Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>150</b> Interventi a Montecitorio
<b>135</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
29-10-2015
DONNE E POLITICA - ITALIA/CILE
"PARITA' COMPITO DIFFICILE, CERCHIAMO DI ASSUMERLO!"
 Ancora poche? E perché? In quali ruoli? Cosa avvicina e cosa allontana una giovane democrazia che ha come capo dello Stato una donna e l’Italia che, seppure lentamente, sta facendo dei significativi progressi nella partecipazione femminile alla politica? Ne hanno discusso in un seminario promosso dalla Camera dei deputati e dall’Ambasciata del Cile in Italia la vice presidente di Montecitorio, Marina Sereni, la ministra per le Pari opportunità del Cile, Claudia Pascual, la Coordinatrice del Foro de la Mujer de la Asamblea Parlamentaria EuroLat, Isabel Recaverren e Maria Rosaria Stabili docente di Storia e istituzioni dell’America Latina dell’università Roma3.  Sono intervenute le deputate dell’Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

Intervento della Vice Presidente Marina Sereni

 

Gentile Ministra per le Pari Opportunità della Repubblica del Cile, Claudia Pascual,  gentili ospiti

È per me un piacere aprire i lavori del Seminario odierno nel corso del quale si vuole fare un bilancio della partecipazione delle donne alla politica in Cile e in Italia, mettendo a confronto le reciproche esperienze. Il nostro incontro odierno trae origine dalla visita in Italia della Ministra Pascual e si ricollega idealmente al lavoro svolto nel corso del Primo Forum parlamentare Italia-America latina e Caraibi, ospitato dalla Camera dei deputati il 5 e il 6 ottobre scorso, incentrato proprio sul ruolo dei Parlamenti nella tutela e nella promozione dei diritti fondamentali e nella lotta alle disuguaglianze; un evento che ha visto una vasta partecipazione di Paesi latinoamericani e caraibici ed un ampio ed interessante dibattito.

Nell’ordinamento italiano la parità di genere è ampiamente tutelata e promossa a partire dall’articolo 3 della Costituzione ed il principio della partecipazione delle donne alla politica in Italia è sancito dall'articolo 51, primo comma, in base al quale tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza. Tuttavia, per oltre sei decenni i dati relativi alla presenza femminile negli organi costituzionali italiani hanno sempre mostrato una presenza contenuta nei numeri e molto limitata quanto alle posizioni di vertice.

Ci fu una piccola grande rivoluzione alla fine degli anni '70: in un panorama quasi esclusivamente maschile assunsero ruoli importanti alcune donne molto autorevoli. Due nomi emblematici di quella stagione: nel 1977 Tina Anselmi diventa la prima donna Ministro. Nel 1979 Nilde  Iotti diventa la prima presidente della Camera, carica che ricoprirà per un tempo eccezionalmente lungo, fino al 1992.

Tuttavia dopo quel periodo, e per molte legislature, la presenza femminile in Parlamento non ha fatto grandi passi avanti fino alla attuale legislatura. 

 Le ultime elezioni politiche, quelle del febbraio 2013, hanno infatti  rappresentato una vera inversione di tendenza per quel che riguarda la rappresentanza femminile in Parlamento. Infatti, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, nella XVII legislatura la presenza femminile ha superato la quota del 30 per cento con 198 donne elette alla Camera dei deputati, mentre il Senato rimane poco al di sotto di tale quota con 92 senatrici, pari al 28,8 per cento.

Se si pensa che le donne elette nel 1946 all'Assemblea Costituente, composta da 556 membri, erano 21, peraltro tutte di grande valore, ma pur sempre pari al 3,8 per cento dei costituenti, si comprende il cammino compiuto in questi anni. E si comprende anche come uno dei primi atti di questo Parlamento con molte donne sia stato la Ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. Vorrei inoltre rimarcare come, nella formazione dell'attuale Governo, per la prima volta si sia registrata una composizione paritaria: le donne ministro erano 8 su 16 ministri, quindi il 50 per cento. Successivamente, a seguito delle dimissioni del Ministro degli esteri e del Ministro per gli affari regionali, il numero delle donne ministro è sceso a 6 su 15 ministri, pari circa al 40%, sempre comunque di più della media europea che si attesta al 27%.

Peraltro segnalo che, sempre per rimanere nelle Istituzioni parlamentari è la presidente Laura Boldrini a guidare Montecitorio, e, per la prima volta sia l’Amministrazione della Camera che quella del Senato,  sono guidate da due Segretari Generali donne e c. 

Il fatto che in Parlamento vi sia la più alta percentuale di donne elette della storia repubblicana è però, oltre che motivo di soddisfazione perché le donne sembrano aver abbattuto, almeno in politica, il “soffitto di cristallo”, fonte anche di grandi responsabilità. Dobbiamo senz’altro favorire percorsi e progettare proposte per vedere pienamente affermato il ruolo delle donne nelle diverse realtà sociali ed economiche. Solo così, perseguendo questo obiettivo ambizioso, potremo dire di aver capitalizzato i risultati fin qui raggiunti.

Anche a questo fine, insieme alla Presidente della Camera Laura Boldrini e alle donne dell’Ufficio di Presidenza abbiamo lavorato per trovare una sede di confronto, dove immaginiamo di poter affrontare in maniera trasversale, prescindendo dalle posizioni politiche di ciascuna di noi, le tematiche che attengono ai diritti delle donne ed alle pari opportunità. Ed abbiamo a tal fine costituito, sul modello di altri Parlamenti, un intergruppo per le donne i diritti e le pari opportunità, quale luogo permanente di confronto, analisi e promozione di iniziative. Ad esso hanno aderito un’ottantina di colleghe e, tra esse, Pia Locatelli, Maria Edera Spadoni e Chiara Gribaudo che interverranno oggi in questo seminario.

Come diceva la grande poetessa - e femminista - cilena, Gabriela Mistral, prima donna latinoamericana a vincere il Premio Nobel per la letteratura, di cui ricorre proprio quest’anno il settantesimo anniversario dall’assegnazione del Nobel:

“Dove c'è un albero da piantare, cerca di piantarlo! Dove c'è un errore da correggere, cerca di correggerlo! Dove c'è un compito difficile, cerca di assumerlo!”

Noi stiamo cercando di fare questo e siccome il Cile ci porta bene, lascio a te, Claudia, la parola

Marina Sereni, 2009-2015