Marina Sereni
Marina Sereni
<b>941</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>142</b> Interventi a Montecitorio
<b>128</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
28-07-2015
FONDAZIONE INSIEME CONTRO IL CANCRO
"PREVENIRE, CONOSCERE, PARTECIPARE PER FAR RITORNARE ALLA VITA"

Le nuove frontiere della terapia. Il ruolo degli oncologi, delle istituzioni e dei media per garantire appropriatezza e diritti dei pazienti

(Palazzo Montecitorio, Sala Aldo Moro, 28 luglio 2015)

 

Saluto istituzionale della Vicepresidente della Camera dei deputati, on. Marina Sereni

 

Sono molto lieta di associarmi al collega Vicepresidente Roberto Giachetti nel porgere il saluto della Camera dei deputati a questo convegno che celebra il secondo anniversario di attività della Fondazione “Insieme contro il cancro”, qui autorevolmente rappresentata dal suo presidente, professor Francesco Cognetti e dal dott. Mauro Boldrini, direttore della comunicazione. In questi due anni la Fondazione, sorta per iniziativa dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e dell’Associazione italiana malati di cancro (AIMAC), ha promosso un nuovo approccio per la cura delle malattie oncologiche, puntando alla migliore tutela della persona malata e dei suoi familiari.

Per raggiungere questi obiettivi la Fondazione ha promosso una serie di campagne di sensibilizzazione, tra le quali ricordo “La lotta al cancro non ha colore”, lanciata proprio qui alla Camera nel febbraio scorso. Altrettanto originale ed innovativo è stato il Festival “Cancro no grazie!”, promosso dalla Fondazione, dall’AIOM e dalla Healthy Foundation, che ha mobilitato per tre giorni la città di Torino, dal 19 al 21 settembre scorsi, con una fittissima serie di incontri allo stadio, nelle scuole e nelle vie del centro, sensibilizzando i cittadini sui benefici della prevenzione anti-cancro attraverso il cambiamento degli stili di vita.

Credo che questo modo nuovo di comunicare sia propria la cifra distintiva di “Insieme contro il cancro” : un modo nuovo ed efficace di creare consapevolezza nella cittadinanza e tra i pazienti, integrando e mettendo assieme gli apporti che provengono dai malati stessi, dagli ex pazienti e dai loro familiari, dai medici, dai ricercatori, dagli psicologici, dai giuristi, proprio perché oggi la grande sfida non sta soltanto nella ricerca di nuovi mezzi di cura, ma è rappresentata dal “ritorno alla vita” per centinaia di migliaia di persone, che hanno superato la malattia oncologica.

La sempre maggiore efficacia delle terapie e la sempre maggiore adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce hanno infatti notevolmente cambiato la prognosi delle patologie tumorali con la progressiva e costante crescita del numero dei malati cronici e delle persone guarite.

Al tempo stesso questi grandi successi implicano un nuovo ruolo del Servizio sanitario nazionale che spesso trascura sia la fase di riabilitazione post-trattamento acuto sia quella che segue alla remissione totale. La mancanza di supporto socio-economico-assistenziale carica di oneri le famiglie, costrette a provvedere a proprie spese alle forme di assistenza omesse dall’SSN nella fase post-acuzie.

Non è un caso che i farmaci oncologici rappresentino ormai la prima categoria a maggiore impatto sulla spesa farmaceutica a carico del Servizio Sanitario Nazionale, con un incremento del +9,6% rispetto al 2013, superando i farmaci cardiovascolari tradizionalmente detentori di questa posizione.

Ridurre il carico della malattia – oggetto da un ultimo dell’intesa tra il Ministero della Salute e le Regioni del 30 ottobre scorso – significa oggi concentrare gli sforzi e le risorse su quattro grandi priorità:

-          maggiore equità per ridurre il divario esistente fra le varie realtà del Paese nel trattamento delle malattie oncologiche;

-          maggiore qualità, per innalzare il livello del sistema mediante una costante attenzione ai modelli organizzativi per la presa in carico e per una forte spinta alla ricerca ed all’innovazione tecnologica;

-          una maggiore diffusione della conoscenza, promuovendo la ricerca, i sistemi informativi e la prassi del knowledge-management;

-          una maggiore partecipazione, informata e consapevole, ai processi di prevenzione e di cura da parte di tutti gli attori del sistema.

Rispetto a questi obiettivi l’ampia realtà del volontariato oncologico ha svolto e sta svolgendo un ruolo decisivo, soprattutto sul versante dell’assistenza a lungo termine per i pazienti oncologici e quello della prevenzione.

Spetta alla classe politica fare in modo che questi obiettivi vengano posti tra le priorità degli interventi di riforma del Welfare del nostro Paese. Ma ciò potrà avvenire soltanto se sapremo sviluppare sempre più solide forme di partenariato tra operatori, associazioni di malati, enti ricerca, etc., e se sapremo rispettare i princìpi sanciti dai tanti documenti pubblicati a livello mondiale, europeo ed italiano, per il rispetto dei diritti e della dignità dei malati e delle loro famiglie, che deve restare al centro di ogni politica della salute.

Questo sforzo non è affatto in contraddizione con l’azione di spending review su cui il governo è impegnato. Facciamno chiarezza dopo i polveroni mediatici di ieri: nel Dl Enti territoriali c’è semplicemente il recepimento del Patto per la Salute (con un risparmio di 2,3 miliardi di euro per ciascun annodel triennio 2015-2017). Altro è il lavoro del Commissario per la spending review che sta approfondendo l’analisi su tutta la spesa pubblica, inclusa quella sanitaria, per eliminare sprechi e inefficienze. Se, come credo, si riuscirà i questa impresa, si libereranno risorse che potremo utilizzare sia per far funzionare meglio la sanità pubblica – che è una buona sanità e va difesa – sia per sostenere la crescita e il lavoro. Cioè per rispondere alle principali preoccupazioni e domande dei cittadini italiani.

Marina Sereni, 2009-2015