Marina Sereni
Marina Sereni
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09-11-2017
LA TUTELA DELLA SALUTE DEI MIGRANTI
"COMPETENZE E CONOSCENZA: NON ESISTONO SOLUZIONI ISTANTANEE"
La Commissione di inchiesta sui temi dell'immigrazione (letteralmente "sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate") ha deciso di mettere a fuoco il tema della salute dei migranti. Su questo proprio ieri ha approvato la relazione che oggi è stata presentata e discussa in un seminario di approfondimento promosso dal Presidente Gelli. Siamo abituati a vivere nell’era dell’istante, ma nell’istante non si risolvono quasi mai i problemi reali, sempre più complessi. La politica in cerca di consensi facili può promettere soluzioni istantanee, ma queste si rivelano il più delle volte illusorie.  Questo è sempre vero, lo è ancor di più se si affronta il fenomeno delle migrazioni. Non si può decidere partendo soltanto dagli umori, anche se gli umori fanno parte del rapporto tra la politica e i cittadini. Bisogna avere la conoscenza dei fatti, farsi aiutare dalle competenze.  Ecco il mio intervento di saluto.

 

 

In questi anni molti osservatori, costituzionalisti, studiosi del diritto parlamentare hanno notato come il baricentro dell'azione legislativa si è spostato sui governi. Non è un dato soltanto italiano, ovunque in Europa le leggi approvate sono per la maggior parte di iniziativa dei Governi. Questo fatto, tuttavia, non solo non toglie nulla alla qualità e all’importanza delle leggi di iniziativa parlamentare, ma semmai comporta una ridefinizione e un rilancio del ruolo delle Assemblee sotto altri profili. Il Parlamento come luogo della rappresentanza, come luogo dell’indirizzo, del controllo, della verifica delle politiche di governo. Ed è forse per questo motivo che in questa legislatura, più che in altre, si sono costituite molte nuove Commissioni parlamentari d’inchiesta, sia bicamerali che monocamerali, e nessuna di queste è stata senza far nulla. Le commissioni parlamentari d’inchiesta, insieme alle commissioni permanenti, hanno rappresentato una forte capacità di ascoltare ciò che accade all’esterno delle istituzioni, con l'ausilio competenze specifiche per ciascun settore, e hanno saputo fornire una serie di elementi di valutazione e di approfondimento, fondamentali per l’azione di  governo. Questo è vero in generale, ma è ancora più vero per un fenomeno, per una questione così complessa e sensibile nel rapporto con l’opinione pubblica, qual è l’immigrazione. Abbiamo vissuto anni veramente difficili ed è cruciale offrire ai decisori politici, al Parlamento e al Governo, tutti gli elementi di  conoscenza sul fenomeno migratorio per cercare di passare dal piano dell’emergenza, della cronaca, della polemica  politica -  che è stata devastante in questi anni – al piano della razionalità, della messa in movimento di processi permanenti e anche, se posso dire, del recupero del senso più profondo della politica. Siamo abituati a vivere nell’era dell’istante, ma nell’era dell’istante non si risolvono quasi mai i problemi. Possiamo proporre, promettere soluzioni istantanee, ma sono quasi sempre soluzioni illusorie.  Non si può decidere partendo soltanto dagli umori, anche se gli umori fanno parte del rapporto tra la politica e i cittadini. Ma accanto agli umori, bisogna avere la conoscenza dei fatti, l’approfondimento. Perché anche i numeri a volte sono insufficienti: dietro i numeri ci sono persone, dietro le persone ci sono storie diverse, dietro alle storie diverse ci sono bisogni, esigenze diverse. E quindi c’è la necessità di dare risposte diverse. La Commissione di inchiesta ha deciso di mettere a fuoco il tema della salute dei migranti, di chi arriva nel nostro Paese, e dell'impatto sulle comunità di accoglienza. E lo ha fatto partendo dall’articolo 32 della nostra Costituzione che  riconosce il diritto alla salute all'individuo, alla persona, all’essere umano, non solo a chi è cittadino. Abbiamo assistito anche su questo terreno a tante speculazioni, che non hanno aiutato. Siamo nell’epoca della paura e dobbiamo governarla. La mia posizione è quella di chi si assume la responsabilità di confrontarsi con le inquietudini e le preoccupazioni dei nostri cittadini, ma non per alimentarle, piuttosto per cercare di dare delle risposte. E per dare risposte, bisogna avere un quadro di conoscenza e costruirci delle politiche.

La Commissione immigrazione ieri ha approvato una relazione sula salute dei migranti e della popolazione residente. Un testo che ci dà delle piste di lavoro per questa legislatura che si sta chiudendo, per quelle che verranno e per le politiche delle Regioni. E’ importante che i diversi soggetti istituzionali coinvolti sappiano lavorare insieme e condividere una strategia comune, così com’è stato immaginato nel programmare questo seminario di approfondimento di oggi.  Ascoltiamo, dunque e buon lavoro.

Marina Sereni, 2009-2015