Marina Sereni
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16-02-2016
DOPO IL NO AL NUCLEARE, CONFRONTO CON FRANCIA E SPAGNA
“TRASPARENZA, INFORMAZIONE, COINVOLGIMENTO PER GESTIRE I RIFIUTI”

La gestione dei rifiuti radioattivi e il sistema dei controlli: esperienze a confronto tra Francia, Spagna e Italia

(Palazzo Montecitorio, Sala Aldo Moro, 16 febbraio 2016)

 

Saluto introduttivo della Vicepresidente della Camera,

Marina Sereni

 

 

Ringrazio il collega Bratti, presidente della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati per l’iniziativa odierna, che rappresenta un’occasione importante per fare il punto su un tema delicato ed attuale come la gestione dei rifiuti radioattivi e il sistema dei controlli. La Commissione ha svolto un’intensa attività di indagine nella passata e nella presente legislatura attraverso audizioni e sopralluoghi, nonché attraverso la pubblicazione di relazioni.

Saluto il collega Vignaroli, vice Presidente della Commissione di inchiesta, il dottor Roberto Mezzanotte, il direttore della Direzione energia nucleare della Commissione europea, il Presidente di Sogin e il direttore generale dell’ISPRA, che interverranno nel corso della mattinata, nonché il presidente della società spagnola ENRESA e il direttore generale dell’Autorità di sicurezza nucleare francese, che ci forniranno un quadro della situazione della gestione e dei controlli in Francia e in Spagna e tutti i presenti.

L’Italia ha definitivamente abbandonato l’opzione del nucleare con i referendum del 1987 e, da ultimo, del 2011 privilegiando il ricorso ad altre fonti energetiche, tra le quali negli ultimi anni hanno assunto un peso rilevante le energie rinnovabili.  Le centrali nucleari e le installazioni connesse al ciclo del combustibile non sono più attive, ma sono in corso le attività connesse alla disattivazione delle installazioni e quelle di messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal pregresso esercizio.

Il volume di rifiuti radioattivi prodotto in Italia, al 2013, secondo l’annuario dei dati ambientali dell’ISPRA, è di circa 30.000 metri cubi. Ulteriori rifiuti prodotti in futuro deriveranno dallo smantellamento delle centrali nucleari, il cosiddetto decommissioning, che interessa le quattro ex-centrali nucleari italiane e altri impianti localizzati nel territorio nazionale. Occorre, altresì, considerare il quantitativo di rifiuti derivanti dalle attività medicali, industriali e di ricerca, che presenta un andamento crescente negli ultimi anni.  La gestione dei rifiuti radioattivi richiede la massima sicurezza delle popolazioni e dell’ambiente, per questo è necessario assicurare un continuo monitoraggio e controlli scrupolosi.

Le relazioni della Commissione di inchiesta della passata e della presente legislatura hanno messo in evidenza alcune criticità connesse ai ritardi nell’attività di decommissioning, al sistema dei controlli e alla mancanza di un deposito nazionale in cui collocare i rifiuti che si trovano nei diversi siti, in gran parte quelli in cui sono stati prodotti, e in alcuni depositi temporanei.  La mancanza del deposito nazionale rappresenta il problema più importante al quale è legata la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e la prospettiva della stessa attività di decommissioning. Il deposito nazionale, infatti, dovrebbe ospitare in un’unica infrastruttura i rifiuti radioattivi in condizioni di massima sicurezza e rispetto dell’ambiente.

Altro nodo da affrontare riguarda la pubblicazione della Carta Nazionale delle aree  potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale, sul quale sarà avviato l’iter per la definitiva localizzazione e realizzazione del sito, un processo non facile in cui non possiamo escludere l’insorgere di opposizioni locali.  E’ importante pertanto che il processo avvenga assicurando la trasparenza nel processo decisionale e l’informazione e il coinvolgimento delle autorità regionali e delle popolazioni interessate, che possono aiutare l’adozione di scelte condivise.  E’, altresì, necessario assicurare uno stabile e indipendente assetto della regolazione e un efficiente ed efficace sistema dei controlli.

L’Italia ha recepito nel 2014 la direttiva europea, che istituisce un quadro per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Non è però ancora operativo l’Ispettorato nucleare per la sicurezza nucleare e la radioprotezione e non è stato definito il programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.  L’iniziativa odierna è importante perché consente di discutere del tema della gestione dei rifiuti radioattivi e del sistema dei controlli anche nel contesto della situazione europea grazie agli interventi del rappresentante della Commissione europea e dei relatori di Francia e Spagna in cui sono in corso esperienze interessanti.

In tale contesto va, altresì, considerato che il decommissioning delle attività nucleari, che è un’attività che richiede costi per lo smaltimento, potrebbe diventare un’opportunità in un’economia globale in cui alcuni Paesi hanno deciso la chiusura delle centrali e altri la dismissione di impianti obsoleti.  Sulle attività e sui processi in corso è necessario che il Parlamento mantenga alta la sensibilità e continui a esercitare un attento monitoraggio e controllo. Il contributo della Commissione parlamentare di inchiesta sarà in questo come in altri ambiti fondamentale.

 

Vi ringrazio per l’attenzione.

 

Marina Sereni, 2009-2015