Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>178</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>146</b> Impegni in Italia
<b>56 </B> Missioni e incontri internazionali
11-12-2017
SECONDO FORUM ITALIA-AMERICA LATINA E CARAIBI/1
"SVILUPPO SOSTENIBILE E INTEGRAZIONE: QUESTO MONDO NE HA BISOGNO"
 

Nell'aprire la prima sessione del Secondo Forum Italia-America Latina e Caraibi che ospitiamo fino a domani a Montecitorio ho voluto ricordare che nel 2015 decidemmo di sperimentare questo appuntamento nella convinzione che la voce dei Parlamenti potesse integrare con un dialogo politico e istituzionale quel lavoro di tessitura delle relazioni realizzato in questi anni tra l’Italia e i Paesi latinoamericani e caraibici, grazie anche al  ruolo fondamentale svolto dall’IILA, che quest’anno celebra i 50 anni di attività. Dialogo politico, dunque, nel segno del rispetto reciproco e del multilateralismo, in un momento particolarmente inquieto e carico di tensioni su scala internazionale. Ecco il mio intervento.



 

 

PRIMA SESSIONE

Sviluppo sostenibile, libertà di circolazione, connettività verso l’attuazione dell’Agenda 2030

 

Signor Presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Julio Andrés Borges, signor Primo Vicepresidente della Camera dei deputati del Cile, Enrique Jaramillo Becker, signor Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati italiana, onorevole Ermete Realacci, Onorevoli colleghi, illustri autorità, gentili ospiti.

È un piacere riprendere il dialogo avviato due anni fa, quando abbiamo deciso di prevedere un versante parlamentare ad affiancare la Conferenza Italia-America Latina e Caraibi promossa dal Governo, che quest’anno giunge alla ottava edizione.

Cari colleghi, nel 2015 decidemmo di sperimentare questo Foro nella convinzione che la voce dei Parlamenti potesse integrare con un dialogo politico e istituzionale quel lavoro di tessitura delle relazioni realizzato in questi anni tra l’Italia e i Paesi latinoamericani e caraibici, grazie anche al  ruolo fondamentale svolto dall’IILA, che quest’anno celebra i 50 anni di attività.

Dialogo politico, dunque, nel segno del rispetto reciproco e del multilateralismo, in un momento particolarmente inquieto e carico di tensioni su scala internazionale.

Sono profonde le affinità che legano l’Italia al continente latinoamericano, a partire dalla presenza di significative e ben inserite comunità italiane e di origine italiana in molti dei Paesi della regione. Della vivacità e importanza di queste nostre comunità sono testimonianza sia i colleghi italiani eletti in questa area geografica sia i numerosi parlamentari di origine italiana presenti nelle vostre Assemblee.

Questo complesso di relazioni ha reso possibile nel tempo sviluppare importanti progetti di cooperazione nel settore del rafforzamento dello Stato di diritto, della sicurezza, dell’inclusione sociale rivolta alle fasce più vulnerabili della popolazione, della collaborazione economica e della promozione delle piccole e medie imprese.

Oggi siamo qui per riflettere insieme sulle sfide comuni che l’Agenda 2030 adottata dalle Nazioni Unite due anni fa rappresenta per ciascun Paese e per tutto il pianeta. Per la prima volta la comunità internazionale si è dotata di una piattaforma globale che tiene insieme: crescita economica, salvaguardia dell’ambiente, inclusione sociale. Non è buona/vera crescita quella che dissipa o distrugge il capitale naturale del pianeta; non è vera/buona crescita quella che produce esclusione sociale e diseguaglianza. Misurare costantemente i progressi rispetto al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile è dunque  indispensabile per poter valutare le scelte che tutti gli attori – pubblici e privati – compiono concretamente ad ogni livello.

D’altra parte il “Goal 17: partnership per gli obiettivi” indica chiaramente quale può essere il nostro ruolo “migliorare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, integrato da partenariati multilaterali che mobilitino e condividano le conoscenze, le competenze, le tecnologie e le risorse finanziarie per sostenere il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile…” e ancora “ Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici e privati, pubblico-privati e nella società civile” 

In questo senso credo possa essere interessante citare molto brevemente tre esperienze che hanno impegnato il nostro Paese in uno sforzo che ritengo coerente con lo spirito e gli obiettivi dell’Agenda 2030.



La prima riguarda l’introduzione del BES (Benessere Equo e Sostenibile) nella riforma della Legge di Bilancio approvata nel 2016. È un’innovazione importante. Il governo si è infatti impegnato a integrare, nella valutazione delle politiche pubbliche, le dimensioni più strettamente economiche con quelle che si riferiscono alla qualità della vita.

Non più solo il PIL come bussola per orientare le scelte economiche e finanziarie! Risultato di anni di lavoro di molti studiosi (che non a caso hanno collaborato anche con le Nazioni Unite in preparazione dell’Agenda 2030) e di battaglie politiche e culturali, dentro e fuori dal Parlamento.

Per la prima volta lo scorso anno nel Documento di Economia e Finanza  il Governo ha scelto di anticipare in via sperimentale l’inserimento di un primo gruppo di indicatori nel processo di bilancio:


1) il reddito medio disponibile,

2) un indice di diseguaglianza,

3) il tasso di mancata partecipazione al lavoro

4) le emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti

 

Pochi mesi fa il Governo ha emanato in via definitiva il decreto che stabilisce i 12 indicatori completi attraverso i quali d’ora in poi l’Italia misurerà il grado di successo/insuccesso delle politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile

I 12 indicatori di Benessere equo e sostenibile (Bes) che, con decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 novembre, saranno inseriti nel DEF 2018 sono

1) reddito medio disponibile aggiustato pro capite;

2) indice di diseguaglianza del reddito disponibile;

3) indice di povertà assoluta;

4) speranza di vita in buona salute alla nascita;

5) eccesso di peso;

6) uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione;

7) tasso  di  mancata  partecipazione  al  lavoro,  con  relativa

scomposizione per genere;

8) rapporto tra tasso di occupazione delle donne  di  25-49  anni

con figli in età prescolare e delle donne senza figli;

9) indice di criminalità predatoria;

10) indice di efficienza della giustizia civile;

11) emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti;

12) indice di abusivismo edilizio

Questo risultato non sarebbe stato possibile senza una forte attivazione del Parlamento e di molte componenti della società italiana. Importante il ruolo dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, cui aderiscono 170 soggetti, tra organizzazioni economiche e sociali, enti locali e Terzo Settore, e che produce ogni anno un Rapporto per monitorare puntualmente il cammino compiuto su ognuno degli Obiettivi dell’Agenda 2030. 

La seconda innovazione strutturale che voglio ricordare è l’introduzione del REI (Reddito di Inserimento) uno strumento di intervento a sostegno delle famiglie che vivono in condizione di povertà assoluta che colma una lacuna drammaticamente evidente nel sistema di welfare italiano, unico in Europa a non aver avuto finora un istituto universale di contrasto della povertà. Torneremo su questo magari domani, nella sessione specifica. Mi premeva però citare questa scelta perché anch’essa è figlia di una convergenza tra Parlamento e soggetti del Terzo settore che hanno costituito l’Alleanza contro la Povertà esercitando una pressione propositiva ed efficace sui decisori politici.

Cari colleghi, in un’epoca in cui la disaffezione dei cittadini verso la politica e le classi dirigenti colpisce anche i Parlamenti dimostrare di essere in grado di ascoltare e raccogliere le istanze delle nostre comunità sui grandi temi della sostenibilità dello sviluppo e dei diritti umani è l’unica risposta possibile alle spinte demagogiche e populiste.

Ciò vale anche per il tema delle migrazioni che in Europa ha interessato e interessa particolarmente il nostro Paese ma che riguarda tutti i continenti compresa l’area latino-americana e caraibica. Lottare senza alcuna incertezza contro i trafficanti di esseri umani ed accogliere chi cerca salvezza nelle nostre coste: il nostro Parlamento ha cercato di sostenere in questi anni una linea di  grande equilibrio accompagnando le scelte delicate e complesse che il governo italiano ha portato avanti sia in sede europea che a livello bilaterale con i paesi di transito e di provenienza dei richiedenti asilo e dei migranti. Abbiamo trovato la forza e la convergenza per approvare una legge di grande valore come quella riguardante la tutela dei minori non accompagnati. Come forse sapete è invece ancora in discussione un altro tema – la legge sullo ius culturae o ius soli temperato - che non è detto trovi una possibilità di compimento nella attuale legislatura che si sta concludendo. La materia è ovunque oggetto di accesi scontri politici, poiché alcune forze pensano di lucrare sui sentimenti di inquietudine e insicurezza che tocca larghi strati popolari e investe il rapporto con la realtà dell’immigrazione. Possiamo vincere questa sfida soltanto con il linguaggio della ragionevolezza e del dialogo, tenendo insieme sicurezza e solidarietà, integrazione e rispetto delle regole.

Anche su questo – sono sicura – il confronto e lo scambio di esperienza tra noi potrà aiutarci a fare al meglio il nostro lavoro.

Grazie dell’attenzione

Marina Sereni, 2009-2015