sviluppo infrastrutturale può apportare al funzionamento efficiente dei mercati e alla sicurezza del sistema.

Altrettanto significativo infine è il processo avviato dall’Autorità di regolazione dei servizi idrici – tema sempre molto delicato e sensibile – che deve essere orientato ai principi di trasparenza, coerenza, efficacia ed efficienza e convergenza verso una situazione uniforme sul territorio nazionale.

In un quadro regolatorio che ancora oggi appare caratterizzato - pur in presenza di un percorso di razionalizzazione che sta producendo i primi auspicati risultati - da una eccessiva frammentazione di competenze e funzioni pubbliche, sia sotto il profilo tecnico e industriale (filiera de-integrata, operatori parcellizzati), sia sotto quello gestionale (soggetti di natura diversa, da imprese private ad istituzioni), occorre allora individuare, scegliere e implementare, le soluzioni più efficaci per promuovere un adeguato ammodernamento del comparto, tutelando al tempo stesso il diritto dei cittadini ad accedere ad un bene essenziale come l’acqua. Favorendo il superamento di alcuni rilevanti squilibri territoriali, razionalizzando il sistema di opzioni regolatorie che rende problematico lo sviluppo degli investimenti nelle infrastrutture idriche.

Con questo auspicio, cedo la parola al Presidente Bortoni, non senza rinnovargli il mio vivo apprezzamento per la professionalità ed il decisivo contributo con cui l'Autorità da lui presieduta svolge la sua delicata azione istituzionale.

 

Marina Sereni, 2009-2015