Marina Sereni
Marina Sereni
<b>883</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>120</b> Interventi a Montecitorio
<b>114</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali
15-09-2016
70 DI VOTO ALLE DONNE
"RICONOSCENTI ALLE NOSTRE MADRI, DOBBIAMO ANDARE AVANTI"
Le misure del Jobs act che promuovono il lavoro femminile, la legge sulle dimissioni in bianco, quella sul femminicidio, la ratifica della Convenzione di  Istanbul e…persino la legge sulle unioni civili: penso che tutto questo sia stato possibile perché abbiamo il Parlamento più giovane e più femminile della storia repubblicana. Abbiamo alle spalle il lavoro e l’impegno di donne di grande spessore politico culturale, dobbiamo conoscere e valorizzare  la storia ereditata dalle madri costituenti proprio perché questo ci aiuta ad individuare i nuovi traguardi da raggiungere. Ne ho parlato intervenendo al convegno organizzato dal nostro Gruppo di Montecitorio, dalle Democratiche e dalla Fondazione Iotti per ricordare i 70 anni del voto alle donne, della nascita della Repubblica delle italiane. Nessuna conquista è acquisita per sempre, ce lo insegna il lungo percorso che ha portato a quell’anno della svolta, il 1946, in cui le donne hanno votato per la prima volta.  Ce lo insegnano anche le tappe successive, ben elencate nel libro della Fondazione Iotti sulle ‘Leggi delle donne’ la cui versione  video, riassunta e aggiornata ai provvedimenti di questa legislatura, sarà presentata il prossimo 14 ottobre qui alla Camera.  È fondamentale che le più giovani conoscano ciò che hanno fatto le 21 donne della Costituente,  o la prima donna ministro, o la prima presidente della Camera… ma poi, come ha giustamente detto Marisa Rodano, bisogna andare avanti. In questa legislatura, qui a Montecitorio, per iniziativa della Presidente abbiamo costituito il primo intergruppo parlamentare donne e nell’ultima legge di Stabilità siamo riuscite ad approvare un pacchetto di emendamenti. Un’esperienza con molte luci e qualche ombra, come l’estenuante discussione sul Codice rosa, perché quando si dividono, le donne possono essere nemiche di loro stesse. Ma al di là di qualche difficoltà, credo sia nostro dovere valorizzare quello che è stato fatto e dare visibilità al lavoro delle colleghe, riconoscere il protagonismo delle deputate più giovani. La comunicazione non ci aiuta: secondo l’analisi del Global media monitoring project, nel 2015 in Italia a fare notizia per il 79% sono gli uomini, solo per il 21% sono le donne. E siamo migliorate perché 10 anni prima eravamo al 7%! Insomma, la comunicazione non ha neanche seguito il trend più positivo della rappresentanza dove invece siamo arrivate al 31%. Abbiamo da lavorare su più fronti, anche portando i frutti dell’impegno di chi ci ha precedute e il nostro a conoscenza delle nuove generazioni. Ridare valore alla partecipazione e alla rappresentanza politica delle donne è essenziale, personalmente credo che riformare le istituzioni sia l'unico modo per ridare valore alla democrazia. E penso che questa scommessa, se non viene assunta dal Pd e dai nostri gruppi parlamentari, nessun altro potrà vincerla.
Marina Sereni, 2009-2015