Marina Sereni
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01-02-2018
Una guerra di cifre per l' ultimo mese di rincorsa alle elezioni.
Una guerra di cifre per l' ultimo mese di rincorsa alle elezioni.

 

Di  Cristiana Mangani e Diodato Pirone.

 

ROMA Una guerra di cifre per l' ultimo mese di rincorsa alle elezioni. Ma quanti sono realmente gli immigrati irregolari che circolano nel nostro Paese? Il dato da cui partire è quello che riguarda gli oltre 5 milioni di stranieri che risiedono in Italia con un regolare permesso di soggiorno, perché solo questo è l' unico certo. Sui clandestini le cifre oscillano e parecchio. Il Viminale parla di 200 mila e anche meno, mentre le analisi più recenti fornite da fondazioni e centri studi, riferiscono di 491 mila (fonte: Ismu, Fondazione sulla multietnicità). Che vuol dire una popolazione di irregolari dell' 8,2 per cento.


LE ASSUNZIONI L' Ismu dà i clandestini in aumento poiché li stimava in 435 mila nel 2016 ma, a sorpresa, rispetto a 10 anni fa il loro numero è in forte calo, addirittura del 25%. Nel 2008, infatti sono state presentate ben 724 mila domande di assunzioni di stranieri da parte di imprese italiane (come previsto dalla legge Bossi-Fini) e il Sole24Ore aveva stimato in 650.000 i clandestini presenti all' epoca nel Bel Paese.
La questione immigrazione ha rappresentato da sempre una spina nel fianco dei governi che si sono succeduti, anche se dai primi anni 90 fino al 2011, quando è esplosa la Primavera araba ed è stato ucciso Gheddafi, i numeri degli sbarchi erano più limitati e le difficoltà meno evidenti. Fece scalpore il caso della nave Vlora, arrivata dall' Albania nel 1990, con migliaia di disperati a bordo. Novantamila in pochissimi giorni, sistemati alla meno peggio in uno stadio e poi rimpatriati. Per quanto possa apparire paradossale a 15 anni di distanza, è stato proprio il governo Berlusconi, nel 2002, a dare una spinta all' immigrazione. In quell' anno venne varata la legge Bossi-Fini che fissava dei flussi di ingresso per i lavoratori stranieri. Era inevitabile, dunque, sanare i clandestini arrivati prima dell' entrata in vigore della legge. Vennero presentate ben 697 mila domande e ne furono accolte 623 mila, oltre 300 mila delle quali per colf e badanti. E così l' Istat, che nel 2002 registrava 1.341.209 stranieri residenti in Italia, due anni dopo è arrivato a contarne 1.854.748. Da allora la legge sull' immigrazione non è cambiata ma gli stranieri - regolari - in Italia si sono moltiplicati fino ad arrivare a quota 5 milioni nel 2017. In realtà l' anno scorso c' è stata una piccola inversione di tendenza perché - per via della crisi - quelli che sono tornati nelle nazioni d' origine sono stati più di quelli arrivati.

ROMENI IN TESTA Nel corso degli anni i flussi migratori sono cambiati di continuo, caratterizzati dalle crisi economiche o di guerra, come gli esodi dall' Albania, dalla Serbia, dalla Romania di Ceausescu, poi entrata nell' Ue nel 2006. Tanto che oggi il maggior numero di presenze straniere è ancora romeno con quasi un milione e 169 mila residenti. Anche se, secondo l' Ispi, l' Istituto per gli studi di politica internazionale, «tra il 2010 e il 2016, il numero degli stranieri che ha lasciato l' Italia è più che raddoppiato, e oggi sfiora le 150 mila unità. E nell' ultimo semestre del 2017 gli arrivi si sono ridotti di oltre il 34 per cento rispetto agli anni precedenti.
Sembra aver dato buoni risultati la strategia diplomatica messa in atto dal Viminale, sebbene gli accordi avviati con la Libia subiscano continue scosse per la mancata stabilizzazione del paese dopo la morte di Gheddafi. Nel frattempo, nei centri di accoglienza vengono ospitati 187 mila immigrati. E quasi la totalità di quelli sbarcati sul territorio viene identificata negli hotspot. Mentre, propositi elettorali a parte, resta sempre molto complesso, e in alcuni casi impossibile, il rimpatrio nei luoghi di provenienza. Senza documenti e origine certa, nessuno è disposto a riprenderli indietro.

 

Marina Sereni, 2009-2015