Marina Sereni
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25-04-2016
OBAMA AD HANNOVER
"GLI USA E IL MONDO HANNO BISOGNO DI UN'EUROPA FORTE"
OBAMA L’AMERICA E IL MONDO HANNO BISOGNO DI UN’EUROPA FORTE

 

 "Sono venuto a dirvi che gli Usa e il mondo intero hanno bisogno di un'Europa forte, unita, prospera, democratica e unita. Forse  avete bisogno che un outsider, qualcuno che non è europeo, vi ricordi la grandezza di quello che avete conquistato. Non siamo immuni  dalle forze di cambiamento nel mondo. I conflitti dal Sud Sudan, alla Siria, all'Afghanistan hanno fatto fuggire milioni di persone, che cercano la relativa sicurezza delle coste europee, ma questo pone nuovi oneri sui Paesi e sulle comunità locali. L'aggressione russa che ha violato apertamente la sovranità e il territorio di un Paese europeo indipendente, l'Ucraina, innervosisce i nostri alleati nell'Europa Orientale, minacciando la nostra visione di un'Europa unita, libera e in pace, e sembra mettere in pericolo i progressi fatti dalla fine della Guerra Fredda.  La crescita economica lenta, specialmente nel Sud Europa ha lasciato milioni di persone disoccupate, incluse generazioni di giovani senza lavoro e che potrebbero guardare al futuro con meno speranza. E tutte queste sfide persistenti hanno portato qualcuno a mettere in dubbio che l'integrazione europea possa resistere a lungo. C'è chi si chiede  se potreste stare meglio separandovi gli uni dagli altri, ritirandovi dietro le barriere tra le nazioni e i popoli che esistevano nel XX secolo. In tutti i Paesi, inclusi gli Usa, lavoratori e famiglie stanno ancora tentando di riprendersi dalla peggiore crisi economica da generazioni. E quel trauma, in cui milioni di persone hanno perso il lavoro, la casa e i risparmi, è sentito ancora. E nel frattempo sono l'automazione e la globalizzazione, che in qualche caso hanno compresso i salari e messo i lavoratori in una posizione più debole. I salari sono rimasti stagnanti in molti Paesi. Queste preoccupazioni sono reali e legittime. Se non risolviamo questi problemi, vedremo che c'è chi sfrutta queste paura e queste frustrazioni e le incanala in una direzione distruttiva. Assistiamo  allo strisciante riemergere di quel tipo di politica che l'Ue è stata fondata per respingere. Una mentalità di noi contro loro, tentare la colpa dei nostri problemi agli altri, a qualcuno che non ci somiglia o che non prega come noi. Immigrati, musulmani, o chiunque sia diverso da noi. Vediamo una crescente intolleranza in politica. Come diceva Yates, i migliori non hanno convinzioni, mentre i peggiori sono pieni di passione e intensità. Questo è un momento cruciale e quello che accade su questo continente ha conseguenze sui popoli in tutto il mondo. Se un'Europa unita, pacifica, liberale, pluralistica e basata sul mercato inizia a dubitare di se stessa e inizia a mettere in dubbio i progressi fatti negli ultimi decenni, allora non possiamo aspettarci che i progressi che sono appena iniziati in molti luoghi del mondo continuino. Al contrario daremo potere a chi dice che la democrazia non può funzionare, che servono l'intolleranza, il tribalismo, l'organizzazione per linee etniche, l'autoritarismo, le restrizioni alla libertà di stampa".

 

Marina Sereni, 2009-2015